Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

Dov'è finita la destra italiana e acquavivese?

fare luce

  

A livello nazionale, sembra che la PDL non rischi più di rispondere alla sfida col centrosinistra: le primarie sembrano rimandate a data da destinarsi. Per i più ottimisti, semplicemente rimandate. Ma la cosa non sembrerebbe tanto turbare il centrodestra acquavivese: opposizione unita, unita nella diversità, frammentata a livello individuale ed esente da sedi di partito. Almeno per il momento.

Ma qualcuno, di certo, ricorderà cos’era la destra acquavivese fino a poco meno di cinque anni fa: o meglio, le destre. C’era il pistilliano club di Forza Italia, Abrusci e il suo circolo Almirante di AN, Chiechi con la sua sede a Via Roma; al tempo della Fiamma. Poi divenuta Acquaviva nel Cuore. Ecc. ecc. Qualcuno ricordava quant’era importante specificare a quale circolo politico si apparteneva: quali erano “analiticamente” le differenze fra l’uno e quell’altro “simbolo”, l’una e l’altra storia. L’una e l’altra voglia di essere comunità, passione. Militanza. Oggi, regna la modernità. O i cambi di casacca individuali e per nuovi cartelli. Cartelli con fini provvisori e senza il fascino di ideali ormai obsoleti.

Sono cambiati i tempi, dalla penultima volta che aveva fatto capolino il nome di “Fini”: quando ancora esisteva una militanza di Alleanza Nazionale; sebbene in procinto di aderire in massa al cartello della PDL.

Ma la PDL è davvero un cartello? No. È un partito. Anzi: lo era. No, lo sarà. Neanche: staremo a vedere. Perché ne aveva le potenzialità: da Roma fino ai piccoli centri, nonostante l’immagine controversa della stessa PDL. Ad Acquaviva somiglia a un grande partito: un partito che vanta molti tesserati e nessuna sede fisica. O meglio, le tessere, per alcuni, devono ancora giungere. Così come dovrà ancora giungere il primo vero congresso cittadino.

Ma se la PDL è ancora ferma, cos’altro ci sarebbe? Il FLI e il civismo. E Futuro e Libertà non può certo “dire gatto se non l’ha nel sacco”: e bisognerà vedere chi saranno i suoi futuri elettori, se saranno di destra, e come comprenderanno appieno le varie fasi altalenanti dei “Mille” fra Acquaviva e ciò che resta dell’Italia. E come i “Mille” riuniranno il grande centro, parlando di destra e mentre guarderanno “quasi” al PD...

Ma, dopo la caduta del berlusconismo, dopo la mutazione genetica dei finiani locali, e dopo il silenzio della piccola Acquaviva Nel Cuore, l’elettore acquavivese di destra saprà ancora come orientarsi?… Cosa sarà della sua indole? Che era sempre stata quella di sostenere i valori di un territorio, di un’identità, di una tradizione secolare e popolare? (Mi riferisco al vero elettore di destra, quello che rischia oggi di votare Grillo…)

Guardiamo ora alla base del “progetto Fini”: è l’agenda Monti. Monti, il professore, l’uomo dell’Europa, il prossimo ad essere in bilico: “un medico onesto che non nasconde la terapia necessaria” – Secondo Fini (ex-delfino di Almirante e della sua Socializzazione; quest’ultima più cara a Rauti). Perché: “Bisogna superare gli steccati aldilà delle sigle partitiche”. Con Monti e Montezemolo. (Anche se la frase ricorda Pinuccio Tatarella)

E tutto questo mentre Giannino, il nuovo che avanza (“repubblicano” e a scapito di Monti), promuove di svendere il superfluo e di privatizzare parte dei settori pubblici.

A questo piccolo coro, molto prossimo al polifonico, ecco poi Tremonti, il nuovissimo: “Siamo dunque sulla Linea del Piave e la prima battaglia da vincere è una battaglia da combattere sul campo della volontà e dello spirito. Le difficoltà esistono infatti soprattutto nella nostra testa!”

La sua neonata lista, la “Lista Lavoro Libertà” (o lista 3L) chiede, alle elezioni nazionali del 2013: di candidare una maggioranza di giovani per una politica di ritrovata sovranità nazionale; di mettere la stessa politica italiana in quarantena, almeno per un giro, prima di stabilire una media europea; e nessun incarico politico potrà mai far guadagnare più di quanto guadagnerebbe un precario medio italiano. La Lega Nord e la Lista Lavoro Libertà hanno già firmato un patto che prevede il sostegno di Maroni come candidato presidente alla Lombardia e un'alleanza in vista delle prossime elezioni politiche: con Tremonti premier. Un'intesa che si basa sulla critica del governo Monti e che rappresenterà un test per l’Europa e il ripristino della Cassa del Mezzogiorno: con l’aperto argomentare del possibile trattenimento del 75% delle tasse a beneficio del proprio territorio. E quanto alle aree depresse, più Stato e meno autonomia amministrativa.

