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"Rifiuti Zero", per non bruciare 2 milioni di euro

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Nel mentre a Gioia del Colle ci si “industria” per bruciare, nel “digestore anaerobico” e nel “dissociatore molecolare”, altri 2 milioni di euro di soldi, siano essi pubblici che privati (project financing) poco importa, nella costruzione di due impianti per la distruzione dei rifiuti, un gassificatore biogas (digestore anaerobico) e un dissociatore molecolare (DIS.MO), fatti passare come unica panacea ambientale ed economica per la soluzione del problema dei rifiuti, senza però riferire che lo stesso progetto del gassificatore era stato presentato ma mai realizzato a Sannicandro, c’è chi, a pochi chilometri di distanza da Gioia del Colle, và in tutt’altra direzione, verso la “rivoluzione verde” meglio conosciuta come “Rifiuti Zero”, e senza spendere un solo centesimo.

Se ne parlerà martedì prossimo, 19 febbraio 2013 ore 19.00, ad Acquaviva delle Fonti, presso la sala Colafemmina-Palazzo De Mari, nel corso dell’incontro organizzato dal “Comitato Acquaviva verso rifiuti zero” per contrastare le decisioni che gli amministratori dei paesi facenti capo all’ARO/5 (costituito dai Comuni di GIOIA DEL COLLE, ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI e TURI), stanno prendendo e speditamente in merito al problema rifiuti.

biogas proteste E’ di qualche giorno fa la notizia che stiano portando avanti l’iter per la creazione del nuovo bando per la gestione dei rifiuti. Ad oggi risulta sia stata firmata una bozza di convenzione (per scaricare la Delibera clicca qui). Solo dopo che avranno firmato la convenzione definitiva procederanno alla elaborazione e presentazione dei relativi piani industriali, tra cui quello di cui sopra, presentato il 29 gennaio scorso alla città di Gioia del Colle, dalla SPES SpA, che prevede un gassificatore e un inceneritore (GIOIA: RITORNA LO SPETTRO DEL DISSOCIATORE MOLECOLARE).

Obiettivo che il comitato “rifiuti zero” intende contrastare con tutti i mezzi possibili per cui chiede l’aiuto di tutte le associazioni e dei cittadini dei paesi interessati ma contrari a questo progetto: “l'obiettivo è quello che nascano comitati analoghi anche negli altri paesi. Per ora si ha conferma da Legambiente di Adelfia e di Gioia. Invitiamo chiunque, anche i giornali locali a diffondere la notizia. Non abbassiamo l'attenzione, soprattutto in questo periodo in cui l'iter verso il nuovo bando comunque procede”.

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Rifiuti zero

 

La cultura del “zero waste” propone l’utilizzo delle migliori pratiche possibili finalizzate alla riduzione, al riuso, al riciclo dei rifiuti, estendendo responsabilità e vantaggi economici ai produttori e puntando ad una “economia di comunità” basata sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali. Il gruppo nasce dall'esigenza di alcuni cittadini che concretamente vogliono educarsi ed educare al rispetto dell'ambiente in cui vivono, affinché quello che oggi si presenta come un problema ingombrante, possa rivelarsi una risorsa. Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori (LU) in Toscana. Al 27 marzo 2012 sono 72 i comuni italiani aderenti alla Strategia Rifiuti Zero, per un bacino complessivo di 2.230.560 abitanti. In Puglia, la strategia del Professore statunitense Paul Connect si diffonde come un’onda. In Primis Modugno, che dopo aver combattuto contro la realizzazione di un inceneritore nel proprio territorio, ha intrapreso il percorso di “Rifiuti Zero”. Assieme a Modugno, i Comuni di Bitetto, Binetto, Bitritto, Sannicandro, Giovinazzo, Palo del Colle (in totale circa 115.000 residenti) hanno deciso di intraprendere un percorso unitario, dopo la soppressione dell’ATO BA 2, che li porterà a coordinare insieme la gestione dei rifiuti secondo il modello delle best practice di Zero Waste. Dopo Modugno, Binetto, Bitetto, Bitritto, Sannicandro, Giovinazzo, Palo del Colle anche Acquaviva delle Fonti vuole intraprendere un cammino di Cittadinanza Attiva in grado di proporre e realizzare la “Rivoluzione Verde” delle best pratiche dei Comuni Ricicloni d'Italia.

