Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Romani: "No al petrolio, si alle energie pulite"

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Monopoli, la città delle “cento contrade”. La città dalle mura bianche. La città ‘d’amare’. Meta di turismo di eccellenza delle terre di Bari. Crocevia per l’Oriente. Magiche le sue insenature balneari e le sue calette. La Santa Monica della Puglia. Monopoli non è solo turismo ma è anche industria. Come la Mer Mec leader mondiale nella costruzione dei treni hi tech, la quale ha appena vinto un appalto milionario per la gestione della “Tube” londinese (la metropolitana). Monopoli è pioniere anche nella nuova frontiera dell’energia pulita. Dal 2007 a Cala Corvino (dove negli anni 80 la comicità travolgente di Jerry Calà sbarcava sulla rete Italia 1 con la miniserie tv Professione Vacanze) è partito un progetto pilota finanziato per 5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, per la costruzione di cinque distributori di idrometano. Economia dell’Idrogeno, la chiamano. Jeremy Rifkin economista americano di fama mondiale ha fondato l’Università dell’Idrogeno, un polo mondiale di eccellenza per la ricerca e la sperimentazione di auto ad idrogeno. La Voce del Paese di Acquaviva delle Fonti in esclusiva ha intervistato il Primo Cittadino di Monopoli, Emilio Romani, nel corso del Convegno organizzato dalla Giovane Italia acquavivese, dal titolo Perche la Puglia non è la California.

 

Sindaco, cosa manca a Monopoli, meta turistica di eccellenza delle nostre terre, per essere considerata la Santa Monica della Puglia?

 

Per chi crede che crescere e andare avanti sia una cosa illimitata mancano ancora tante cose. Manca uno scatto di cambiamento della mentalità per diventare terra accogliente e ospitale fino in fondo. Manca una capacità di ampliare il livello di comunicazione linguistico per interfacciarsi con un largo turismo di tipo internazionale. Occorre intraprendere una strada di sviluppo infrastrutturale che si coniughi con la sentita esigenza di uno sviluppo ambientale sostenibile, in grado di privilegiare la mobilità lenta piuttosto che quella costituita da traffico gommato. Noi in questo anni abbiamo intrapreso questo percorso. I numeri del nostro turismo ci danno ragione e ci dicono che stiamo facendo bene, dunque non è solo merito di madre natura ma di una attenta programmazione attenta soprattutto a preservare il nostro ambiente.

 

 

Appunto in tema ambientale, sempre con più insistenza diverse compagnie petrolifere internazionali stanno cercando di aggredire le nostre coste. Tra la necessità di una maggiore efficienza energetica e la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale, in un momento di crisi come quello in cui oggi viviamo cosa bisogna sacrificare? Energia o ambiente? Oppure vi è una terza via?

 

Sulle estrazioni petrolifere francamente credo che tutto si possa ricavare tranne che l’energia per soddisfare il nostro fabbisogno energetico. I giacimenti di petrolio che abbiamo in Puglia molto probabilmente non basterebbero nemmeno a darci sette o otto mesi di autonomia energetica. Non credo assolutamente che tutto ciò possa essere la risposta ai nostri problemi. Credo che tra il rischio di strutturare il sottosuolo dimenticando che il vero oro è quello azzurro del mare e delle bellezze naturali che abbiamo rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo a fronte di nulla.

 

Appunto la Terza via potrebbe essere rappresentata dalla cosiddetta Economia dell’Idrogeno? Fino ad ora quali risultati ha raggiunto l’Università dell’Idrogeno di Monopoli nell’utopica frontiera della idrogeno come nuovo carburante del futuro?

 

Certo, certo, quella si che potrebbe essere una strada attraverso la quale sviluppare una nuova tecnologia compatibile con l’ambiente. Siamo molto contenti e soddisfatti che nel nostro territorio si sia sviluppato un polo di eccellenza come l’Università dell’Idrogeno. Purtroppo per il momento sono pochi i risultati tangibili ma noi siamo fiduciosi e faremo di tutto per incentivare la ricerca, lo studio e l’applicazione a modelli concreti.


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