Sabato 17 Novembre 2018
   
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Ma che fine ha fatto, oggi, la Questione Antenna?

antenna


Di recente, si è parlato di gestione rifiuti, e di relativo futuribile bando: argomento non più passato di moda dallo scorso Consiglio del 7 novembre (2011); lo stesso che menzionò la promessa di un nuovo servizio di video-sorveglianza per il Centro sportivo polivalente di Scappagrano. Bisogna ricordare che non c’erano telecamere, a Palazzo De Mari: le telecamere di un’emittente televisiva acquavivese.

Occasione mancata. Una cosa che ci spingerebbe a pensare, in futuro, all’utilità diretta di un archivio DVD per ogni seduta in Consiglio: proposta che da subito (ma senza impegno) gratuitamente si vorrebbe far girare alla cortese attenzione di chi amministra.

AcquavivaNet ha finora intervistato i protagonisti della politica acquavivese. Si è concessa anche dei voli pindarici nella cosidetta “fantapolitica”. Ha sondato l’opinione dei suoi lettori.

http://www.acquavivanet.it/politica/3476-politica-e-giovani-qun-manifesto-per-la-nave-scuolaq.html

Ha fermato qualche consigliere per strada. Ha domandato. Ha sapientemente provocato. Ha fotografato Piazza Zirioni.

Oggi è consapevole. È consapevole che sono passati mesi da una giornata in particolare: quella dell’8 marzo, la data di inizio dei lavori dell’installazione della stazione radio; sul lastrico solare dell’abitazione in Piazza Felice Della Torre, al civico 12. Ancora oggi, a Palazzo De Mari, non si sollevano novità.

“Apprendiamo e constatiamo, saremo fortemente contrastanti”, disse una parte della politica locale. E l’altra: “Contrasteremmo con ogni mezzo. La gestione dell’affare è stata pessima. La nostra posizione, nonostante non vi siano oggi nostri comunicati stampa, era già molto chiara diverso tempo fa”… Le parole della politica si sono già espresse.

Ma adesso serviranno i fatti.

Cerchiamo di capire dove eravamo rimasti: il Consiglio Comunale del 30 marzo.

http://www.acquavivanet.it/politica/2974-consiglio-comunale-antenna-wind-problemi-seri-non-ancora-affrontati.html

Il Presidente del Consiglio, l’avv. Maurizio, aveva proposto una sospensione di dieci minuti per un momento di confronto coi cittadini. Era presente anche l’ing. Didonna: aveva risposto da tecnico a tutte le domande dei consiglieri. Interessante è stato l’aspetto giuridico dei suoi discorsi.

La questione antenna la si può collocare ai tempi fra il 2004 e il 2005: quando la giunta Pistilli pose un regolamento completo e in linea alla legge regionale n.5 del 2002. Legge che, secondo l’ing. Didonna, la Corte Costituzionale aveva poi dichiarato come incostituzionale. E nel 2006, sempre secondo Didonna, la Regione Puglia non aveva più introdotto alcuna una norma di peso legislativo al pari di quella ormai considerata bocciata.

Dal discorso del tecnico emergerà, “comunque”, il caso dell’assenza di un provvedimento locale: “Se questa amministrazione comunale non adotta una programmazione, non adotta uno strumento normativo, l’ufficio deve fare esclusivamente riferimento alle norme regionali. E queste non prevedono un divieto nelle zone A (come il Centro Storico).”

Anche se lo stesso tecnico aggiunge, e ammette, l’assenza di una mappa di copertura Wind.

La proposta di sospensione dei lavori agevolerà gli interventi dal pubblico: un pubblico che non mostrerà alcun entusiasmo per l’antenna della discordia.

L’Assessore all’Urbanistica (oggi non riconfermato) interverrà sostenendo che la presenza dell’antenna, in pieno centro storico, forse “non dovrebbe essere oggetto di tante fobie”: ma sta di fatto che la questione antenna “meriterebbe l’intervento di un perito o di un soggetto autorevole”. E tale perito e soggetto terzo autorevole restava un perito o soggetto terzo autorevole dell’Università di Bari, o del Politecnico di Bari…

Tra gli interventi del pubblico spiccherà quello di Lino Romanelli, ex-consigliere Rifondazione oggi quota SEL: affermerà che il primo comma dell’articolo 10 della legge regionale n.5 del 2002 non ha mai invalidato il regolamento comunale del 2005.