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In sintesi: La cultura del “zero waste” ha per obiettivo primario la riduzione drastica dei rifiuti da conferire in discarica o nei processi di incenerimento, mediante una serie di prassi virtuose tese a riprogettare la vita ciclica delle risorse. La strategia pertanto, considerando il rifiuto non più come uno “scarto”, ma come una “risorsa”, si contrappone al sistema vigente, volto al contrario ad un futuro di insostenibilità ambientale ed economica. Rifiuti Zero si sintetizza in dieci obiettivi principali, tra i quali la raccolta differenziata porta a porta spinta, la tariffazione puntuale, il riuso e la riparazione, il compostaggio domestico. Attualmente sono più di 100 i comuni che hanno aderito alla strategia, di cui ben 14 comuni in Puglia.

 

 

Commenti  

 
#4 Paolo Da Pelo 2013-02-13 18:15
Ciao Lucio,

completo la puntuale risposta di FDM dicendoti che con deliberazione del commissario datata il 01 febbraio, è stata confermata la volontà da parte del Comune di Acquaviva di continuare la procedura negoziale (il bando) da parte della Regione Puglia per la realizzazione dell'impianto di compostaggio a Cellamare. Una buona notizia è il risparmio, tenendo conto che fino ad ora l'umido del nostro ATO (per i paesi che lo fanno) finisce a Laterza o alla Tersan di Modugno con una tariffa attuale di 95 euro a tonnellata. Occorrerebbe però iniziare la diffusione del compostaggio domestico, illustrandone i vantaggi immediati. A Capannori hanno addirittura studiato (è pubblicato sul gruppo Acquaviva verso Rifiuti Zero) un meccanismo di compostaggio di quartiere.
 
 
#3 FDM 2013-02-12 21:51
Voglio ricordare che nell'ambito della ex ATO é stato progettato un impianto di compostaggio a Cellamare, finanziato dalla Regione Puglia per un' importo pari a 11 mln di Euro. Tale impianto avrebbe garantito lo smaltimento della porzione organica ad una tariffa ridotta rispetto ai prezzi di mercato.(circa 75€ a tonnellata.Vorr ei ricordare per l'indifferenzia ta sborsiamo 125€).Pochi giorni prima dello sterminio della giunta acquavivese ad opera dei soliti noti, il Sindaco di Acquaviva era stato sollecitato a sottoscrivere la delibera di definitiva adozione degli atti necessari a bandire la gara per la costruzione. Chiaro che questa soluzione orienta il ciclo di trattamento dei rifiuti verso una soluzione molto più coerente alla strategia rifiuti zero ed esclude qualsiasi soluzione di trattamento termico degli stessi. É successo poi che il percorso che l'assessorato all'ambiente stava avviando é stato bruscamente interrotto, ed oggi guarda caso spuntano fuori smaltimenti a combustione, ovvero la negazione della raccolta differenziata e dl concetto di rifiuto come risorsa. Si comprende bene che il costo sarä a carico delle tasche e della salute dei cittadini, con costi rilevanti per le future bonifiche. Questo é lo spreco del denaro pubblico, queste sono le connessioni tra affari e politica, questo é il terreno favorito dei manager corrotti e corruttori. E allora che si fa? Se volete che si vada avanti così, votateti pure, sono tutti li. E se non ci sono loro c'é chi li rappresenta. Il partito degli affari si muove, occulto, insidioso, pronto a riprendere il cammino verso la razzia. Fermiamo il declino, sapete come fare.
 
 
#2 giuseppe 2013-02-12 20:43
prova a leggere qualcosa sulla pagina facebook "Acquaviva verso rifiuti zero". Puoi aderire al Comitato che si è creato. Il coordinatore è Paolo Da Pelo.
 
 
#1 lucio 2013-02-11 19:04
d'accordo su tutto,lodevole iniziativa,ma il rifiuto organico (o umido) che rappresenta il 40 % dei nostri rifiuti dove va trattato?o meglio dove sono gli impianti di compostaggio nella nostra zona?
grazie a chi mi potra' dare delucidazioni in merito.
 

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