Martedì 20 Novembre 2018
   
Text Size

Zullo (PDL) Miulli: adeguare il budget alle potenzialità erogative

ignazio zullo_2

  

Non possono essere i lavoratori, i fornitori e i pazienti a pagare per inappropriate azioni di indirizzo politico-gestionale che coinvolgono la Giunta Vendola ed il management dell’Ente.

La razionalizzazione dell’offerta ospedaliera con la conversione di tanti piccoli ospedali deve obbiligatoriamente marciare in parallelo con il potenziamento di quelle strutture ospedaliere di eccellenza come il Miulli e con l’attivazione e la valorizzazione di percorsi di prevenzione, di integrazione socio-sanitaria e di percorsi assistenziali alternativi al ricovero ospedaliero quali l’assistenza domiciliare, le strutture di assistenza residenziale e semiresidenziale extraospedaliere dedicate alla non-autosufficienza, alla disabilità, agli stati di vita terminale, alle dipendenze patologiche.

In Puglia questa marcia parallela e convergente tra razionalizzazione dell’offerta ospedaliera e necessità di potenziamento dell’assistenza territoriale e della prevenzione è mancata per la predominanza di una visione burocratico-formale della sanità fortemente orientata al risparmio indiscriminato e poco ragionato piuttosto che alla corretta allocazione delle risorse in funzione delle reali necessità erogative del SSR in rapporto ai bisogni di salute della popolazione ed in funzione della necessità vitale di permettere a strutture come il Miulli, San Giovanni Rotondo, Cardinale Panico ed altre di mantenere e perseguire continuamente i livelli di eccellenza che li contraddistinguono.

In quest’ottica il tetto di spesa- o meglio il budget per comprenderci-deve essere adeguato alle potenzialità erogative del Miulli e alla remunerazione di prestazioni la cui erogazione non può essere interrotta per esaurimento del budget. Si pensi a tutte le prestazioni afferenti ai servizi di emergenza e Pronto Soccorso, rianimazione, UTIC, UTIN, alle prestazioni di emodialisi per fare solo alcuni esempi.

Se però da un lato c’è bisogno di una Giunta regionale capace, continuamente e presente e dialogante con il Miulli, dall’altra c’è la necessità che il management dell’Ente assicuri una gestione delle risorse quanto più oculata e rigorosa possibile ed in questo non ho motivo di dubitare sulla volontà del Miulli nel seguire procedure di diritto pubblico nell’acquisizione di beni e servizi e di risorse umane all’interno di un corretto dimensionamento di standard assistenziali/necessità produttive e di un bilanciato rapporto costi-ricavi.

E’ mancato il ruolo guida della Giunta Vendola ed oggi ci si ritrova con contenziosi e richiesta di concordato preventivo.

Se Vendola anzichè inseguire Bersani sui tetti di Roma o affiancarsi ai NO-TAV sulle Alpi o presenziare ai talk-show ossessionato dalle primarie nazionali e dal carrirismo politico personale avesse pensato più alla Puglia, sicuramente questo percorso sinergico Miulli-Giunta regionale non sarebbe mancato e oggi non saremmo a questo punto.

Oggi, Vendola ha scelto di restare in Puglia ma a cosa è servito tutto questo suo ambire se poi gli effetti sono stati questi: lui resta Presidente della Giunta in Puglia e non Presidente del Consiglio dei Ministri mentre in Puglia, lungi dall’essere migliore, emergono le consueguenze disastrose di una politica condotta per sdoganare in Parlamento la sinistra vendoliana e non certo per migliorare le condizioni di vita dei pugliesi.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI