Martedì 13 Novembre 2018
   
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Piazza Della Torre: “Chi chiederà delucidazioni all’ARPA?”

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Come noto nell’era Squicciarini, si era fatto avanti il nome del Palazzo Comunale quale sito alternativo a quello scelto dalla società "Wind": Piazza Della Torre, in pieno Centro storico.

Stiamo parlando dell’antenna della discordia. E perché della discordia: perché fu vicenda oggetto di un’interessante kermesse che ha visto come protagonisti il Comune di Acquaviva delle Fonti, l’Ufficio Tecnico, e la nota compagnia. Da almeno più di un anno: tant’è vero che si parlerebbe di un periodo a cavallo dall’oggi presente fino agli ultimi tempi dell’era Pistilli…

Una sentenza del T.A.R. aveva dato ragione all'istanza di ricorso della società Wind (ord.163/2011), sospendendo i provvedimenti ostativi fondati sulla contrarietà del Comune che non permettevano l’installazione. Non sono mancati poi dei colpi di scena: e vengono quasi del tutto superati i termini previsti dalla legge per individuare i siti alternativi, i famosi 90 giorni.

Così le parti, quali il Comune e la compagnia Wind, avrebbero trovato in extremis un accordo.

Francamente, non sappiamo per certo se a Piazza Felice Della Torre c’è un pericolo: è logico pensare, comunque, che ogni forma di temuto inquinamento che noi non vediamo, già di per sé, potrebbe rivelarsi un nemico futuro per la nostra salute.

L’Elettrosmog, se “esiste”, è una forma di inquinamento invisibile: che “non si vede” e che “non si tocca”… Una forma di inquinamento o “infondato” o “in continua ascesa” e che ci trasciniamo grazie anche all’introduzione sul mercato di nuovi strumenti che hanno mutato antropologicamente il nostro modo di vivere, di relazionarci, di pensare e di comunicare.

Che ci sia stata poi, ad Acquaviva delle Fonti, una forma di elettrosmog anche in tempi antecedenti rispetto a quelli di oggi, a dire la verità, qui poco interessa: perché il vero quesito è invece comprendere, almeno a livello locale, quale sarà la futura dimensione del fenomeno…

L’argomento che noi qui esponiamo non è molto chiacchierato ed è già doveroso chiedersi: ma l’elettrosmog sarà un pericolo fantasma?

Un tempo c’era la “legge quadro 36/01”, che parlava del limite di esposizione: il valore che non doveva mai essere superato per le persone “non professionalmente” esposte; quel valore di attenzione che si applicava agli ambienti residenziali e lavorativi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere… Questo, chiaramente, era solo un banale assaggio della legge in merito alle “radiazioni non ionizzanti”. Ma qualcuno qui potrebbe subito obiettare e affermare che le “radiazioni non ionizzanti” non sono l’argomento principale. Avrà ragione. Assecondiamo ora quel qualcuno: “per gli impianti quali antenne libere, stazioni radio, alberi per la telefonia mobile, ricordiamo che dovrebbero esistere sia dei limiti da misurare sul singolo impianto e sia dei limiti che riguardino il cosiddetto campo totale, generato dalla presenza di più impianti e su un circoscritto territorio”… Fermo restando se c’è da chiarire se vi siano o meno delle leggi, o sanzioni, previste per gli impianti che superino i suddetti limiti.

Prima o poi qualcuno busserà all’ARPA e chiederà delucidazioni. Anticipiamo il quesito: “Che differenza passa fra corretto impatto di sostenibilità ambientale e quello sulle persone fisiche residenti? Qualcuno può spiegarci cosa è realmente successo a Piazza Felice Della Torre? A Piazza Felice Della Torre, c’è un pericolo o non c’è nulla da temere?”

…Non sarebbe male ottenere “anche” un’analisi dall’ex-primo cittadino Squicciarini.

http://www.acquavivanet.it/cronaca/3839-qnoq-di-acquavivesi-a-fra-diavolo-e-qquestione-p-zza-della-torreq.html

http://www.acquavivanet.it/attualita/3881-la-questione-antenna-a-fine-2012-restano-solo-domande.html

Ma quando si parla di antenne per la telefonia mobile, si parlerebbe, oggi, anche di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.): che sarebbe un’analisi volta a riassumere informazioni sull’impatto ambientale a livello precauzionale; nel rispetto di programmi e piani (previsti dal D.Lgs. nazionale n. 152 del 2006, entrato in vigore il 31 luglio 2007), prima della loro approvazione (ex-ante), poi durante la fase di messa a punto (in-itinere), e, finanche, in un periodo postumo alla messa a punto e che completerebbe la verifica. È proprio quest’ultima fase “post” che servirebbe a completare la valutazione: “attraverso” l’informazione al pubblico e alla promozione della partecipazione pubblica alla fase di programmazione e di pianificazione (e delocalizzazione?).

In Puglia, la Disciplina regionale in materia può definirsi nuova e recentissima: sarebbe la Legge Regionale 14 dicembre 2012 n.44. Entrata in vigore il giorno 18.

Come cita l’art. 1 comma 1: “La presente legge disciplina l’adeguamento dell’ordinamento regionale alle disposizioni della Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), con riferimento alle procedure di Valutazione ambientale strategica (VAS) in attuazione della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.”

Inutile dire che tutti i progetti approvati prima del 18 dicembre 2012 non sono assoggettabili alla presente legge regionale: che, chiaramente, legifera per l’avvenire.

Interessante, però, il quarto comma dell’art. 1: “La Regione può ulteriormente disciplinare con successivi atti della Giunta, nel rispetto della legislazione UE e compatibilmente con i principi fondamentali dettati nel d.lgs. 152/2006, e tenendo altresì conto delle ulteriori condizioni stabilite nella presente legge in merito a specifici aspetti, le modalità attuative della valutazione ambientale di piani e programmi, con particolare riguardo alle materie in cui la Regione esercita potestà legislativa”.

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