Simboli in bilico: forze “identitarie” prossime alla scomparsa?

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Chiusa l’era Squicciarini, Acquaviva, città che non ha ancora risolto i suoi problemi più atavici (quali: il PRG, i debiti fuori bilancio, la 167, e l’assenza di un adeguato servizio di pubblica informazione sulla trasparenza politico-amministrativa), affronterà presto una nuova tornata elettorale il 26 maggio.

E, stando agli ultimi “rumors”, la politica locale si farà finalmente in quattro: almeno quattro candidati sindaci. Prescindendo le buone intenzioni.

Due gruppi di centrodestra, uno di centrosinistra, e l’alternativa grillina. Quanto al centrodestra: pare siano proprio due coalizioni ben distinte; l’una che orbita al movimento del fare di Michele Petruzzellis (civico, moderato, e con Claudio Solazzo suo “front-man” – e, almeno, quattro liste civiche al suo seguito) e l’altra resterebbe un progetto di “primarie” fra ex-Forza Italia pistilliani (con Claudio Giorgio possibile candidato) e il Popolo della Libertà.

A dire il vero, nulla è certo e tutto è ancora in continua evoluzione. – Cui Franco Pistilli ha già fatto cenno (all’attenzione di AcquavivaNet) a una sua prossima conferenza stampa. - Ma ancora più misteriosa è la situazione del centrosinistra e degli esordienti grillini: la maggioranza uscente sente tuttora il bisogno di rifondarsi su una figura che possa piacere a un meltin’pot partitico non scontatamente unito; una mancata uniformità che gioverà ai “cinque stelle”, che, invece, dovranno passare dalle parole ai fatti e trovando un candidato sindaco che possa aderire, adeguarsi in toto, al modus operandi promosso dal movimento del comico genovese.

In tutto questo insieme di accadimenti, fortemente semi-secretati dai politicanti locali (e che pongono, ora, qualche difficoltà a chi esercita quotidiana informazione…), traspare già una storica novità: la possibile scomparsa di simboli, di partiti, o movimenti, “ideologicamente” identitari. Con Fiamma Tricolore e Rifondazione Comunista già cartoline del passato, Sinistra Ecologia Libertà dovrà, ora, adeguarsi al nuovo centrosinistra o rischiare di competere – nuovamente - da sola.

E con una legge elettorale più spietata della precedente: che farà diminuire di cinque posti le poltrone del prossimo consiglio comunale. Poi, Rivoluzione Civile e Acquaviva Nel Cuore: prossime alla decisione del silenzio elettorale. Forse definitivo.

Un silenzio che potrebbe definirsi culturale. Un silenzio anche protratto fino all’area ex-Alleanza Nazionale: a parte la “storia berlusconiana”, ecco ancora in bilico le possibilità di partecipazione di La Destra (ad Acquaviva, rappresentata da Nicola Novielli) e la forza moderata di Futuro e Libertà (Luca Leoncini, “Zeman futurista” emerso dalla Tv di Majulli, rimasto poi totalmente isolato – localmente - da una scissione “pugliese” di metà gennaio. Fermo alla linea FLI tutt’oggi e nonostante la sconfitta alle Politiche).

Innanzi al pericolo, non latente, di scomparsa dei partiti, delle storie, delle identità, e delle possibili coscienze critiche al loro interno, è evidente che resteranno solo gli individui: i loro cartelli temporali, i loro programmi. Il loro ponte di dialogo con il paese reale. La loro personale interpretazione del sociale.