Apriti cielo. Ne profitterà nel cercare singolar tenzone con Didonna: “Senza mappa di copertura, la Wind non va da nessuna parte.”

“Non era vero che nessuno aveva partecipato alla Conferenza dei Servizi”. (Lui era presente.)

Romanelli reciterà così il primo comma dell’articolo 10: “E' vietata l'installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di emittenza radio televisiva e di stazioni radio base per telefonia mobile sulle aree, sulle strutture e sugli edifici destinati all'infanzia e a utenti in età pediatrica e sulle attrezzature sanitarie e assistenziali come ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, istituti per l'infanzia e parrocchie.”

Didonna non ne resterà convinto: in quanto le risposte meriterebbero di partire dalle iniziative del governo cittadino. Non lo sarà appieno nemmeno il Consigliere PDL F. Montenegro: “perché quella di Acquaviva resta una situazione giuridica ancora tutta da chiarire”.

Concesso lo spazio ai cittadini e consumato il break al veleno dello scetticismo, riprendono i lavori. E Squicciarini aprirà e affermerà: “davanti al vuoto, l’amministrazione doveva uscire con una proposta per bloccare i lavori dell’antenna.”

(Cioè: ha ragione Didonna.)

E il Primo cittadino cercherà subito di ricorrere ai ripari: approverà, nella sola dialettica, la soluzione dell’Assessore (oggi ex) Vendola. E concorderà una formula di atto di indirizzo basato su tre punti: il primo, la formulazione di un O.d.G. dove si invita l’Ufficio Tecnico ad adottare l’istituto dell’autotutela; il secondo, il progetto di deliberato atto a porre in essere il divieto di installare antenne di telefonia nel centro abitato; il terzo, in linea con la proposta dell’Assessore Vendola: l’Ente Comune dovrà avvalersi dell’operato peritale di un soggetto terzo autorevole, quale proveniente dall’Università di Bari o dal Politecnico.

Partita che sembrerebbe chiusa. Risultato da archiviare. Invece no. E iniziano poi i tempi supplementari.

Si sospenderà poi il Consiglio per altri dieci minuti. Ripresi i lavori, altri sviluppi: il Primo cittadino sarà motivato a portare avanti il discorso dell’atto di indirizzo, “ma” riscontrando necessità di nuove comprensioni di applicabilità del medesimo. Il problema è l’istituto dell’autotutela, il quale richiederebbe un serio approfondimento giuridico. “E si rimanderà ogni approfondimento per il prossimo 12 aprile, mentre l’ordine del giorno sarà così ritirato all’unanimità”: ad oggi, le cose sono ancora tutte da definire.

E come si comporterebbe, oggi, l’Ufficio Tecnico in presenza di altre nuove, future, antenne?

 

Centro storico e dintorni:

La Questione Antenna – I° parte

http://www.acquavivanet.it/attualita/3259-la-questione-antenna.html

La Questione Antenna – II° parte

http://www.acquavivanet.it/attualita/3262-la-questione-antenna-seconda-parte.html

La Questione Antenna – III° parte

http://www.acquavivanet.it/attualita/3263-la-questione-antenna-terza-parte.html

Piazza Zirioni

http://www.acquavivanet.it/attualita/3421-intervallo-qpiazza-zirioni-acquaviva-delle-fontiq.html

 


Commenti  

 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-09-14 10:58
@zio rocco: prima di chiedere ad altri, lei cosa saprebbe dirmi in merito la Questione Antenna? La ringrazio. Mi Scusi.
 
 
#1 zio rocco 2012-09-12 10:21
chiedete a maiulli! è lui il paladino della salute degli acquavivesi! l antenna in questione ha fatto la stessa fine del ripetitore telemajg,,,,
 

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