Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Michele Natale: "Il punto su Acquaviva"

michele natale

AcquavivaNet ha chiesto di fare “il punto su Acquaviva” con il presidente del Centro Studi “Antonio Lucarelli”, Michele Natale.

Lei è il presidente del Centro Studi Antonio Lucarelli: di cosa si occupa ultimamente il Centro Studi?

 

“Il Centro Studi “Antonio Lucarelli”, nell’ultimo periodo, è impegnato, insieme con altre associazioni e cittadini, nel “gruppo di studio” circa le problematiche legate al Teatro Comunale di Acquaviva delle Fonti... Un gruppo che ha come scopo quello di individuare sia proposte per ultimare i lavori (finanziamenti) sia quelle per una scelta proficua e culturalmente valida a riguardo della gestione e utilizzo della struttura polivalente, che intendiamo debba diventare detto teatro… Inoltre, è impegnato a prosegue il lavoro di ricerca degli scritti dello storico acquavivese e, oggi, iniziamo a ipotizzare e valutare le possibilità di curare e pubblicare gli “scritti scelti” di Antonio Lucarelli.”

 

A suo parere, in quali condizioni verte oggi lo stato di salute del settore cultura ad Acquaviva delle Fonti?

 

“Il settore cultura ad Acquaviva si regge su una serie di iniziative – anche di valore – realizzate, con enormi sacrifici, da alcuni gruppi e associazioni. Sacrifici, spesso resi vani – in rapporto ai costi economici e all’impegno – dall’assenza quasi totale di una regia attenta e pronta a concordare indirizzare e coordinare le varie iniziative. Compito questo che dovrebbe spettare all’Assessorato alla Cultura e alla Consulta della Cultura e Ambiente. Lo scarso impegno dell’Assessorato e le difficoltà che la Consulta incontra a curare e sostenere un progetto complessivo d’intervento e di crescita culturale di una comunità, sono le cause del pantano in cui si è fermata l’attività culturale del nostro paese. Senza nulla togliere ai generosi e validi sforzi di un ristretto gruppo di associazioni culturali.

Quello che manca del tutto è l’impegno e la sensibilità dell’Amministrazione odierna, e di quella precedente, di un pur minimo progetto in campo culturale... Per giustificare tale assenza, solitamente si fa appello alle scarse disponibilità economiche: eppure, oramai quasi nessuno può negare che alla cultura è legato il benessere economico e persino psicologico di una comunità… Quindi la spesa in Cultura determina un risparmio su altre voci di spesa. Questo però è un concetto troppo difficile per coloro che oggi ci amministrano. Le spese del settore Cultura non sono quindi degli “sprechi” da tagliare, ma investimenti per un futuro migliore. Il punto è che la politica dell’attuale sistema di potere ha smesso di ipotizzare un futuro, vive del contingente e si rotola nella sua miseria politico-inculturale.”

 

C’è un appello in particolare che vorrebbe già lanciare all’Assessore alla Cultura? O a qualche altro esponente del mondo politico e istituzionale locale?

 

“Basterebbe che tornassero a svolgere il proprio ruolo: con lo sguardo verso l’intera comunità che rappresentano e amministrano. Mi rendo conto che questo è chiedere troppo alla politica, che per sua natura ha da sempre rappresentato una parte – la propria – e non l’intera comunità...

Ma, basterebbe essere disposti ad ascoltare il contributo di tutti quelli che sono impegnati in ambito culturale, ricercando attivamente il dialogo, la collaborazione e il sostegno di enti, istituti, associazioni, operatori culturali, finanziari, ecc., per stabilire insieme un progetto e un percorso, a breve e medio termine.

Un progetto che deve poggiare su principi fondamentali quali: l’idea che la cultura deve essere un’esperienza per tutti, cui ognuno deve potersi accostare trovando le varie iniziative, accessibili e accoglienti; con il fine di ricercare un rapporto equilibrato fra produzione e fruizione, e rendere fertile e ricca culturalmente la nostra città e il suo territorio.

In questo progetto e percorso l’Assessore alla Cultura dovrebbe essere impegnato in maniera esclusiva nella ricerca della qualità dell’offerta culturale che è proposta. Ciò significa contribuire a ogni iniziativa realizzata: affinché sia strumento di crescita culturale, economica e di conoscenza per tutta la collettività.

Per finire: l’aspetto qualità. L’impegno della Consulta alla Cultura e all’Ambiente e dell’Assessore alla Cultura deve essere finalizzato a ricercare la qualità e il miglioramento continuo delle iniziative proposte, e mettere a disposizione non finanziamenti o contributi economici… ma strutture, strumenti e agevolazioni pratiche per la realizzazione effettiva delle iniziative. Questo ruolo è possibile sostenerlo solo adottando il metodo di “bilancio e piano”. Un metodo finalizzato a orientare meglio la direzione degli sforzi, l’impiego delle risorse sia economiche sia umane e raggiungere obiettivi sempre più avanzati.

La domanda richiedeva “un appello…”, ritengo inutile appellarsi, basterebbe che gli amministratori assolvessero i compiti principali di un Assessorato alla Cultura impegnandosi a inserire il proprio progetto, se ne ha uno, all’interno della politica generale di un’amministrazione.

Questo, iniziando da quei doveri minimi, come: curare lo sviluppo di un sistema culturale fondato sulle sinergie tra Enti, Istituzioni, associazioni, circoli, volto a favorire la produzione culturale; gestire e valorizzazione del servizio bibliotecario con gli opportuni e attenti investimenti necessari; coordinare la promozione di manifestazioni culturali e per il tempo libero, all’interno di un percorso culturale stabilito in collaborazione con i vari operatori nel campo, riuniti nella Consulta che a questa collaborazione dovrebbe finalizzare il suo compito e lavoro.”

