Sabato 17 Novembre 2018
   
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Stella Mele, la nuova Le Pen è pugliese

stella mele

“Nuovo patto generazionale” – Dallo slogan, alla missione compiuta: classe 1982, barlettana, dirigente e segretaria provinciale BAT de “La Destra”, il partito di Francesco Storace in coalizione col centrodestra alle prossime politiche. Candidata alla Camera, come pugliese è in vetta alla sua lista. «La nuova sfida della destra sociale italiana è quella finalizzata alla difesa della sovranità nazionale» - Stella Mele, battezzata dal giornalista e intellettuale Pietrangelo Buttafuoco, su “Panorama”, come la nuova “Marine Le Pen” d’Italia. La sfida de “La Destra” accoglie, nel mondo presente, una battaglia difficile: ma il 2%, a livello nazionale, alla Camera, non dovrebbe rappresentare un target difficilmente raggiungibile. Pertanto, si presumerebbe una rinuncia, in Puglia, di Storace e Buontempo, poiché candidati anche in altre circoscrizioni, per spianare direttamente la strada alla candidata pugliese verso Montecitorio.

 

Stella Mele: lei è terza in lista per La Destra Puglia alla Camera e molto probabilmente Francesco Storace e Teodoro Buontempo le concederanno spazio per eleggerla parlamentare. Come ci si sente, oggi, a rappresentare la Puglia nella destra italiana?

«L’opportunità che mi è stata offerta dal segretario e dal presidente nazionale del mio partito è importante ed affascinante. Mi sento onorata di correre per un seggio alla Camera dei Deputati, in una posizione utile per l’eleggibilità. È un segno di fiducia ma anche, se posso permettermi, un riconoscimento all’impegno della classe dirigente che ogni giorno opera sul territorio, che conosce i problemi, le istanze, le ansie e le necessità della Puglia. Una scelta di rinnovamento, non solo sul piano anagrafico. Il rinnovamento è infatti di carattere contenutistico e politico, sia pure ancorato profondamente alla tradizione della destra politica e culturale italiana. Un patto tra generazioni, che è continuità nel cambiamento. Rappresentare la Puglia nella destra italiana è un onere ed un onore insieme. Così come lo sarà, se gli elettori ci daranno fiducia, rappresentare la Puglia in Parlamento in modo davvero nuovo. Da decenni vediamo a Roma gli stessi volti, le stesse facce e, purtroppo, la stessa debolezza e lo stesso disinteresse nel difendere sul serio le ragioni della nostra terra. La mia candidatura è uno strumento per invertire la tendenza, per dare più peso alla Puglia e ad una destra che le scelte scellerate di Fini hanno tentato di relegare ai margini del panorama politico italiano».

 

Pietrangelo Buttafuoco la definisce come la nuova Marine Le Pen: lo conferma?

http://italia.panorama.it/Stella-Mele-la-Marine-Le-Pen-d-Italia

«Pietrangelo Buttafuoco come al solito è troppo generoso. Quando lessi il suo articolo su “Panorama” rimasi sbalordita, soprattutto perché mi veniva rivolto un grande complimento da una delle intelligenze più acute e brillanti del panorama culturale italiano, che seguo e apprezzo. Penso che Buttafuoco, attraverso questo paragone, volesse sottolineare la passione, la determinazione, lo spirito di abnegazione e l’amore per il popolo italiano che contraddistingue da sempre la mia militanza ed il mio impegno politico. L’esperienza del Front National e de La Destra non sono paragonabili, per storia, tradizione e condizioni nazionali di riferimento. Certo, ci sono delle affinità programmatiche e culturali evidenti. Si potrebbe dire che sia io che Marine Le Pen amiamo profondamente i nostri popoli e le nostre comunità. E che, forse, questo è il tempo in cui anche le donne possono fare e guidare la rivoluzione».

 

Cos’è la destra sociale? E perché una giovane pugliese, o un giovane pugliese, dovrebbe avvicinarsi alla destra italiana?

«La destra sociale è un concetto ampio e complesso, che travalica le etichette di partito. È un comune sentire, un insieme di riferimenti ideali e valoriali. Credo che il compianto Giano Accame ne abbia definito un ritratto straordinariamente efficace. La destra sociale è comunità e appartenenza, è identità nazionale e anticonformismo. È l’idea che le conquiste sociali della nostra Nazione non possano essere sacrificate sull’altare del liberismo e del libero mercato. Oggi, nel tempo della globalizzazione e della finanza, essere ancorati ad una idea di destra sociale significa essere schierati saldamento sulla trincea della lotta alle banche e ai poteri forti, significa combattere per un’Europa dei popoli, significa lottare per la sovranità monetaria e politica dell’Italia, significa essere al fianco dei più deboli, degli ultimi, delle famiglie italiane che non arrivano alla terza settimana del mese, delle imprese strangolate dalla stretta delle banche rispetto all’accesso al credito e dalla violenza di Equitalia. La destra sociale è, ancora oggi, un sogno. Io credo che un giovane debba avvicinarsi alla destra per difendere le sue radici e costruire il proprio futuro, perché tanto la sinistra quanto gli ultraliberisti hanno dimostrato il fallimento delle loro ricette».

