Martedì 13 Novembre 2018
   
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Di Vietri, SEL: “Porre fine al feudalesimo”

beppe di_vietri

 

AcquavivaNet intervista il segretario acquavivese di Sinistra Ecologia Libertà, Beppe Di Vietri.

Il termometro politico, ormai, non lascia scampo: ad Acquaviva, è influenza. Sarà da tre decenni… Influenza: quella dei soliti noti. E così la sinistra riaprirà nuovamente una finestra: al nuovo. E ripartirà dagli spifferi: per via di cotanta aria viziata di palazzo.

Nuove folate di vento: profonde e ideologiche. “Primarie”. Ancora meglio se, in futuro, siano anche programmatiche. - Si sfiorò l’insano gesto: ma è colpa di Squicciarini se la città non parte. Non va. Non conclude. Perciò: tagliati i ponti. È Squicciarini il motore in panne: un motore che potrebbe ripartire a fine mese. Tribunale permettendo.

Ringraziamo il segretario per aver risposto alle nostre domande. Giovane e circondato da giovani: in una vera sede di partito e di militanza.

 

Come potrebbe considerare, a suo parere, l'attuale termometro politico della città di Acquaviva?

“Parlare di termometro in questo periodo dell’anno mi fa pensare soprattutto alle malattie stagionali, all’influenza. Ma la politica acquavivese è afflitta da ben altri e più gravi mali, per certi versi cronici, legati alla sistematica mancanza di reale rinnovamento ed emancipazione dei nostri rappresentanti politici locali da gruppi di pressione portatori di interessi specifici che cozzano con i sacrosanti interessi della comunità acquavivese.”

 

C'è intorno, a suo parere, aria di grande centro?

“In un certo senso l’aria di grande centro è quella che si è respirata, a partire dalla fine della “Prima Repubblica” e fino ad oggi, qui ad Acquaviva! Come rappresentante di un partito politico di sinistra, profondamente progressista e laburista, mi auguro che il vento cambi finalmente direzione e che questa aria asfissiante e stantia lasci le sale di Palazzo De Mari per essere spazzata via da una folata nuova, che parta dalla cittadinanza e che profumi di partecipazione, di trasparenza, di giustizia sociale e di buongoverno. Badi bene, questo non vuol dire mancare di rispetto agli ideali dei moderati: noi come SEL ci opponiamo a quel “centro” paludoso che esiste qui ad Acquaviva e che per certi aspetti è figlio della peggiore eredità democristiana e portatore delle più becere pratiche degenerate del fare politica, mi riferisco al clientelismo, al familismo, alla corruzione. Se lasciamo da parte le sigle partitiche e guardiamo i nomi di molti protagonisti attuali della politica locale ci accorgiamo che tra loro ci sono ancora tanti ex-dirigenti locali della vecchia DC degli anni Ottanta! Il problema del rinnovamento della classe politica però non è da attribuire solamente ai partiti, che in molti casi sono implosi e non rappresentano che una piccola fetta di potere o di interessi personali. Il cuore della questione è da individuarsi nel più generale contesto culturale acquavivese ed italiano che in quasi un ventennio di berlusconismo ha permesso il baratto del senso civico e della partecipazione dei cittadini in cambio di amenità televisive - apparentemente - a basso costo e di un – poco - rassicurante “ghe pensi mi”!… A questo si aggiunga l’inveterata pratica elettorale del voto di scambio, abitudine tipica di un contesto come il nostro caratterizzato dalla cronica carenza di impiego. Chi ancora oggi tratta i cittadini come se fossero dei “pacchetti di voti” da controllare e orientare è forte di un potere di ricatto economico che esercita sulle famiglie in maniera clientelare, ricorrendo ad una pratica dal sapore feudale. Il problema politico della incompiutezza della nostra democrazia e quello culturale dello scarso senso di cittadinanza da parte di una larga fetta della popolazione sono i principali ostacoli al rilancio economico e sociale del paese.”

 

Ammessa sia conclusa l'era Squicciarini, come vorrebbe il successore? Nome nuovo? Nome vecchio ma affidabile? Nome vecchio ma di grande personalità? Candidato giovane o di discreta tempra esperienziale? O confermerebbe l'attuale sindaco? O si avvale, dato il particolare momento storico, della facoltà di non esprimersi?

