Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Daniele Milella: “La Destra erede di AN e Crollalanza”

daniele milella

 

AcquavivaNet intervista Daniele Milella, secondo candidato pugliese alla Camera per La Destra di Storace, dopo Stella Mele. Trent’anni, barese, militante di destra dai primi anni dell’adolescenza, è l’attuale Segretario provinciale de La Destra, nonché componente della Direzione nazionale e Responsabile Sud Italia di Gioventù Italiana. Dopo il limbo extra-parlamentare, figlio dello scioglimento di Alleanza Nazionale nel 2008, ora La Destra cercherà di “recuperare” l’eredità politica di AN nell’alveo del centrodestra. Eredità contesa, cui non mancherebbero “competitor”. La Destra, dalla sua, riparte direttamente un’innegabile rivoluzione giovanile. Restando destra sociale nell’accezione “aennina”.

 

Può farci una sintesi sul programma che presenterebbe il suo gruppo alle Politiche? Perché votare La Destra? È in linea con quanto ha dichiarato Stella Mele?

“Innanzitutto, bisogna precisare che in questa legislatura La Destra è stata fuori dal Parlamento. E i risultati si sono visti: il nostro paese ha ceduto inesorabilmente pezzi di Sovranità nazionale all’Europa delle Banche e della Finanza; sottraendola al Popolo Italiano. I ricchi sono diventati sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, e coloro i quali appartenevano al “ceto medio” stanno andando, inesorabilmente, ad alimentare le fila dei così detti nuovi poveri… Oggi il Popolo sovrano può invertire la tendenza: esprimendo una “preferenza utile” per il nostro Partito e soprattutto per la nostra Nazione. Riportare la Destra in Parlamento, significa rimettere al centro del dibattito politico tutte quelle sensibilità che in questi anni sono state disattese: reintrodurre il principio della preferenza nazionale nell’assegnazione delle borse di studio, degli alloggi popolari e nelle graduatorie per l’ingresso nelle scuole pubbliche ed in tutti quei servizi che devono vedere gli Italiani come primi fruitori; rilanciare le piccole e medie imprese imponendo alle banche di ridare credito alle aziende in difficoltà; intervenire con leggi che impongano alle banche di alleggerire quella gragnuola insopportabile di garanzie richieste per la concessione dei mutui“Hanno già la garanzia sugli immobili, se la facciano bastare!”… Dare effetto di legge al principio di impignorabilità della prima casa; rivedere i poteri di Equitalia… soprattutto in merito alla gestione dei piani di rientro che devono essere concertati bilateralmente con i debitori e non unilateralmente da Equitalia; rendere l’Italia di nuovo “sovrana”… smarcandola dai ricatti delle Cancellerie straniere e della Banca Centrale Europea.

Io e Stella, siamo legati da una profonda amicizia: che affonda le sue radici in una antica militanza. Vede, io ho trent’anni e ho cominciato la mia milizia politica da quando ne avevo quattordici… Se dovessi dividere la mia vita a metà, sarebbero più gli anni che ho passato facendo militanza politica, di quelli passati senza. Io e Stella ci conosciamo da quando avevamo diciotto anni, siamo cresciuti insieme.”

 

Che differenza passa fra "partito" e "cartello elettorale"? E su quale dei due il paese reale dovrebbe investire fiducia?

“I cartelli elettorali nascono per dare le poltrone a chi rischia di perderle. I partiti così come li intendo io, sono un'altra cosa: sono comunità umane prima che politiche; sono fatti da persone che credono, lottano, soffrono per il raggiungimento dei loro ideali. I cartelli elettorali scompaiono se non ottengono la elezione di chi dovevano sistemare, i partiti, quelli seri, restano. Vede, noi, nel 2008, abbiamo dato vita a La Destra, perché non accettavamo che Fini distruggesse Alleanza Nazionale… Noi siamo nati per non far morire Alleanza Nazionale, con il suo patrimonio ideale e valoriale… Abbiamo pagato cara la nostra scelta: fummo esclusi dalla coalizione e restammo fuori dal Parlamento… Io rivendico con orgoglio quella scelta e non me ne pento. Se oggi la Destra è di nuovo in coalizione e tornerà in Parlamento, è grazie a noi che siamo riusciti a sopravvivere: anche lontani dal potere. Oggi qualcuno si ricorda di essere stato di destra: ma dove era mentre Fini tentava di distruggerla?… Era con lui!… E dov’erano questi “riconvertiti all’idea”, mentre noi eravamo fuori dal Parlamento e facevamo politica tra la gente?… Erano a fare i ministri di Berlusconi, quel Berlusconi che oggi criticano, ma che non vogliono scaricare, perché hanno paura di perdere il seggio. Guardi, Pinuccio Tatarella diceva che qualcuno si definisce “idealista” perché ha l’idea della lista. Le italiane e gli italiani di destra sono un popolo avveduto. Non hanno bisogno che sia io a dirgli se scegliere fra un partito o un cartello elettorale. Sono certo che faranno la scelta giusta.”

 

Poniamo il caso che candidati pugliesi del suo gruppo raggiungano il Parlamento a Roma. Quale politica di trasparenza?

“La prima cosa che farei, una volta eletto deputato, è fare una legge che dimezzi gli stipendi dei parlamentari e gli revochi il diritto alla pensione… Non bisogna scherzare su queste cose, la pensione è una cosa seria ed è un diritto dei lavoratori… Fare politica non dev’essere un lavoro, bensì una missione… Poi passerei subito agli sprechi: gli stipendi dei “mega manager” delle pubbliche amministrazioni. E su questo introdurrei un principio molto semplice: il primo dei dirigenti non può guadagnare più del doppio dell’ultimo degli operai. E’ necessario, inoltre, vigilare sulle spese della pubblica amministrazione dello Stato e della Politica: chi spende soldi pubblici deve dimostrare come ha utilizzato i nostri soldi. E se spende più del dovuto deve restituire il Mal tolto.”

 

Di recente una nota senatrice del sud (Anna Finocchiaro) ha dichiarato l'importanza del Mediterraneo come risorsa e come culla di una futura cultura comune. O di una futura classe dirigente. Pertanto, in tempo di crisi, non bisognerebbe "chiudersi". Quale analisi?


“La Senatrice Finocchiaro non ha scoperto nulla di nuovo. Sono sessant’anni che la sua parte politica si riempie la bocca di promesse che poi alla fine non mantiene mai… Noi abbiamo la nostra tradizione che parla, siamo gli eredi di Araldo di Crollalanza: un autentico gigante, di moralità e di capacità politica; un pezzo della nostra storia, un gioiello del patrimonio della nostra comunità, il più fulgido e glorioso esempio dell’essere italiano e di destra, un esempio di vita e di morale a cui io non posso e non voglio rinunciare… Fu Podestà di Bari e poi Ministro dei Lavori Pubblici, e poi ancora Senatore della Repubblica: eletto nelle fila della Destra Nazionale. Costruttore instancabile di strade, autostrade, acquedotti, lungomari, stadi. Essiccatore di paludi e fondatore di città, in meno di venti anni, è riuscito a realizzare molto di più di quanto sia stato pensato ed immaginato in più di sessanta anni di repubblica… Ma egli non fu soltanto un instancabile uomo d’azione: egli fu soprattutto un uomo di meravigliosa cultura e di inimitabile lungimiranza. Fu il primo a comprendere l’importanza che avrebbe potuto avere per il nostro paese: l’apertura verso la cultura d’Oriente… Egli immaginò che Bari e la Puglia, per la loro storia e per la loro cultura, dovessero essere la porta attraverso la quale l’occidente doveva incontrare la cultura d’oriente… E fu per questo che donò alla nostra città di Bari, quel meraviglioso lungomare che ancora oggi stupisce e seduce chiunque lo guardi, il policlinico più efficiente e moderno di quell’epoca, l’università, e poi la sua creazione più geniale: la Fiera del Levante, che permise a Bari e alla Puglia di diventare il crocevia più importante, il ponte lanciato verso la quarta sponda; la culla, nella quale nacque quella Italia genuinamente multietnica e multiculturale che se pur orgogliosa della propria cultura, non esitava ad incontrarsi e a confrontarsi con le altre. Una generosa capitale dell’incontro fra i due mondi, che nasceva nell’epoca moderna, ma lo faceva nel solco della tradizione mediterranea dell’antica Roma. Non c’è bisogno che la Finocchiaro e “compagni” si spertichino per inventare nuove ricette irrealizzabili, basta studiare la Storia e trarne spunto.”

 

La “famiglia” dovrebbe essere alla base della società: quale definizione di “famiglia” promuove il suo gruppo?

“La famiglia è alla base di una società civile, e le dico di più, in questi anni è stato l’ unico ammortizzatore sociale che ha consentito una, seppur precaria, tenuta dell’economia nazionale… Ma siamo al punto di dover dare una definizione della famiglia?… La famiglia è una sola, quella definita dal diritto naturale: Mamma, Papà e figli. Tutte le altre aggregazioni umane, sono forme co-esistenziali che vanno certamente rispettate ma non possono essere assimilabili con la famiglia.”

 

Facciamo un altro esempio, molto particolare: la provincia di Bari e le antenne ripetitori della telefonia. Quale la sua analisi sul fenomeno, partendo dai casi recenti di Cassano delle Murge e di Acquaviva delle Fonti?

http://www.acquavivanet.it/cronaca/3839-qnoq-di-acquavivesi-a-fra-diavolo-e-qquestione-p-zza-della-torreq.html

http://www.acquavivanet.it/attualita/3881-la-questione-antenna-a-fine-2012-restano-solo-domande.html

“Sono assolutamente preoccupato dalla assoluta vacanza legislativa che c’è intorno al problema. È necessario che lo Stato intervenga… Ma è necessario, me lo lasci dire, che anche i Comuni, le Province e le Regioni si assumano le loro responsabilità… Qui, fra qualche anno potrebbe scapparci il morto… E una certa politica continua a “menare il can per l’aia”.

milella@ladestrabari.it

Commenti  

 
#1 facepalm 2013-02-14 00:31
Ma sti personaggi hanno ancora il coraggio di parlare?!?!?!?! Trovatevi un lavoro serio la gente vi manderà tutti a casa votando il M5Stelle!!!!
 

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