Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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"Una lettera ai consiglieri": il perché di Nicola Lenoci

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AcquavivaNet intervista Nicola Lenoci, cittadino acquavivese di classe 1940 ed ivi residente nella città di Acquaviva: autore di una recente lettera, non anonima, ma molto particolare, e inviata alla cortese attenzione di tutti i Consiglieri comunali e non solo. Ma perché scriverla? E cosa la legherebbe alle vicende dell’ex-Zona 167? …E cosa è realmente successo durante l’ultimo Consiglio Comunale del 30 ottobre? Dopo il dietro-front sulla presentazione di una Proposta di Deliberazione, avente oggetto: Comune contro germani Pietroforte, sentenza Corte di Appello di Bari n.14/2011 – Riconoscimento del debito fuori bilancio art. 194 comma 1 lettera “a”?



Lei è un comune cittadino, ma, a suo dire, cos'é un debito fuori bilancio? E perché influenzerebbe il futuro della città di Acquaviva?



“Un debito fuori bilancio altro non è che un debito di cui non si era prevista la sussistenza: appunto, fuori della previsione di bilancio. Un debito che è nato, quindi, da un fatto imprevisto ed imprevedibile - ad esempio: un fulmine colpisce un edificio comunale e lo danneggia, il fatto era imprevedibile e i soldi spesi per le riparazioni costituiscono appunto un debito fuori bilancio; una controversia giudiziaria vede il Comune soccombente e quindi la somma dovuta alla controparte vincitrice, in giudizio, costituisce un debito fuori bilancio. È evidente che se i debiti fuori bilancio diventano numerosi e consistenti, il peso finanziario di tali maggiori oneri può incidere sul Bilancio dell’Ente in maniera significativa fino al punto di determinarne lo “squilibrio strutturale”: che costituisce l’anticamera del Dissesto Finanziario, con tutte le gravi conseguenze per la collettività. Vedi, ad esempio, quello che si è verificato qualche anno fa con il dissesto finanziario nella città di Taranto.”



Perché ha scritto una lettera il 29 ottobre a tutti i Consiglieri comunali? E a chi altri ha scritto e perché?



“In sintesi, con la lettera si denuncia l’illegittimità di un debito fuori bilancio che non rispetta i canoni della legge: per riassumerli in maniera comprensibile a tutti, direi che un debito fuori bilancio è legittimo se quella spesa imprevista determina comunque un vantaggio e, o, un beneficio per l’Ente. Facciamo un’esempio: se per fare una strada pubblica il Comune espropria un pezzo di terra pagando 100 lire, ma poi una sentenza del giudice stabilisce che il prezzo da pagare non è 100 lire ma invece è 1000 lire, ne deriva che la maggior spesa di 900 lire (1000-100) costituisce appunto il debito fuori bilancio che, in questo caso, è legittimo in quanto ha, come contropartita, il vantaggio per il Comune di aver comunque, nonostante il maggior costo, acquisito un bene: ossia la strada pubblica. Se, invece, il maggior onere non apporta alcun beneficio sia in termini patrimoniali, sia in termini di servizi, all’Ente, allora, in quel caso, il debito fuori bilancio non è legittimo e, pertanto, non lo deve sopportare la collettività, bensì i singoli soggetti che lo hanno determinato. Ciò è avvenuto nel caso di specie, infatti i circa 50.000 euro costituenti il debito fuori bilancio dovuto all'Avvocato Ursini costituiscono il compenso per spese legali, interessi, rivalutazioni, registrazioni e quant'altro. È del tutto evidente, perciò, che questa spesa non apporta alcun beneficio e, o, arricchimento per l'Ente: e dunque il debito fuori bilancio de quo non può essere riconosciuto legittimo e pertanto non può essere posto a carico del Comune (cioè: della collettività); ma deve essere posto a carico di chi, con il suo comportamento temerario, ne ha provocato l'insorgenza. Oltre che ai consiglieri, ho scritto a tutti gli organi comunali coinvolti nel provvedimento relativo al debito fuori bilancio. E, per conoscenza, anche alla Corte dei Conti e al Prefetto: che, con la normativa entrata da poco in vigore, sono gli organi preposti al controllo degli atti degli enti locali soprattutto in materia di Bilancio: anche al fine di evitare lo squilibrio finanziario strutturale, prima citato, che porta “dritto dritto” al Dissesto Finanziario.”



A suo parere, cosa è realmente successo durante il Consiglio comunale del 30 ottobre? Ha ancora fiducia nell'operato di questa maggioranza al governo cittadino?


“Ciò che è accaduto “dietro le quinte” del Consiglio Comunale non lo so con esattezza, ma lo si può immaginare… Forse, qualche consigliere più assennato ha fatto notare che quel debito fuori bilancio non aveva le caratteristiche proprie di un debito fuori bilancio legittimo e pertanto ha voluto vederci chiaro prima di alzare la mano. E ha chiesto che venisse ritirato per una più approfondita disamina dello stesso… Questa è una maggioranza che, come suol dirsi, naviga a vista. Anzi, nemmeno: perché, negli ultimi tempi, sembra aver impattato in una secca e non riesce a venirne fuori. Il suo immobilismo è sotto gli occhi di tutti.”



Mettiamo si risolva in toto, ad esempio, il capitolo dell'area ex-Zona 167: quali saranno le conseguenze per la città di Acquaviva?



“Se la controversia della zona ex-167 si risolvesse “in toto”, quello sarebbe un gran giorno per Acquaviva. La città ricomincerebbe a respirare… a vivere. L’economia è ferma da tanti anni e il paese che una volta era fra i più fiorenti della provincia, adesso è miseramente disceso agli ultimi posti. Un tale evento positivo sarebbe oltremodo auspicabile specialmente in questo frangente che ha visto l’annullamento del PRG. La soluzione della 167 comporterebbe l’immediata ripresa delle attività edilizie in tutte quelle aree della 167 dove è possibile il rilascio diretto dei permessi di costruire; indipendentemente dalle sorti del PRG. E’ evidente la ricaduta benefica sul comparto edile, il suo indotto, e l’intera collettività acquavivese.”



Domanda di fantapolitica: da qui ai prossimi due anni, si potrebbe ipotizzare un fattibile rischio insolvenza per il Comune di Acquaviva delle Fonti?



“Non è tanto fantapolitica, se si tiene conto che pochi anni fa, con il sindaco D’Ambrosio, il Comune con delibera di Consiglio Comunale, n.123 del 23 novembre 1998, dichiarò lo stato di Dissesto Finanziario… Che fu superato, dopo qualche tempo, con una delibera di auto-annullamento della precedente: ma senza la dimostrazione tecnica che lo stato di dissesto fosse stato realmente superato. Dunque, il pericolo incombe seriamente.”

 

Ha mai pensato di fare politica e scendere in campo?

 

“Questa è la domanda più facile a cui rispondere: assolutamente no, c’è un’età per ogni cosa e la mia non è quella giusta per scendere nell’agone politico. La famiglia e la salute sono problemi che mi impegnano in maniera quasi esclusiva.”

 

 

 Lettera

LA LETTERA: 

 

 

Commenti  

 
#2 Lenoci Nicola 2012-11-05 23:51
Speriamo che le lezioni che fanno a me, servano anche a ciccio!!!
 
 
#1 ciccio 2012-11-05 17:14
Lenoci Nicola .... ovvero Ottavio Milano!! Bellissimo quando scrive verso la fine..."...ai meno esperti, come il sottoscritto,.. ." dopo aver fatto una lezione di ragioneria pubblica!!!
 

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