Sabato 17 Novembre 2018
   
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La "Questione Antenna" e la nuova legge regionale VAS

antenna di_piazza_della_torre

Giacché tutto è “tecnico”, bisognerà adeguarsi. Di recente, come ormai già noto, sono emersi i casi di Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge in merito la “Questione Antenna”: ancora rimasti in piedi. (Come fa fede l’articolo del 17 dicembre)

http://www.acquavivanet.it/cronaca/3839-qnoq-di-acquavivesi-a-fra-diavolo-e-qquestione-p-zza-della-torreq.html

Ma quando si parla di antenne ripetitori per la telefonia mobile, si parlerebbe, oggi, anche di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.): che sarebbe un’analisi volta a riassumere informazioni sull’impatto ambientale a livello precauzionale; nel rispetto di programmi e piani (previsti dal D.Lgs. nazionale n. 152 del 2006, entrato in vigore il 31 luglio 2007), prima della loro approvazione (ex-ante), poi durante la fase di messa a punto (in-itinere), e, finanche, in un periodo postumo alla messa a punto e che completerebbe la verifica. È proprio quest’ultima fase “post” che servirebbe a completare la valutazione: “attraverso” l’informazione al pubblico e alla promozione della partecipazione pubblica alla fase di programmazione e di pianificazione (e delocalizzazione?).

Le sue procedure rappresentano una continuità evolutiva, e “parallela”, con la Direttiva Europea V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) del 1985 e ancora oggi in vigore: la Direttiva comunitaria V.A.S. risale al 2001 (Direttiva C.E. 2001/42), in Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n.152; ma entrato in vigore non prima del 31 luglio 2007. Nei mesi a seguire dal lontano luglio 2007, il D.Lgs. n. 152 del 2006 assumerà un passaggio di “regionalizzazione”: ovvero, ogni Regione d’Italia disciplinerà in maniera locale la Direttiva Comunitaria del 2001. Ne conseguirà che gli enti locali, già sottoposti alle condizioni delle leggi regionali, dovrebbero avvalersi, oggi, di procedure di “screening”, “monitoraggio”, “informazione e consultazione del pubblico”: per riesaminare nella “legalità” i piani e i programmi già esistenti. Si tratterebbero di procedure che, per motivi di impatto ambientale, dovrebbero essere vicine anche da leggi di V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale).

Il “dovrebbe” sarebbe anche legato all’esistenza, o meno, di un ente locale terzo: ad esempio, un’agenzia ambientale comunale; che la visione giuridica del V.A.S. designerebbe volentieri all’interno di ogni ente Comune.

In Puglia, la Disciplina regionale in materia può definirsi nuova e recentissima: sarebbe la Legge Regionale 14 dicembre 2012 n.44. Entrata in vigore il giorno 18, il medesimo della promulga da parte del Presidente della Giunta Regionale Nichi Vendola. (Il quale sarebbe anche interessante conoscere il parere “politico” proprio sui casi di Acquaviva e Cassano)

Come cita l’art. 1 comma 1: “La presente legge disciplina l’adeguamento dell’ordinamento regionale alle disposizioni della Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), con riferimento alle procedure di Valutazione ambientale strategica (VAS) in attuazione della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.”

Ancora più interessante il quarto comma: “La Regione può ulteriormente disciplinare con successivi atti della Giunta, nel rispetto della legislazione UE e compatibilmente con i principi fondamentali dettati nel d.lgs. 152/2006, e tenendo altresì conto delle ulteriori condizioni stabilite nella presente legge in merito a specifici aspetti, le modalità attuative della valutazione ambientale di piani e programmi, con particolare riguardo alle materie in cui la Regione esercita potestà legislativa”.

Ad Acquaviva, se la nuova squadra di Squicciarini funziona, è giusto che resti quella. Pena la “logica” caduta di governo. Due cose, però, andrebbero ripetute gratuitamente: prima cosa, la “Questione Antenna” – il verificare l’impatto dell’antenna in Piazza Della Torre (e la posizione giuridica del lastrico solare) e fare opportuna chiarezza sul “regolamento” comunale ad hoc; seconda cosa, ricordare anche il 10 Febbraio (legge 30 marzo 2004 n. 92).

http://www.acquavivanet.it/politica/3864-un-paio-di-riflessioni-sotto-lalbero-il-serio-il-faceto-la-politica.html

A Cassano, in contrada Fra Diavolo, pare sia ancora possibile parlare di procedura V.A.S., perché non è stata installata alcuna antenna.

 

Commenti  

 
#1 Saverio F Iacobellis 2012-12-29 01:34
ULTERIORE ANALISI: i casi di Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge sono antecedenti all'entrata in vigore della Legge Regionale 14 dicembre 2012; ovvero al 18 dicembre 2012. Di conseguenza, la legge non può essere retroattiva: come ci ricorda, ad es., l'art. 21 nelle Disposizioni transitorie e finali. Dello stesso articolo, restano significativi i commi 3, 4 e 5: abrogazione degli articoli 23 e 24 della Legge Regionale n. 11/2001; "revocazione" di norme esplicative del 2008 comprendenti due deliberazioni di Giunta (13 giugno 2008 n.981, 28 dicembre 2009 n.2614); e "per quanto non espressamente previsto" un rinvio al D.Lgs. nazionale n. 152/2006 (entrato in vigore il 31 luglio 2007). Detto questo, la domanda opportuna è la seguente: "Quale procedura di VAS hanno conosciuto Cassano e Acquaviva dal 31 luglio 2007 al 17 dicembre 2012?" - Pertanto: c'é stato anche il coinvolgimento del pubblico interessato? Sono stati previsti regolamenti comunali ad hoc? - Domande che meritano risposta. Perché se questa non c'é, è la Giunta Regionale pugliese che dovrebbe incominciare ad incanalare ipotesi di "delocalizzazio ne" delle antenne pre-esistenti e di cui non può accertare da subito una situazione di trasparenza giuridica.
 

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