Martedì 20 Novembre 2018
   
Text Size

Politica: “Acquaviva come la Sicilia?”

fare luce

  

Una nuova notte di Halloween sta per attraversare il mondo della politica italiana: sarà la novità siciliana. Novità che determinerà presto nuovi assetti: il futuro della PDL (senza B.), del vero ruolo di Storace (anti-montiano o filo…), nonché quello di FLI, UDC, PD, SEL e IDV…

Basteranno poi, ancora una volta, al Grillo parlante nazionale le semplici piazze? Gli show a viso aperto? Le battute a gò-gò? O si guarderà a urne più vuote, quelle figlie di un discutibile astensionismo giovanile? E quanto il “suo” nuovo potrà competere con il vecchio “alla sicula”: che rappresenta da anni il “sistema”, seppur a rischio “fallimento”?…

Acquaviva, con le sue attuali fazioni frammentate, non è poi così diversa dalla Sicilia: non è diversa nel commentare dei singoli, nel pettegolare in rete, nel giudicare il guelfo o il ghibellino della fazione opposta: forse ancora incurante, come comunità, di una vera ricerca di cambiamento.

Mentre le più autentiche forze partitiche rischiano di somigliarsi.

O forse la società, italiana ed acquavivese, crede che cambiare sia solo un’utopia: perché, come è giusto, “chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che perde, e non sa quel che trova”… Oggi bisogna chiedersi quale democrazia è quella ancora dei cittadini: è quella forse che deve imparare a controllare, pur nei limiti stabiliti dalla legge, l’insieme delle attività già svolte dalle Pubbliche Istituzioni? O sarà, dunque, come la democrazia elettronica dell’Islanda post-fallimentare? O sarà la democrazia di Platone della nuova destra ellenica? O ancora la democrazia così come l’abbiamo sempre conosciuta?

Fermo restando il dubbio, sacrosanto, se la democrazia di Platone, o di Marx, sia una vera democrazia, cosa resta, oggi, di quel moderatismo critico italiano? Quello che era, per definizione, il pensiero “liberal-sociale di base”, la fiducia del popolo, l’economia mista.

Negli anni novanta aveva poi in dote una distinzione intellettuale, legittima, non-violenta, fra destra e sinistra. Fazioni sempre più liberal. Sempre più global, meno local. Sempre più Europa.

Quel “local” che forse manca, che potrebbe essere inteso come etica della stessa politica della “crisi”, come garanzia di almeno tre temi dal basso: pane, lavoro, e coesione sociale fra istituzioni e paese reale. Dialogo fra le diversità: quelle “generazionali”.

Ma crediamo sempre meno ai partiti. E sempre meno negli italiani.

Crediamo meno alle favole, ma forse ancora al voto di scambio. Alla promessa di qualcosa. Perché viviamo tempi difficili: coi giovani che lamentano della politica, ma non la cambiano. Dove scendono in piazza, senza attendere il concreto nel mattino seguente.

Forse ha ragione Renzi, Primo Cittadino di Firenze: “il vero problema degli italiani – e degli acquavivesi, di conseguenza - è credere nella politica di Mary Poppins”… Il quale “basta lo schioccare delle dita e si cambiarebbe tutto”.

Fermo restando che il sindaco di Firenze sembrerebbe guardare al “nuovo” attraverso l’agenda Monti, “rammentiamolo, o giovani acquavivesi”: vogliamo simulare di fare la rivoluzione scendendo in piazza a Bari. A Roma.

Ma quali prospettive presenta il mondo del presente ad Acquaviva? Si potrà mai fare un’analisi sull’andamento del mercato locale del lavoro? Si potrà mai creare nuovo lavoro o nuova piccola impresa ad Acquaviva? Si potranno mai difendere gli interessi dei giovani commercianti acquavivesi?

Questo "sondare", ribadiamolo, spetterebbe ai soli giovani. E i "giovani" dovranno organizzarsi...

Ognuno, alla fine, può pensarla come vuole… E magari "Pro-Local". Ovvero: "dato un territorio e una comunità, si dispone una generazione su un piano orizzontale, prescindendo da tradizionali logiche destra-sinistra"... Favorendo i temi più concreti, quali: "questioni sociali locali", "istanze serie, composte e moderate nel loro comunicare" e "difesa delle esigenze locali"; a partire da quelle economiche, evitando la politica dei futuri sperperi. Ivi inclusa la "trasparenza" internettiana politico-amministrativa... La verità sui futuri debiti fuori bilancio, le telecamere fisse durante i lavori consiliari, e i CD o DVD riproducenti le registrazioni dei singoli consigli e alla portata di qualsiasi cittadino per un costo molto basso…

Come abbiamo già detto, in questa testata, in altra occasione: “Il tutto, organizzandosi, ipoteticamente, con un network di associazioni e movimenti. Se non sarà possibile creare un solo monolite culturale, azzardiamo la creazione di almeno due realtà: l’una a destra e l’altra a sinistra. E l’ideale resterebbe una leale competizione fra gruppi che pensano e progettano per la collettività.”

L’azzardo, però, dovrà “pur sempre fare i conti” con la realtà: ovvero, coi giovani di Acquaviva. Che sono già un po’ l’uno contro l’altro, oggi come oggi. E temono per il loro domani. E non solo per quello politico... Se questi poi si riveleranno peggiori dei vecchi, non importa: vorrà dire che falliremo prima della Sicilia. (Confidando che non accada né l’una o l’altra cosa…)

A tratti, siamo già somiglianti ad un’altra regione del sud.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI