Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Mario Radogna: "Le innovazioni interessano ai moderati"

mario radogna

AcquavivaNet intervista il Coordinatore acquavivese della Giovane Italia, PDL, dott. Mario Radogna. Ma i tempi cambiano. Continuano a cambiare. Le fortune di alcune realtà politiche sembrano sempre venire meno. Resistono. Ma chissà se fra i giovani di destra c’è ancora spazio per la coerenza ideologica e per la voglia di esporre le proprie iniziative dal basso. Chissà… Chissà se in questo mondo così liberal, europeo e global, c’è ancora posto per il Pro-Local sociale, il Glocal, per l’E-democracy partecipato, per la Trasparenza internettiana politico-amministrativa… Chissà se ci sarà ancora posto per il chilometro zero, la novità, la voglia di lottare fra i giovani. Chissà se fra pochi mesi ci sarà ancora il centrodestra. Chissà se il futuro sarà dinamo-identitario, oltre che identitario politico. Chissà se il futuro sarà la difesa di valori tradizionali, invece di essere alla mercé di un crescente relativismo nichilista. Mentre la crisi e l’anti-politica dilagano. Mentre l’Europa è lì che ci guarda, scongiura… ammonisce; parlando la stessa lingua della Merkel.

Quale analisi sul PDL, per Acquaviva delle Fonti, dopo le Politiche 2013?

“Sicuramente il Popolo della Libertà esce rinvogorito da questa competizione elettorale: perché prende oltre 3.700 voti sia alla Camera che al Senato; con una percentuale che si attesta oltre il 29%. Io, personalmente, ero candidato alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Puglia: e quindi rappresentavo, ad ogni modo, Acquaviva nella lista della PDL. Ma credo, sinceramente, che per Acquaviva sia stato un risultato oltre le aspettative e in piena controtendenza nazionale: laddove il PDL arriva terzo in Italia, qui, localmente, è rivelatosi, invece, il primo partito. Fa riflettere. Ciò dimostra che questo paese è moderato ed ha cuore una determinata compagine politica. Una compagine che difende i valori moderati del centrodestra. Un centrodestra che in forma intelligente rappresenta le piccole medie imprese, il lavoro – e sottolineo il lavoro, l’occupazione giovanile, i valori cattolici, la famiglia. Quella tradizionale. Però, non bisognerebbe parlare della PDL solo a livello locale: geniale è stata la soluzione programmatica promossa da Silvio Berlusconi di voler abolire l’IMU, abbatterlo… restituirlo agli italiani. Proposte concrete e che raggiungono il cuore dell’elettorato. Come il tentativo di parlare nuovamente dell’occupazione giovanile in una nuova e dignitosa dimensione fondata dal contratto a tempo indeterminato: parlando a quelle imprese che potrebbero essere esenti dall’IMU assumendo nuovi lavoratori. Non dimenchiamo, poi, il bonus famiglia. Insomma, tutta una serie di cose che hanno seriamente parlato agli interessi sensibili dell’elettorato: cose belle e concise. Per questo motivo abbiamo conosciuto sei punti di recupero da un solo partito e più di quindici da una specifica coalizione.”

Ma l’era Squicciarini può dirsi “giuridicamente” finita?

“La risposta è molto semplice: siamo sotto il Commissario prefettizio che sta svolgendo, come dice la legge, funzioni di giunta, consiglio comunale e sindaco… Porta, come è noto, avanti la sua attività con la collaborazione di subcommissari nominati dalla Prefettura di Bari: tutto come normalmente previsto in qualità di delegato del Ministero degli Interni. Non abbiamo tuttora l’influenza del vecchio sindaco (cui difende, oggi, la propria posizione politica in sedi differenti dal Palazzo Municipale): nonostante la situazione molto particolare che sta attraverso il nostro paese, credo si finirà presto a nuove elezioni. Elezioni che avranno luogo il 26 maggio. A prescindere da tutto ciò che sta accadendo a livello politico, penso che si andrà a nuove elezioni al 99%… Quella di maggio sarà, poi, l’occasione per dare fiducia a forze giovanili e preparate. Forze che sappiano comunicare e convincere.”

Ma Acquaviva, a suo parere, conoscerà delle primarie comunali per eleggere il proprio candidato sindaco del centrodestra? E sarebbe ipotizzabile un candidato under 30?

“Sicuramente non credo che ci sia un’età nella vita per dimostrare qualcosa: io sono sempre stato del parere che il talento non ha età. L’esperienza, però, aiuta tantissimo: e ben si coniuga con l’età. Mi sembra evidente. Questo è un dato di fatto: ed è inutile negarlo. Poi, ci sono stati casi nella storia che anche dei giovani o neofiti non giovani abbiano cambiato il corso degli eventi. Ciò benvenga… Qui, ad Acquaviva, non cambia mai nulla! Io ben mi apro a qualsiasi tipo di iniziativa. Le primarie comunali per la scelta del candidato sindaco del centrodestra, se saranno primarie democratiche, saranno una buona prospettiva: salvo vi sia chiarezza su come svolgerle. Chiarezza di statuto, apertura a tutta la cittadinanza o solo ai tesserati dei partiti della coalizione. Sarebbe gran cosa, però, se fossero aperte a tutta la cittadinanza: ma, prima, bisognerebbe capire come organizzare queste primarie. Non è uno scherzo. Se ci sarà il tempo, ad esempio. Le primarie restano, comunque, interessanti: anche per capire quale centrodestra cercherebbe il popolo acquavivese. E se quest’ultimo andrà premiando la propria fiducia verso l’esperienza di figure note, di neofiti “professionalmente rispettabili” provenienti dalla società civile o verso la voglia di fare di un singolo giovane.”

