Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Un paio di riflessioni sotto l’albero. Il serio, il faceto, la politica

fare luce

 

 

Natale è alle porte. Ammettiamolo: i Maya hanno toppato alla grande. Gli alieni, avendo paura del carattere pacifico dei loro marziani, hanno desistito. E Acquaviva non è cambiata proprio di una virgola. Perciò, la prossima volta che qualcuno, attraverso i media, vi dice che la fine è vicina o che inizierà presto una nuova era, cambiate canale. O fate peggio.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3850-cosa-faresti-se-scendessero-gli-alieni-proprio-ad-acquaviva.html

Dunque, siamo ancora interi. O dipende.

Guardiamo, comunque, con un po’ di fiducia al domani: merito dell’atmosfera festosa, quella che sa ancora unire. Merito anche delle radici: quelle cattoliche, quelle ancora in grado di guardare dentro noi stessi.

Che dire… Acquaviva ha superato il suo 21 dicembre: anche Palazzo De Mari. Non dimentichiamolo.

Dove si è cambiati “tecnicamente” e si tiene ancora saldo il timone. Nel bene o nel male. E sappiamo che non è certo cosa facile. (Spezzando qui, con garbo, anche una lancia a favore del timoniere…)

I consiglieri dell’opposizione? Hanno già offerto una valida panoramica: e critica della situazione politico-amministrativa acquavivese. Difficile è potervi aggiungere qualcosa.

http://www.acquavivanet.it/politica/3845-la-minoranza-dice-qbastaq-allamministrazione-squicciarini.html

Eppure, anche noi vogliamo lasciare una letterina sotto l’albero. Ma la indirizziamo cortesemente a Babbo Natale. Come esige la tradizione.

E gli chiediamo solo due cose. La prima: che entro i primi giorni del nuovo anno (anche mesi) venga chiarita, almeno in parte, la famosa “Questione Antenna” – sia come opportuna verifica dell’impatto ambientale dell’antenna sita in Piazza Della Torre, e sia come opportuna verifica dell’esistenza di un regolamento comunale ad hoc che disciplini “almeno” le prossime installazioni…

Poi, la seconda cosa: chiediamo, a Babbo Natale, che ad Acquaviva alcune leggi siano elegantemente rispettate, a partire dal riconoscimento della celebrazione del 10 Febbraio (legge 30 marzo 2004 n. 92). Cui proponiamo: “Almeno un minuto di silenzio a mezzogiorno e distribuzioni gratuite di coccarde tricolori presso tutte le scuole”.

Come qualcuno (fra le fila degli assessori non tecnici) un tempo ci ricordava: “Non si può in alcun modo prescindere dal proprio passato. Il 27 gennaio, il “Giorno della Memoria”, è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano nel 2000, aderendo alla proposta internazionale di considerare questa, una giornata di commemorazione delle vittime del fascismo, del nazionalsocialismo, dell’Olocausto e di chi si è opposto al progetto di sterminio e, anche rischiando la propria vita, ha protetto i perseguitati. L’amministrazione ha voluto ricordare, attraverso un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, non solo le vittime dell’Olocausto ma, come ho affermato durante il mio intervento, le vittime di tutti i totalitarismi. Mi sarebbe piaciuta una maggiore partecipazione in quella occasione: negli anni scorsi il Comune di Acquaviva non realizzava nulla in occasione delle due giornate, né il 27 gennaio, né il 10 febbraio, eppure nessuno se ne doleva. Oggi invece capita che proprio chi non partecipa sventoli poi delle inquietanti bandiere: massimo rispetto per tutte le posizioni, ma si eviti di usare i morti per dare un senso alla propria attività politica.”

Senza perderci, ora, nelle solite divergenze di vedute, restiamo dunque fiduciosi e guardiamo diligentemente avanti: perché, nonostante le difficoltà di oggi, anche quelle più socialmente evidenti, sentiamo che Acquaviva ce la potrà fare. Comunque. In ogni settore. Non affonderà. Ha ancora molti mari da affrontare. Molte scommesse ancora da vincere. Perché è una nave da sempre tenace: cui, però, non bisognerà nemmeno rinunciare nel saper gestire razionalmente il timone. Quel timone che abita, però, in ognuno degli acquavivesi. E detto ciò, nessuna sterile polemica: ma solo voglia di guardare avanti. Non come prima (sia chiaro), più di prima. Auguri di Buone Feste.

 

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