Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Cons. Comunale: "Il Documento di Compagnia delle Arti"

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 Riceviamo e pubblichiamo il documento agli atti del Consiglio Comunale del 3 gennaio 2013.

Al Segretario Generale

Dott.ssa R. A. M. Giorgio

 

e, p.c.              al Presidente del Consiglio Comunale

al Sindaco della Città

ai Consiglieri Comunali

 

 

Oggetto

Dichiarazione di Compagnia delle Arti resa in occasione del Consiglio Comunale del 03/01/2013 con esclusivo riferimento al punto 1. dell’Ordine del Giorno.

 

A tutt’oggi, ormai, e poco importa in questa occasione sapere se non ha potuto o voluto, Lei Sindaco, di fatto, con il suo atteggiamento caratterizzato dal mancato contrasto al dilagare della mediocrità assai prevalente nei partiti quale formidabile garanzia per “tenere” la Città, non è finora riuscito (anche Lei) a coniugare moralità e politica, non ha promosso più l’attesa rivoluzione culturale barando inevitabilmente sul “Patto per Acquaviva delle Fonti migliore” – rinnegando così i principi di economia della cultura – e ha rinunciato ob torto collo al recupero di valori durevoli come il merito e la creatività che avrebbero consentito la diffusione della conoscenza rafforzando i presupposti del dialogo, della convivenza civile e dell’equità.

Nonostante i foschi scenari che, addensandosi, costringono di più la Città nell’inedia, di fatto il Governo locale, nelle variegate edizioni, non ha sostenuto l’affermazione di nuovi paradigmi di crescita centrati sulle vocazioni e sulla reale economia locale. Talvolta, dichiaratamente spossato, senza nemmeno accennare a qualsivoglia reazione (subendo in tutta evidenza le scorrerie di “predoni politici” annidate nei partiti), ha pericolosamente perfino ostacolato e rallentato ogni sforzo che, nonostante tutto, con grande fatica, si sono pure manifestati tentando il radicamento di proposte di sviluppo sostenibile a “triplice elica” tenendo insieme nella scia del “Patto” Istituzioni, Università/Centri di Ricerca e Settore Privato.

A ondate insensate, ha permesso altresì che si concretizzasse la premeditata emarginazione di Compagnia delle Arti tentando sistematicamente l’annientamento di ogni leale proposta plurale per la crescita e lo sviluppo anche quando queste, spesso, trovavano il consenso del Consiglio Comunale.

In questa odierna occasione di bilancio e verifica dell’attuazione del “Programma politico condiviso per le elezioni amministrative del 2010” evinciamo con profonda delusione che non è servito a nulla nemmeno riferirsi a importanti cardini dell’Enciclica “Caritas in Veritate” né al pensiero di Josep Ramoneda: l’assioma dei partiti è “mani libere”. Per la colpevole inoperosità di molti, per incapacità quasi rotonda di questi partiti e senza una Comunità di sant’Egidio coniugata alla nostra latitudine, sembra risulti sempre vincente nella nostra realtà uno stupido quanto sterile e spietato realismo politico che a tutt’oggi ancora impone, di volta in volta, mediocrità nella gestione della “cosa pubblica” quasi fosse “cosa loro”.

Si spiega anche così la mancata attuazione del cronoprogramma – specie della sua warm up (fase iniziale) – e la rinuncia postuma alla nomina della task force di alta specializzazione per altro assai utile al resettaggio di possibili distorsioni della strategia per il buongoverno.

Si spiega altresì, ancora di più oggi, e con inquietanti risvolti:

  1. il sonno somministrato alla revisione dello Statuto Comunale;
  2. il parcheggio nel limbo del Consiglio di Stato del P.R.G. del quale, ormai sub judice, nessuno più sembra rivendicare paternità, consistenza e qualità (e intanto, però, si pongono argini fatti di tempo alla volontà Consiliare dell’1 agosto 2012 sull’istanza di prelievo);
  3. la riluttanza nel convocare una Conferenza dei Servizi quale tavolo di concertazione per il componimento bonario e transattivo nel rispetto di tutte le parti interessate alle aree ex 167 (molto utile, tuttavia, si ritiene nel merito la recente iniziativa del Segretario Generale);
  4. il vuoto ad hoc creato intorno ad autorizzate politiche ambientali sperimentali in sinergia con la Regione Puglia per la tutela e l’uso del suolo e delle sue risorse facendo innovazione (è il caso della deliberazione di C.C. n° 30 del 29/11/2010);
  5. l’abiura del Dialogo Competitivo già fortunatamente risollecitato alla Città dal Vescovo Governatore dell’Ospedale Miulli l’11 febbraio 2011 (in precedenza, in occasione dell’inaugurazione dell’Ospedale Monoblocco);
  6. la mancata utilizzazione del finanziamento ministeriale concesso e accreditato a fine 2010 sullo strategico progetto del tridente di progressione “Acqua, Salute e Cultura”;
  7. lo stop imposto alla deliberata Fondazione di Partecipazione per l’Economia della Cultura e quindi per Acquaviva Città Sana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità baricentrica nel formidabile triangolo UNESCO Patrimonio dell’Umanità;
  8. la pantomima per non consentire il decollo dell’efficace deliberato sull’ampliamento delle zone produttive a nord dell’area industriale;
  9. l’indifferenza miope e sciatta opposta all’istituzione dell’attrattore Centro di Fondamenti della Fisica Moderna di Acquaviva delle Fonti in sinergia con 150 uomini e donne di scienza       provenienti da ogni parte del pianeta (supportati da oltre 60 stakeholder sintonici);
  10. la colossale farsa legata alla finta approvazione di mozioni per la crescita e lo sviluppo (poi sistematicamente inattuate) o all’accoglienza di reiterate proposte popolari soffocate dall’indifferenza di Palazzo De Mari che pure è “casa comune”.

Non sono mai stati ascoltati i nostri bambini impegnati nei laboratori di urbanistica partecipata e dunque non ha prospettiva il frutto puro e assai originale della loro proposta.

Ben poca cosa per i politici che prevalgono è l’Osservatorio Astronomico Comunale – gioiello fra le poche strutture pubbliche italiane e reso quasi cieco dall’inquinamento luminoso incontrastato – come pure i tentativi di pianificazione in atto per l’affermazione di un inedito Distretto Culturale Produttivo Istituzionale che però (fantastico !) è già infrastruttura della recentissima programmazione 2012/2014 della Puglia.

Che Paese sarà mai il nostro se, con complicità diffusa, ha reso quasi vano ogni sforzo, investimento pubblico e determinazione di molti per la costituzione di una Società di Trasformazione Urbana?

Perché non persegue l’attivazione di ogni sinergia per la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale e dello Stato attraverso nuovi strumenti societari ai sensi del comma 2 art. 30 della L. 24/11/2003 n° 326?

Perché non persegue manovre di orientamento e modernizzazione del settore agricolo giusto art. 15 del Dlgs. 18/05/2001 n° 228?

Perché non contribuisce alla sperimentazione del Regolamento CE/2081/1992 in tema di DOP e IGP per il paniere agricolo locale?

Perché non lavora all’istituzione di un Distretto Urbano del Commercio giusto Regolamento Regionale n° 15 del 15/07/2011?

Perché non predispone uno strategico quanto indispensabile Piano dei Servizi?

Perché non convocare più l’autorizzata Conferenza dei Servizi sul reticolo idrografico e minacce d’acqua da alta e media pericolosità idraulica mentre ancora si adegua il P.R.G.?

Perché nicchiare sul tema della risorsa rifiuti?

Può questo Paese lasciare irresponsabilmente alla deriva deliberazioni e Conferenza dei Servizi con progettualità tese a fronteggiare gravi patologie che affliggono i nostri anziani, le datate esigenze logistiche dell’amministrazione della giustizia e finanche le necessità dei produttori agricoli locali connesse alla commercializzazione “diretta” dei loro prodotti agricoli tipici?

Purtroppo, per contrastare l’allontanamento sempre crescente della nostra Città dal paradigma regionale, il 22 marzo scorso inoltrammo al Consiglio Comunale la richiesta per un gesto responsabile in grado di fronteggiare lo stato d’emergenza: i più, i soliti, scioccamente miopi e inutilmente conservatori, fors’anche infastiditi dalla proposta, non vollero – sempre riottosi – sperimentare un “Governo Monti locale” e il Sindaco non intese emulare Napolitano Presidente della Repubblica.

Oggi dunque, curiosamente, causa l’incontrollata nefasta azione congiunta di nani e orchi della politica, il primo cittadino, dichiarandosi ai media “esasperato”, ritiene che “…la politica si deve fermare dinanzi alle esigenze del paese…”, mollando così per scelta uno schiaffo insopportabile per i partiti di maggioranza – ma anche alle minoranze – attraverso la proposizione di un governo tecnico di alto profilo.

Inevitabilmente fuori dalla maggioranza di governo a dicembre 2011, di fatto intangibile e consapevole, Compagnia delle Arti nel massimo rispetto della volontà popolare accordata nel 2010 al “Patto per Acquaviva delle Fonti migliore” (specie ai principi nel comma 3 della “Premessa” di pag. 5), ribadisce invece la necessità che in toto il Consiglio Comunale – e non solo ad eventuale maggioranza dei Consiglieri – rassegni le dimissioni affinché la Città, pretendendo ferree “garanzie” dal tourn over politico, ridisegni subito le coordinate del proprio destino.

Per converso, ciononostante, se nuova Giunta ancora sarà pur senza il nostro voto favorevole, il movimento civico che rappresento garantirà come sempre ha fatto solo lealtà di proposta interagendo solo per prospettive di sviluppo sostenibile.

 

Acquaviva delle Fonti, 03/01/2013

 

arch. Rocco Lombardi

Consigliere Comunale di Compagnia delle Arti

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