        

Quale opinione ha maturato, negli ultimi tempi, su temi quali la E-democracy e la Trasparenza internettiana politico-amministrativa?

http://www.acquavivanet.it/politica/3737-nuova-politica-qprima-la-trasparenza-o-la-e-democracyq.html

 

“La democrazia, la sua crisi e prospettive, le speranze e minacce che suscita e ci prospetta, sono una cosa seria e complessa. Non è certo un tema da trattare in una breve risposta.

Una cosa però è indispensabile precisare: questo è un tema su cui certo non si possono prendere lezioni da cabarettisti che ignorano cosa sia la democrazia reale, diretta e partecipata; cosa sia l’impegno in prima persona, da vivere guardando negli occhi l’alta o altro soggetto. Non possiamo prendere lezioni da un personaggio da palcoscenico – per quanto bravo – e non ci si può aspettare che una “democrazia finta”, parodia della finzione scenica, come le “primarie” del Movimento 5 Stelle, si elevi a metodo democratico. La democrazia e gli spazi che apre e mette a disposizione la E-democracy sono altra cosa dalle volgari, maschiliste e insulse trovate di Grillo e Casaleggio.”

 

Quanto ritiene importante il recente messaggio dei flash-mob acquavivesi?

 

“Il flash-mob ad Acquaviva, per noi senz’altro una novità ma non così nel resto del mondo, ha un’importanza straordinaria. Sia perché conferma l’analisi illustrata finora, sia perché rappresenta una spinta enorme sulla giusta via e un incoraggiamento non indifferente.

Oltre cento persone si sono incontrate in piazza, soggetti sociali diversi e spesso considerati contrapposti, come insegnanti e studenti, uniti nel flash-mob e nella manifestazione, con presidio e assemblea in piazza, a distanza di pochi giorni. Persone unite non dall’appartenenza a partiti o sindacati, ma a un’ideologia comune o solo vicina; diversità sociali, interessi distinti, opportunità di futuri differenti. Uniti dal sentirsi, insieme, minacciati e dal tentativo di iniziare, partendo dalla conoscenza e l’amicizia, la ricerca di forme d’impegno maggiormente utili e fruttuose, per la soluzione di bisogni comuni e l’avvio della ricerca di un’esistenza basata su valori altri dai disvalori dominanti.”

 

Spesso si coinvolgono i ragazzi per sensibilizzare direttamente tutti i temi legati al mondo della scuola e della pubblica istruzione in genere. Ma sarebbe, a suo dire, poi opportuno coinvolgere gli stessi ragazzi, le stesse scuole, le stesse istituzioni che hanno partecipato ai flash-mob, a parlare di temi quali lo sviluppo, sociale ed economico, dello stesso territorio in cui ha avuto luogo la manifestazione?

http://www.acquavivanet.it/politica/3693-politica-qunire-il-local-con-il-liberalq.html

 

“Innanzi tutto nessuno ha coinvolto i ragazzi, come tu li chiami, per sensibilizzare su alcun tema. Gli studenti si sono sentiti coinvolti sia nell’opera di difesa della loro scuola sia nella ricerca di cambiamento e miglioramento della stessa. Quello che ha sconcertato è che questo non sia avvenuto in modo distinto né contrapposto al resto del mondo della scuola. Il senso del flash-mob e della manifestazione successiva e la chiara dimostrazione del sentirsi accomunati dalla stessa minaccia.

Non mi è chiaro perché si continua a restringere il ruolo e le potenzialità delle persone, e quelle dei “ragazzi” in particolare, allo sviluppo del territorio in cui ha avuto luogo la manifestazione, o in cui vivono e operano?

La svolta di cui ho parlato è globale e planetaria, ci s’illude se si spera che la globalizzazione sia solo economica e produttiva, la de-localizzazione della produzione che tramite la libera circolazione delle merci invaderà i mercati, per venderle e accumulare plusvalore, non si limita solo a questo malvagio risultato. No, con le merci hanno ripreso a circolare le persone, le idee e le esperienze.

Quello che accade ad Acquaviva non è solo merito dell’intelligenza e creatività di chi partecipa a quei momenti, è il frutto della silenziosa elaborazione comune, spesso ancora inavvertita, di cui occorre prendere coscienza e divenirne maggiormente consapevoli.

Un mondo migliore sarà possibile se impariamo riconoscere e scegliamo di costruire nuovi spazi di riaggregazione umana, nella crisi sociale della contemporaneità. Questo sarà possibile se impareremo a vivere il nostro impegno partendo dalle persone e dalle idee.”

 

Ai lettori, per curiosità e approfondimento: Acquaviva, cultura, giovani, rivalutazione del territorio e dintorni.

(Lab Giovani) http://www.acquavivanet.it/attualita/3008-giovani-acquavivas-got-a-merchandising.html

(Piazza Zirioni) http://www.acquavivanet.it/attualita/3421-intervallo-qpiazza-zirioni-acquaviva-delle-fontiq.html

(Tutela Cassarmonica) http://www.acquavivanet.it/attualita/3005-come-tutelare-la-cassarmonica-e-larte-di-strada.html

(Centro storico e impatto ambientale ed architettonico) http://www.acquavivanet.it/politica/3498-ma-che-fine-ha-fatto-oggi-la-questione-antenna.html

 

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