“Mi esprimo, eccome! Intanto non confermerei il Sindaco Squicciarini! E questo per un motivo molto semplice: la nascita e la prematura fine di questo governo cittadino sono in primis responsabilità politica personale di Francesco Squicciarini. Intanto perché accettò tre anni fa una candidatura “col trucco”, prestandosi al gioco dei succitati “vecchi” della politica, acconsentendo a far saltare in aria una coalizione di centrosinistra costruita dai banchi dell’opposizione pur di non sottoporsi al giudizio del suo potenziale elettorato attraverso le primarie. - Strumento previsto per statuto dal Partito Democratico di cui egli stesso era segretario politico locale - Poi perché non è stato in grado di tenere insieme la sua maggioranza ponendosi come elemento autorevole e di sintesi della coalizione di governo. Inoltre è responsabile del mancato rispetto del famigerato cronoprogramma per l’attuazione del quale aveva raccolto il consenso della maggioranza dei cittadini acquavivesi mostrando così scarso rispetto per il mandato elettorale ricevuto dalla nostra comunità.

Penso quindi che il nuovo Sindaco di Acquaviva debba essere in primo luogo una persona autorevolissima, in grado non solo di infondere nei cittadini acquavivesi un senso di fiducia ma anche di garantire l’effettività leadership sulle compagini politiche che lo sosterranno. Insomma una persona dotata di doti personali quali il carisma e la capacità di lavorare in squadra oltre ad una buona dose di preparazione politica e di conoscenza dell’apparato amministrativo. Una persona, cioè, che sia in grado non solo di vincere una competizione elettorale ma anche e soprattutto di governare bene, con giudizio e lungimiranza. L’età anagrafica conterebbe ben poco davanti ad una formazione personale e politica di questo tipo. Sono certo che, se la politica acquavivese riuscisse ad isolare i succitati “grandi vecchi” e a coinvolgere come Sindaco una persona dotata delle capacità appena descritte, la nostra città potrebbe finalmente risollevarsi e riscattarsi da questa deprimente fase storica.”

 

Da dove ripartirà la sinistra sociale ad Acquaviva?

“SEL ripartirà dalla partecipazione dei cittadini, della società civile, dell’associazionismo, dei movimenti. Continueremo a dialogare con tutti quegli acquavivesi che, nonostante tutto, continuano ad impegnarsi sul territorio e per la comunità, senza secondi fini occulti ma con l’obiettivo concreto del bene comune, pensando alla costruzione di una città migliore da affidare domani ai nostri figli.”

 

 

Commenti  

 
#5 rispetto 2013-01-22 12:16
Ma avete sentito cosa ha potuto dire Maurizio sul SIC? Ma quali poltrone, lo sanno tutti che il vicesindaco l'avevano già dato a Carucci e SEL ha lasciato le trattative per la faccenda del SIC tirata fuori da Laera proprio per sfasciare con Di Vietri&co. C'è gente che non si vergogna di mentire in TV!!!
 
 
#4 beppe 2013-01-22 11:43
Riccardo il sindaco del PD non era la stessa persona che aveva parlato della fine dei partiti e del suo PD in particolare? SEL sfiducia chi non è in grado o non vuole fare il bene del paese!
 
 
#3 Santino 2013-01-22 01:23
Chi ha visto Telemajg oggi ha potuto sentire gli attacchi di Maurizio al SEL, che è stato definito un partito il cui unico obiettivo era quello delle poltrone ...volevano il Vice Sindaco. Meno male che ci sono brave persone come Maurizio (e i suoi amici) che emanano onestà dai loro pori ... sono proprio onesti... basta guardarli e te ne accorgi !!!!!!!!!!!
 
 
#2 Nuntio Vobis 2013-01-21 18:52
Si continua a parlare di "grandi vecchi". Sempre le stesse baggianate che hanno ucciso la sinistra acquavivese. Cercate di tirare fuori argomentazioni più serie e smettetela di nascondere la vostra incapacità dietro la presenza oscura dei grandi vecchi.
 
 
#1 riccardo 2013-01-21 18:38
Si, segretario, primarie. Mettiamo per ipotesi si giunga a questa conclusione, chi sono i partiti che parteciperebber o? Come fa SEl, il cui consigliere ha sfiduciato l'ex segretario e sindaco PD? Potrebbe rifarlo! A meno che,i soggetti che hanno firmato di tutta la coalizione, siano esclusi,in questo caso, rimarebbero fuori i consiglieri del PD e di Sel. Gli altri non sono di centro-sinistra .Giusto?
 

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