Martedì 13 Novembre 2018
   
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Michele Natale: “Al centro le persone, invece delle cose”

michele natale

 

Intervistiamo il presidente del Centro Studi “Antonio Lucarelli”, Michele Natale. Intellettuale luxerbourghiano, inclinazioni trotzkiste, spirito libertario, classe 1954: nasce ad Acquaviva delle Fonti. Inizia da giovane un impegno socialista rivoluzionario che tuttora prosegue. Componente dell’esecutivo regionale dell’Unione Sindacale di Base (USB); corrispondente del quindicinale “La Comune”. Ha pubblicato: “Sulle tracce di Antonio Lucarelli”; “PUGLIA – verso il parco letterario Antonio Lucarelli”, oltre a diversi scritti su giornali a tiratura locale: “La Talpa Verde”, “Il fuoco di Prometeo” e altri.

L’Italia, oggi, declassa: e se Atene piange, Roma non ride. O ride sempre meno. Mentre l’Europa è lì che ci guarda, scongiura… ammonisce; parlando la stessa lingua della Merkel. Ma che sia l’ora di un maggiore pro-local, di una trasparenza internettiana politico-amministrativa, di esperimenti E-democracy, di post-grillismo a due sole forze politiche, una destra pulita e una sinistra pulita? – Troppi pensieri. Lasciamo, ora, spazio a chi, a sinistra, ha sempre fatto del suo pensiero una nitida bandiera.

 

Siamo giunti a marzo, dove sta andando Acquaviva e l'Italia? Quale sinistra "urge"? O bastano solo cinque stelle?

“Oggi il problema principale che la gente comune quotidianamente affronta non è la governabilità: quest'aspetto riguarda solamente gli interessi delle varie frazioni dei ceti forti, a cui il potere politico è interessato a fornire risposte… La sinistra che serva senz'altro non è la pseudo-sinistra del PD, che vince ma non convince. Ciò che occorre impegnarsi a costruire è una sinistra di valori e che dia valore alla sinistra. Per pensare ad una sinistra di questo tipo è necessario, benefico e credibile, confrontarsi a sinistra su quali siano gli aspetti importanti, i motivi culturali, le idee primarie e i valori positivi che possono unire la sinistra sociale che c'è… Ma che è schiacciata dalla sinistra politica.”

(Nessuna nota su Grillo, NdR.)

 

Ipotizziamo, ora, un'alternativa a Grillo: un movimento "giallo"... come il sole, l'energia, il riuso. Inceneritori compresi: ma solo se temporanei, controllati (magari) dalla Guardia di Finanza, e al fine di produrre energia. E dal riuso della plastica, nuovo gasolio. Ecologismo liberale, sociale e prolocale: a beneficio di tutti. Senza troppi fondamentalismi verdi. Lei cosa ne pensa? (Domanda particolare, amichevolmente provocatoria...)

“Come fra i bisogni della gente comune non c'è la “governabilità”, non esiste neanche l'esigenza di creare un'alternativa a Grillo... Ciò che interessa sono le risposte positive all'irreversibile crisi sistemica che sta attraversando il paese. Infatti, ho difficoltà a capire come sia possibile attribuire un significato alternativo all'attuale sistema agonizzante favorendo un “inceneritore temporaneo”, controllato dalla Guardia di Finanza!”

 

A suo parere, sarebbe auspicabile promuovere l'e-democracy a livello comunale?

“Ciò che maggiormente disturba il sistema politico dominante è che la gente comune continuamente cerca strade per emergere e realizzare i propri desideri e obiettivi. Per evitare che questo accada e impedire – o tentare di impedire – che la gente intraprenda una strada realmente alternativa, la borghesia ricorre all'e-democracy… Grillo e Casaleggio sono i pionieri italiani di questo metodo di pseudo-democrazia. Ritengo che l'esaltazione della democrazia via Web sia espressione di una realtà di relazioni virtuali fra individui isolati, che si “uniscono” nel cliccare, nei segreti dell'urna e nei raduni una tantum per sentire le parole del capo.”

(Ecco arrivata la nota su Grillo… Passiamo ad un altro argomento… NdR.)

 

L'integrazione dei nuovi italiani: nel braccio di ferro fra ius sanguinis e ius soli, sarebbe ora ipotizzabile la promozione della cittadinanza italiana per "diritto culturale"? Chi, minorenne e non italiano, ha già conseguito le scuole dell'obbligo in Italia e usa la lingua italiana, su consenso dei genitori e come garante la scuola pubblica, potrebbe, per diritto, assumere la cittadinanza italiana prima dei 18 anni? Abbattendo il foglio di via?

“Io ritengo che, in primo luogo, siamo tutti esseri umani. Al di là del colore della pelle, del luogo di nascita e di provenienza, della lingua, della cultura, dell'etnia e del credo che le persone professano… Questa elementare verità viene costantemente negata dai diversi poteri oppressivi, che si basano sul far privilegiare le particolarità etniche, nazionali, economiche, culturali, religiose, ecc. Il dilagare del razzismo è l'espressione di un processo di disumanizzazione che avanza prospettando tratti di inciviltà. Per fermare questa decadenza la soluzione non è “legislativa”. Quello che serve è l'avvio di un processo di civilizzazione che parta col dispiegarsi di una nuova solidarietà interetnica.”

 

Innanzi a spread, agenzie di rating, decisioni della UE, a suo parere, è ancora legittimo parlare - nel 2013 - di difesa delle economie locali, della piccola imprenditoria? Di analisi del mercato locale del lavoro?

“Spread, Unione Europea, economie locali, agenzie di rating, tutti istituti di cui il sistema capitalistico si è dotato per sfruttare meglio e con maggiore profitto le classi subalterne. L'economia capitalistica stringe la gente comune come una morsa, con i suoi micidiali meccanismi… e determina un sistema economico istintivamente respingente per la maggioranza della specie umana. Ritengo che bisogna riappropriarsi dell'economia e riagganciarla all'originale significato di scambio umano: il dono. E tornare alla microeconomia come fattore umano. Iniziare a parlare di economia senza dover parlare di soldi, senza utilizzare tabelle, tracciati e grafici, mettendo al centro le persone invece delle cose… degli strumenti, degli oggetti, dei soldi.”

 

L’intervista è divisa in due puntate: segue la seconda nel prossimo numero de La Voce del Paese. Ringraziamo il presidente del Centro Studi Lucarelli.

Bene comune e dintorni, riflessioni… Ai nostri lettori, alcune letture consigliate:

2013: “Ancora guardare al bene comune?”

Il Local-Lib. – Politica: “Unire il Local con il Liberal?”

Bene comune: “La risposta a un nostro lettore

 

 

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