Che sia l’ora di un maggiore pro-local, di una trasparenza internettiana politico-amministrativa, di esperimenti E-democracy, di post-grillismo a due sole forze politiche: una destra pulita e una sinistra pulita? Innanzi a spread, agenzie di rating, decisioni della UE, a suo parere, è ancora legittimo parlare - nel 2013 - di difesa delle economie locali, della piccola imprenditoria? Di analisi del mercato locale del lavoro? Unire il Local con il Liberal?http://www.acquavivanet.it/politica/3693-politica-qunire-il-local-con-il-liberalq.html

Ipotizziamo, ora, un'alternativa a Grillo: un movimento "giallo"... Come il sole, l'energia, il riciclo del pannello. Inceneritori compresi: ma solo se temporanei, controllati (magari) dalla Guardia di Finanza, e al fine di produrre energia. E dal riuso della plastica, nuovo gasolio. Ecologismo liberale, sociale e prolocale: a beneficio di tutti. Senza troppi fondamentalismi verdi. Lei cosa ne pensa?

“Una cosa alla volta… Tutto ciò che è stato menzionato interessa anche le forze moderate, figuriamoci… Si parla di chilometro zero, di localismo, di diversi principi che in alcuni ambiti economici e territoriali stanno segnando la svolta sia in Italia, che in Europa… e nel mondo. Sicuramente il chilometro zero non solo è un argomento interessante, ma, in alcuni casi, è di vitale importanza: perché nel momento in cui si vanno ad abbattere i costi di trasporto, i costi di marketing per entrare nelle catene di multinazionali, consente il proprio territorio di chiudere la filiera per auto-alimentarsi di quello che produce. Come la frutta, quale la ciliegia: produrla e confezionarla nello stesso territorio. Resta un’esempio. Non sarebbe male coniugare il chilometro zero ad aziende locali che trasformano sul posto i prodotti in modo da poter creare posti di lavoro e pensare alla nostra economia di località. Tutte le sperimentazioni menzionate nella domanda meriterebbero di andare sotto una lente di ingrandimento di un’amministrazione che avrà un Assessorato allo Sviluppo Economico molto attento e attivo. Qualora andassimo a governare, come centrodestra, avremmo bisogno di un buon sindaco che sappia coordinare lo sviluppo economico e che quindi andrebbe a curare settori strategici quale il chilometro zero, il localismo, e tutti gli elementi utili da sviscerare e capire e concretizzare. Lo trovo un discorso serio e non utopico. E del resto, la crisi di oggi o ci invita a nuove soluzioni o saranno guai seri per la nostra città. Non esiste modo migliore di assecondare queste volontà, all’apparenza utopiche, con la voglia di creare nuovi posti di lavoro se non attraverso i brevetti: sono i brevetti, credo, la vera chiave di volta. Anche per produrre beni o servizi a livello locale per immetterli nel mercato più ampio, anche mondiale. Non solo parole al vento: dobbiamo solo crederci. Se non ci crediamo è solo colpa nostra. Degli acquavivesi… Non prendiamoci in giro: Acquaviva ha una percentuale di laureati molto alta e il Politecnico di Bari non è certo lontano… Ha delle facoltà: come quella agraria e veterinaria, con le quali si potrebbero intrecciare partenariati con il futuro Assessorato allo Sviluppo Economico. Altre facoltà scientifiche potrebbero interessare la città di Acquaviva: ma se non siamo i primi a crederci, a progettare, a romperci di testa… il nostro egoismo e la nostra ignoranza ci ucciderà. Sta già uccidendo il paese. L’acquavivese medio tiene stretto a sé ciò che ha e vive di invidia. Io lo sento sulla mia pelle. Così non si cresce. Acquaviva ha ancora interessanti piattaforme: immobili dismessi, vecchi plessi pubblici, l’ex-macello comunale… Non sarebbe male un partenariato con l’Università degli Studi di Bari. Sull’E-democracy? Sulla trasparenza internettiana politico-amministrativa? Sono pienamente d’accordo per entrambe le cose. Non nutro dubbi. Bisogna, poi, vedere gli acquavivesi di destra, di centro e di sinistra. E non solo gli acquavivesi. Il post-grillismo? Sarà figlio di un’analisi importante dopo una particolare presa di posizione di alcuni cittadini italiani: che non soddisfatti dei vecchi schemi hanno preferito un voto di cambiamento, di protesta. Un’insieme di promesse. Anche troppe. Per carità: un voto legittimo, democratico, ma dove c’è una forza politica che deve ancora dimostrare nei fatti la concretezza dei propri punti. Oltre le parole. Vedremo, poi, i fatti di Parma, di Sicilia, e le iniziative in Parlamento. Forse assisteremo a un vero cambiamento. O forse sarà solo un grande bluff…"

 

Commenti  

 
#2 tina 2013-03-19 10:23
Sig. mimmo, magari a sinistra e a destra ci fossero persone con le idee e la voglia di fare incondizionata come mario radogna e michele natale....di sicuro Acquaviva sarebbe un paese migliore. E poi basta con la distinzione in sinistra e destra, bisogna cominciare a valutare le persone per ciò che sono, non per il simbolo che rappresentano.
 
 
#1 Mimmo 2013-03-17 12:19
Mi sembra di leggere una intervista fatta a M. Natale, che certamente di destra non è ....
 

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