Conclusione: da qui fino alla prossima primavera, assisteremo a un grande cambiamento, in Italia come ad Acquaviva, di ciò che fino ad oggi abbiamo sempre definito come centrodestra. È sarà una partita aperta a ogni risultato.

 


Commenti  

 
#6 Saverio F Iacobellis 2013-01-19 01:17
IL CERCHIO SI CHIUDE... ALMENO PER LA SCELTA DEL CANDIDATO LEADER. E per quanto il professor Tremonti o la Meloni, "quasi a completa tempra", fossero potenziali leader dell'attuale centrodestra... Ecco di nuovo Berlusconi. Candidato premier. Tremonti diventa così "provincia" della Lega Nord. - Lo cose, per ora, non si spiegano altrimenti - Non andrà oltre il Rubicone. La Meloni, che - invece - già nasce sotto il Rubicone e in tempo di pace, contesta - oggi - la subitanea candidatura di Storace nelle regionali del Lazio... Ai posteri, la giusta sentenza.
Che sia Samorì il più credibile - Di sicuro resta quello più silenzioso. Sconosciuto. Volto acqua e sapone.
SENZA "LOTTA ANTI-IMU" E SENZA "DIFESA DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE", Berlusconi non sarebbe oltre una soglia elettorale credibile.
E se fosse condannato prima delle elezioni? - Un bel rischio. Tra istinti 5 Stelle, alcune promesse montiane e "timidi colpi di tosse", un po' simil-grilline, di (tante e frammentate) albe dorate... DETTO QUESTO, SONO NULLE LE PROFEZIE PRECEDENTI. Avevamo ragione sin dall'inizio: partita aperta ad ogni risultato. E NON SI AGGIUNGA ALTRO.
 
 
#5 Saverio F Iacobellis 2013-01-05 01:52
TREMONTI PREMIER: LA PROFEZIA CONTINUA. Mentre la Meloni (FDI) si avvicina a Giannino. E Storace punta su "Fidel". Ma il tutto avviene nel monoblocco di centrodestra: polifonico, ma il coro, "a sorpresa", resterà uno solo. Il resto è Monti, Sinistra Grillo, Sinistra Bersani, Sinistra Ingroia. Profezia numero 2.
www.bergamonews.it/politica/berlusconi-maroni-lintesa-vede-tremonti-candidato-rpemier-169183
 
 
#4 Saverio F Iacobellis 2012-12-27 19:25
ULTIME NOVITA': AcquavivaNet aveva visto giusto. CALDEROLI (LEGA NORD): Nel 2013, Berlusconi leader della coalizione, ma Tremonti premier. Cresce il coro polifonico delle costole della PDL: oltre il MIR, montiani azzurri e Fratelli d'Italia (ex-AN).
www.iltempo.it/2012/12/27/1382856-calderoli_rilancia_leader_tremonti_premier.shtml
 
 
#3 Saverio F Iacobellis 2012-12-19 00:12
CONCLUSIONI. Ultima cosa, non meno importante: ma in tempo di "Crisi", sarebbe più opportuno, in Italia, adottare uno "Stato minimo" o un'"Economia mista"?...
Ebbene: in ogni caso, non ci si dimentichi della "cura" delle politiche locali... Infine, ecco l'ultimo azzardo: fare dell'economia locale un laboratorio di analisi e di "incontro". Del laboratorio, poi un'impresa. (Non in tempi celeri) Ma, dell'impresa, delle (vere) politiche "industriali".. . Ovvero: un azzardo. "Buffo". Banale. O, forse, una via da non sottovalutare. (Meglio di nulla) E ai posteri, la giusta sentenza.
 
 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-12-18 13:04
Mi permetto la seguente osservazione: che resta analitica. Penso che il centrodestra italiano debba ripartire dalla base. Cioè: da una base civica (da una corrente localista) e per ogni Comune. Questa base civica deve unire, senza inutili polemiche, tutte le espressioni che vanno dal cattolicesimo liberale alle destre; passando pure per il socialismo liberale. Unire tutto nel "pappone" e difendere le singole economie locali, la tradizione, e i meccanismi per una corretta e democratica integrazione sociale. E di solidarietà sociale. Compresa la difesa dei piccoli imprenditori... Ogni civica si assuma la sua responsabilità politica: o di correre da sola, oppure di appoggiare Berlusconi, o Giannino, o Tremonti... Avrei voluto menzionare anche Storace, ma penso che correrà con Berlusconi. (Salvo novità) La destra italiana ha bisogno di emanciparsi dai soliti schemi, divenendo sempre più civica, sempre più "local". "Studiando" l'andamento del mercato locale. E partendo da quello del lavoro. Interessante sarebbe "federare" i vari localismi e "sondare" realmente le singole esigenze locali per opportune politiche.
 
 
#1 tonino Santamaria 2012-12-07 17:14
....comincia già a girarmi la testa.......
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI