Martedì 20 Novembre 2018
   
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Incidenti in Puglia: ecco le strade pericolose

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Minervini: "Obiettivo europeo più vicino”


“Luglio e agosto sono mesi a rischio dal punto di vista della sicurezza stradale, i due mesi più delicati in cui occorre evitare quel tributo di vite umane francamente insopportabile, per questo lanciamo un richiamo alla massima attenzione e prudenza”. Queste sono state le parole dell’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini in occasione della conferenza stampa di presentazione del ‘V rapporto sulla sicurezza stradale in Puglia’ realizzato dall’Agenzia Regionale per la mobilità, che effettua le rilevazioni per conto dell’Istat.

Da 265 a 239. Diminuisce il numero degli incidenti stradali in Puglia nel 2011.

A confermarlo è il quinto rapporto sulla sicurezza stradale realizzato dall’Agenzia Regionale per la Mobilità. La regione Puglia fa anche segnare una decisa riduzione dei casi di morte per incidente raggiungendo un -41% rispetto al 2010.

Ecco i numeri nel dettaglio per quest’anno: 12.053 incidenti, 272 morti e 20.289 feriti con un calo del 3,4% degli incidenti con lesioni a persone, del 3% di feriti e del 6,8% del numero dei morti rispetto al 2010.

Il rapporto, inoltre, analizza le strade più pericolose. Il 70% degli incidenti si è verificato nei centri abitati, il 28% fuori dal centro e l’1,1% in autostrada. L’indice di mortalità, secondo la localizzazione dell’incidente, risulta pari a 4.9 in autostrada (era 8,7 nel 2010), 0,9 per le strade cittadine (0,8 due anni fa) e 5,6 per le strade extracittadine (6,6 nel 2010).

Più della metà degli impatti si è verificato in prossimità degli incroci, circa il 37% è avvenuto in rettilineo. Le cause principali degli incidenti sono guida distratta ed eccesso di velocità.

“I numeri –ha detto Minervini– ci dicono che le tecnologie di dissuasione hanno funzionato sulle autostrade, ma il 70% degli incidenti avviene nei centri urbani. Per questo serve un rovesciamento del tema di programmazione degli interventi stradali, dovremmo concentrare la nostra attenzione sulle strade urbane, mettere in sicurezza incroci ad alto rischio nelle città. Non sempre la programmazione anche di importanti interventi ha incrociato i reali rischi sulle strade. Occorre sincronizzare questo elemento di conoscenza con la programmazione dei lavori di messa in sicurezza.

Per questo mettiamo a disposizione i dati per i Comuni e le Province ma anche per i singoli cittadini”.

Per meglio comprendere le dinamiche dell’incidentalità stradale, infatti, l’AREM ha realizzato la mappatura di tutti i sinistri mortali avvenuti nel 2011. Questo strumento di georeferenziazione sarà collegato all’archivio degli incidenti stradali dell’Arem è consultabile nella sezione SICUREZZA STRADALE del portale.

Tra le strade più pericolose si confermano la statale 16, la statale 89 nella provincia di Foggia, l’autostrada A14. Nella Bat sono ritenute pericolose la strada provinciale 130 e la 231. In provincia di Bari la stessa 231, la statale 96, la ss 172 e la ss 100. E per finire la ss7 in provincia di Taranto.

E per finire ecco i dati relativi ai decessi: il 12% erano pedoni, il 68% conducenti e il 20% passeggeri. Oltre il 40% dei conducenti aveva più di 44 anni, il 3% era minorenne, il 30% aveva meno di 30 anni e il 25% tra i 30 e i 44 anni.

Dunque i dati lasciano ben sperare ma occorre non abbassare la guardia. E l’invito è rivolto alle istituzioni.

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