Martedì 20 Novembre 2018
   
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Politica e giovani: "Un manifesto per la nave-scuola"

fare luce

Dopo l’appello lanciato dall’Assessore Gianni Milella, e da questa testata nuovamente sottolineato di recente, non resta che aspettare i giovani della politica acquavivese: non solo in merito alle “navi-scuola”, ma anche per altre tematiche. Come: Piazza Zirioni, l’entrata in funzione dell’Informagiovani – prevista per settembre, il futuro del PRG e la nobile battaglia politica per la Trasparenza internettiana politico-amministrativa.

Ma per pensare a tali cose, serviranno i giusti organismi intermedi: come i partiti, o i movimenti, di buona volontà, e che tali strutture abbiano la buona abitudine di coinvolgere in maniera prolocalista le persone e farle protagoniste dirette dei progetti; oltre che dei programmi.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3453-aspettando-le-navi-scuola-della-gioventu-politica-acquavivese.html

Forse dovremmo ribadire noi cos’è una nave-scuola: giusto per dare il buon esempio. Anche se è apprezzabile l’intervento diretto dei nostri lettori. Di recente, proprio un lettore ha “pensato”. Ha pensato a un sistema elettorale rivoluzionario: basato, specialmente per piccoli centri come il nostro, sul principio "Tutti elettori, tutti eleggibili"…

Ciascuno di noi potrebbe votare il nome che riterrà più opportuno, anche se questi non abbia mai mostrato la volontà di candidarsi. E al dire del nostro lettore: “Vedremmo così la capacità di scelta dei cittadini: cioè su quali nomi, su quali personalità, faranno convergere i loro voti. Automaticamente, le personalità prescelte, che sicuramente saranno state gratificate dalla città nella loro sfera privata, avrebbero l'onore e l'onere, che non potrebbero rifiutare, di rendere un servizio alla collettività”…

http://www.acquavivanet.it/politica/3440-intervista-a-franco-pistilli-atto-secondo.html#comment-3582

Ci complimentiamo direttamente con il nostro lettore per il suo intervento: l'idea non sarebbe malvagia, ma di certo non si potrà forzare la volontà delle persone singole a scendere in politica.

Ma chi però si assumerà tali responsabilità, meriterebbe di essere controllato da noi cittadini: sognando un futuro di trasparenza, senza ribaltoni che tradiscono il voto e senza gruppi misti che possano compromettere la salute di una legislatura. Come sarebbe poco utopico poter dire: “se non ti sta bene, lascia il posto al primo dei non-eletti.” Perché l’ideale sarebbe cambiare la politica acquavivese e italiana. Perché l’ideale sarebbero due liste civiche di democrazia diretta: una a destra e l'altra a sinistra. Nessuna coalizione e via tutti i partiti. O basterebbero due partiti e nessuna civica, purché siano due cartelli elettorali che a livello nazionale non difendano i politici mafiosi e corrotti...

Una volta fatta piazza pulita dei vecchi schemi, mettere a centro solo l'interesse prolocale per lo sviluppo socio-economico della città.

Sogni. (E nemmeno disonesti.)

Noi ringraziamo pubblicamente questo lettore... Ma per quanti discorsi possiamo fare, questa città difficilmente cambierà. O bisognerà essere molto agiati per influenzare molte coscienze. Perché Acquaviva è come l’Italia e l'Italia è come Acquaviva. Detto ciò, non è colpa dei politici: forse è colpa dei cittadini comuni. Forse è colpa dei giovani. Colpa delle ideologie. “Che assieme lamentano, ma non controllano. Che polifonicamente parlano, ma non scendono in campo”... (In maniera intelligente.)

“In una società dove qualcuno si lamenta del marcio e favorisce il sottobosco del clientelismo (qualcuno)”… “In una società dove non facilmente si pone al centro il problema del mercato del lavoro o la rivalutazione delle risorse del proprio territorio”...

Considerando la realtà del presente, non possiamo fare altro che lanciare in mare un messaggio nella bottiglia. Un manifesto. Un’Arcadia possibile. E dopo ciò, fare dignitosamente voto di silenzio. Amenoché non si scelga di abbandonare l’informazione per salire direttamente sulla Cassarmonica.

Servirà localismo.

“Localismo, diversità di pensiero e competizione di tali diversità volta alla ricerca del miglior risultato.”

Perché i giovani devono interessarsi alla politica locale e sedersi a tavolino per discutere di questioni sociali, e non più di mode o di ideologie pre-confezionate: tramite una nuova costruttiva competizione fra i movimenti giovanili.

“E ciascun movimento giovanile possa avvalersi di una consulta interna per analizzare e rivalorizzare le risorse del territorio.”

In tale visione prima accennata, ciascun movimento giovanile vanti, al suo interno, di una speciale consulta atta al fine di rivalorizzare le risorse del territorio: capace di instaurare un dialogo fra le associazioni locali, le scuole locali, le imprese locali, e gli esercizi locali. Una consulta interna che si occupi (nel suo piccolo) di temi locali di ricerca e sviluppo e di nuovi percorsi di produttività a chilometro zero. Di iniziative a chilometro zero.

“Il concetto di Bene Comune può essere interpretato dai partiti come dalle liste civiche.”
Ma per pensare a tali cose serviranno i giusti organismi intermedi: come i partiti o le liste civiche. E che tali strutture abbiano la buona abitudine di coinvolgere in maniera prolocalista la gente comune e farla protagonista diretta di progetti, oltre ai programmi.

“I cittadini devono controllare i loro politici.”

Trasparenza internettiana politico-amministrativa. Imporre il “mandato imperativo dei militanti di partito”, o di “movimento”, sulle singole attività dei consiglieri e “vietare” ogni forma di futuro ribaltone. Ipoteticamente: bisognerebbe far correre da sola una “nuova politica di democrazia diretta” senza che questa possa subire le classiche furbate di volpi mannare di coalizione.

Infine… “Una provocazione visionaria.”

Cambiare la politica partendo dal basso, unendo localmente alcune associazioni in un networking, facendo partecipare alla discussione anche gli imprenditori, i commercianti, e i rappresentanti delle realtà locali dell'istruzione... E dalla discussione, si unisca poi il tutto in un Comitato per il Bene Comune. E dal Comitato, alla formazione di una lista pro-local. Magari civica. Che corra da sola. O magari due (e solo “due”): una a destra e l’altra a sinistra, correndo sole. (E quanto, “forse”, sarebbe oggi opportuno ripensare a tutta la politica italiana attraverso intere federazioni di liste pro-local e per la democrazia diretta… “Forse”.)

O basterebbero due partiti tradizionali e nessuna civica, purché siano due cartelli elettorali che a livello nazionale non difendano i politici mafiosi e corrotti...

Detto questo, la speranza è che giunga in futuro l’alba di più persone che possano criticare analiticamente questo messaggio. Seppur onirico. E che più persone, prescindendo siano di destra o di sinistra, possano rivelarsi portatrici sane di almeno alcuni dei valori presenti. O magari piratarli e farne il timone del domani.

I temi di questa calda estate politica acquavivese 2012.

Giovani, Informagiovani e la condizione sociale giovanile acquavivese

http://www.acquavivanet.it/politica/3385-il-punto-sulla-condizione-sociale-dei-giovani-acquavivesi.html  (29 luglio)

http://www.acquavivanet.it/politica/3406-fare-il-punto-della-situazione-con-lass-francesca-pietroforte.html

http://www.acquavivanet.it/politica/3432-ai-giovani-una-piccola-provocazione-e-linvito-a-riflettere.html  (16 agosto)

Trasparenza politico-amministrativa

http://www.acquavivanet.it/politica/3416-la-trasparenza-in-attesa-di-risposte.html

Piazza Zirioni

http://www.acquavivanet.it/attualita/3421-intervallo-qpiazza-zirioni-acquaviva-delle-fontiq.html

Le ultime sul PRG (Consiglio Comunale del 1° agosto)

http://www.acquavivanet.it/politica/3403-perche-e-passata-la-quinta-mozione.html

Le ultime sulla gestione rifiuti

http://www.acquavivanet.it/attualita/3455-quale-futuro-per-il-bando-di-gara-dei-rifiuti.html

Commenti  

 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-09-06 09:40
Vorrei concedermi dei lunghi ragionamenti, ma non trovo più il tempo. ANZI: NON SERVONO A NIENTE. Ma ricapitoliamo, caro buon Santino: in merito alla formula "Tutti elettori, tutti eleggibili", chi non vuole mettersi in gioco faccia magari "obiezione di coscienza". Chi si assume delle "responsabilità ", sia poi controllato dai cittadini: attraverso Trasparenza di comunicazione su tutti gli atti politico-ammini strativi; attraverso la formula del politico di leva... Quanto al resto, serviranno "comunque" due cartelli elettorali: l'uno progressista e l'altro conservatore. Siano entrambi in civica competizione per "sfornare" il prodotto programmatico migliore. E il prodotto migliore sia cercare di massimizzare il benessere collettivo locale: cioè, il pro-local come etica di base. E non come giochino pseudo-celtico. Caro buon Santino, io ammiro fraternamente chi qui "commenta" e "pensa": e mi congratulo con lei. Seriamente. Ma questa città non cambierà così facilmente: "qui siamo abituati a criticare il prossimo, ma non vogliamo il meglio per tutti". Ecco perché vorrei che i cittadini comuni scendessero in campo: in maniera organizzata (moderata e liberalsociale) e attraverso il supporto di reti dell'associazio nismo locale.
 
 
#1 Santino Fraccascia 2012-09-01 09:54
Si dice sempre partiamo dalla base... partiamo dalla base e poi si hanno remore verso la formula "TUTTI ELETTORI TUTTI ELEGGIBILI". Proviamola, non sarà peggiore delle altre, quanto meno toglieremo alla gente l'alibi di dire: "fanno tutto in alto... noi non siamo coinvolti .... le decisioni e le scelte ci vengono imposte dall'alto". Almeno proviamo a farlo questo piccolo passo .. o vi pare troppo destabilizzante ?
 

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