 

Perché gli italiani dovrebbero votare La Destra? (Oggi...)

«In parte per le ragioni che ho cercato di spiegare prima. Oggi più che mai occorre che gli italiani – ed i pugliesi – formulino una scelta di campo chiara: in aperta contrapposizione all’alleanza Bersani-Vendola e alla demagogia di cui il governatore della Puglia è espressione, lontana dagli interessi speculativi e dalla politica delle tasse e delle banche incarnati da Mario Monti. Serve combattere senza riserve quelle che appaiono come due facce della stessa medaglia, costruendo una nuova Italia: solidale, attenta alle esigenze dei più deboli, fiera e orgogliosa della sua storia e della sua funzione all’interno dell’Unione Europea, non disposta a prendere ordini né lezioni da nessuno, pronta a rivendicare e ad esercitare la propria sovranità sul piano sociale, politico e monetario. Europeisti ma non sudditi. Questo lungo anno di governo tecnico ha portato alla luce tutti i limiti di una politica che non è più in grado di esprimere un primato rispetto agli interessi della grande finanza, che sovente si è piegata alle sue direttive, tartassando e colpendo oltre misura i cittadini italiani. Un anno in cui si è utilizzato l’alibi dello spread per mettere in ginocchio le famiglie. Mesi in cui non un solo indicatore economico è cresciuto, in cui l’Italia è stata riportata alla drammatica situazione del secondo dopoguerra: il Pil è diminuito, i consumi sono crollati, la disoccupazione è cresciuta, il debito pubblico e gli sprechi sono clamorosamente aumentati. Mario Monti è stato nient’altro che la maschera dei poteri forti. Il “salvatore della Patria” ha portato la nostra Nazione alla deriva, sull’orlo del baratro. Un voto per La Destra è dunque un voto per l’Italia. Un voto per una gloriosa tradizione culturale e politica di cui qualcuno ha provato a sbarazzarsi. Noi siamo la destra che non ha ammainato la bandiera dei suoi valori, la destra che non si è lasciata affascinare né sedurre dalle sirene del partito unico, la destra che ha continuato a combattere, ogni giorno, fuori dalle stanze del potere. Un voto a La Destra è un voto per ricominciare».

 

Cosa pensa di Fidel Mbanga-Bauna? Una rottura con alcuni schemi particolari o la dimostrazione che la destra consta nella diretta, costante, ricerca di un senso di comunità?

«Se gli schemi particolari cui fa riferimento sono quelli dello stereotipo di una destra razzista, xenofoba e culturalmente rozza non c’era nulla da rompere, perché queste gabbie concettuali non ci sono mai appartenute. Non sono appartenute al Movimento Sociale Italiano, ad Alleanza Nazionale ed non appartengono oggi a La Destra. La candidatura di Fidel Mbanga-Bauna nelle nostre liste è per noi un onore, perché parliamo di un uomo competente, capace, onesto e, soprattutto, che ama l’Italia. Il senso di comunità non ha nulla a che fare con il razzismo. Non è stata un’operazione di marketing elettorale, di cui non avevamo bisogno. Abbiamo deciso di investire su una risorsa del nostro Paese, di cui andiamo orgogliosi».

 

Ipotesi: Stella Mele porta la Puglia nella destra parlamentare. Va a Roma. Quali sono i temi che porterà e quale sarà il suo impegno, in sede di Parlamento, per il territorio della sua regione?

«Come dicevo prima dobbiamo innanzitutto ribaltare la logica attraverso la quale sino ad oggi i parlamentari pugliesi hanno interpretato e svolto il loro mandato. Non sarò l’esecutrice di ordini. Sarò attenta e vigile nel difendere le necessità della Puglia. E ogni volta che queste saranno mortificate, calpestate o messe in discussione mi batterò senza riserve. Da donna libera. In Parlamento porterò la voglia di costruire un modello di sviluppo che riparta dalle vocazioni della nostra Puglia: ambiente, turismo, cultura, agricoltura. Per troppo tempo siamo stati la colonia di modelli di sviluppo importati dall’esterno, che hanno stravolto il profilo della nostra regione e hanno dato vita a sperperi, sprechi e alla costruzione di cattedrali nel deserto destinate a restare tali. Anche in economia, come nella politica, bisogna ripartire dalle nostre radici, da ciò che abbiamo di più prezioso e profondo. Investendo sui giovani, aiutandoli a restare in Puglia e a non emigrare lontano, mettendoli nella condizione di fare delle nostre risorse naturali, culturali e ambientali un’occasione da cogliere, un’opportunità da sfruttare. Per fare impresa e per fare crescere la Puglia».

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