Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Il Consiglio di Stato boccia Squicciarini, si torna alle elezioni

tribunale

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), il giorno 26 marzo 2013 nella camera di consiglio in Roma, ha rigettato l’appello promosso dall’ex Sindaco Francesco Squicciarini contro la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale BARI: SEZIONE II n. 00143/2013.

La massima assise della giustizia amministrativa italiana ha cosi messo la parola fine all’esperienza governativa di Francesco Squicciarini su Palazzo De Mari. Una fine già segnata politicamente ma che oggi vede concludersi anche la sua fase “giudiziaria”. I magistrati del Consiglio di Stato non hanno ravvisato alcuna irregolarità nell’atto di dimissioni degli 11 consiglieri comunali.

La legge dispone che il consigliere comunale che intende dimettersi deve presentare una formale dichiarazione scritta, e deve presentarla personalmente; in alternativa l’atto può essere presentato a mezzo di un delegato, ma in tal caso sia l’atto di dimissioni, sia la delega, debbono essere autenticati; inoltre l’autenticazione della delega non deve risalire a una data anteriore più di cinque giorni.

“Avuto riguardo a queste disposizioni- fanno notare i giudici nella sentenza-, non sembrerebbe dubbio che in questo caso si siano compiutamente determinati i presupposti per lo scioglimento.

Infatti gli undici consiglieri dimissionari (su venti) hanno congiuntamente firmato un unico atto, contenente sia la dichiarazione delle dimissioni, sia la delega a due di loro per presentare l’atto medesimo all’ufficio protocollo del Comune. L’atto reca inoltre in calce l’autenticazione (o meglio le autenticazioni) delle firme da parte di un notaio. L’autenticazione di otto delle undici firme reca la data del 4 gennaio 2013; le altre tre firme risultano autenticate l’8 gennaio e nella stessa data l’atto è stato assunto al protocollo del Comune”.

“A quanto si può desumere dalle prolisse e non perspicue argomentazioni dell’appellante,- continuano i magistrati romani- sembra doversi ritenere che costui non metta in dubbio l’autenticità delle firme dei dimissionari o del notaio, e neppure che gli interessati abbiano voluto liberamente e consapevolmente dimettersi per provocare lo scioglimento del consiglio comunale. Anche dal punto di vista formale l’atto di dimissioni non riceve critiche o contestazioni da parte dell’appellante. Invero egli concentra le sue critiche sulla regolarità formale della presentazione dell’atto di dimissioni, effettuata dai delegati Petruzzellis e Morano, tanto da qualificare questi ultimi come «gli unici [veramente] dimissionari, non avendo fruito della delega» . Ciò conferma, fra l’altro, che l’appellante, a parte il problema della delega (a suo avviso mancante o comunque invalida), riconosce la piena validità, formale e sostanziale, dell’atto di dimissioni”.

Se la tesi dell’appellante,- prosegue ancora la sentenza- è che i dimissionari dovessero redigere e firmare due documenti distinti, l’uno per le dimissioni, l’altro per la delega di presentazione, si tratta di una tesi che non trova conforto nella legge e che del resto contrasta con la prassi generale, che consente in ogni caso di riunire in un unico documento più manifestazioni di volontà, a maggior ragione se finalizzate alla produzione di un unico scopo per il quale sono parimenti necessarie.

In conclusione, tutte le argomentazioni dell’appellante, risultano, più che infondate in fatto e in diritto, pretestuose e inutilmente capziose.

 

Sentenza Consiglio di Stato Ricorso di Squicciarini 

Commenti  

 
#3 rita rossi 2013-03-28 11:19
ciao
 
 
#2 palombo 2013-03-28 09:49
questa volta non bisogna sbagliare , altrimenti è tutto il popolo acquavivese che sarà marchiato a vita per la sua inettitudine, insipienza, ignoranza .... finora siamo stati dei quaquaraquà che ci siamo fatti portare a mano a mano da sindaci pupazzo, qualche dirigente senza scrupoli e qualche avvocato inqualificabile . APRITE GLI OCCHI ACQUAVIVESI STANNO PREPARANDO IL VOSTRO FUTURO DI LACRIME E SANGUE.
 
 
#1 giusy 2013-03-27 22:33
Per mio pregio o mio difetto, quando sono convinto delle mie idee e delle mie posizioni, vado sempre fino in fondo con coerenza e decisione. Nonostante la sentenza contraria del TAR, pertanto, dopo essermi consultato con i miei legali, oggi ho ritenuto opportuno presentare appello al Consiglio di Stato. Ho inteso procedere in tal senso anche perché il ricorso presentato al TAR non era una iniziativa temeraria ed estemporanea ma nasceva dalla convinzione nelle nostre ragioni. (queste le ultime affermazioni di Squicciarini) ....... Però La sentenza del C. di Stato ad onor del vero dice esattamente il contrario e cioè che la sua azione è stata temeraria, estemporanea ed irresponsabile, ,,,, comunque se questa era la strada che volevi percorrere bastava dirlo subito, durante la campagna elettorale o al massimo appena eletto. Invece ti sei divertito a prendere per il culo la gente, la città e la legge...esattam ente come fece Pisilli... la differenza fra te e lui è solo quella che Pisttilli si è divertito per 8 anni mentre tu solo per 2 anni e mezzo. Ma la cosa più grave è che ti stai impegnando a far proseguire sulla stessa strada (Di Pistilli e tua) anche il Commissario che sta facendo atti temerari. Ci vedremo in campagna elettorale e faremo sentire quello che dicevi durante la campagna elettorale del 2010. Ciao simpaticone.
 

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