Sabato 17 Novembre 2018
   
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Intervista a Franco Pistilli. Atto secondo.

franco pistilli

 

 

Riprendiamo l’intervista all’ex-Primo Cittadino acquavivese, il dott. Franco Pistilli.

http://www.acquavivanet.it/politica/3434-franco-pistilli-tra-pistilliani-ed-antipistilliani-cali-un-velo.html

 

Il dott. Franco Pistilli “riprende” un discorso lasciato in sospeso nella domanda precedente: “Purtroppo i partiti in Italia sono potere e non governo. Questa riduzione durerà fino a quando non si entrerà in una logica per la quale l'arte di governare proceda attraverso grandi disegni, prospettive di lungo respiro. E non aggiustamenti o misure da dibattito televisivo.

Se non cambiano le cose, si continuerà a dire “politica” ma si leggerà “potere”.

La politica e i partiti devono riformarsi, riacquistando la fiducia che hanno perso. Con nuove idee: riportando al centro dell'azione politica l'interesse generale e non quello particolare… In molti credono che dietro l'amministrazione della cosa pubblica ci sia una gestione occulta e parallela, creando nel Paese un senso di disgusto e rabbia.

La gente che non riesce ad arrivare a fine mese è stufa dei bla-bla-bla delle parole che sfociano in un nulla di fatto. C’é un altro fenomeno che va analizzato: i cittadini sono sempre pronti a parlar male della politica, salvo poi cogliere la prima occasione buona per entrare a far parte del magico mondo degli eletti.

Tutto questo si deduce dal fatto che in tutte le competizioni si registra un boom di candidati alla carica di Consigliere e di Sindaco. Questo comportamento è da considerare come risveglio autentico della coscienza civica dei cittadini, oppure come occasione per trovare un posto di potere?

Altro elemento significativo è quello della partecipazione di liste civiche o della società civile. Ciò porterebbe alla conclusione che i cittadini considerano i partiti inaffidabili e comunque superati: in questo caso, “si va all’arrembaggio di un posto pubblico, senza una formazione tecnica o professionale che è richiesta per affrontare i tanti problemi del territorio”. In tutto questo scenario sconfortante, soffia sempre più forte il vento dell'antipolitica.

Bisogna estirpare il marcio, ma senza demonizzare. Anche se molti politici rappresentano delle metastasi, il regno del male, il calcolo particolaristico e della corruzione. Guai a fare di tutta l'erba un fascio.” 

 

Pistilli, sulla credibilità dei partiti: “È vero che i partiti appaiono dei fantasmi voraci, in preda al “cupio dissolvi”: non avvertono nemmeno l'esigenza di salvare la faccia.

Il Leopardi, già nel 1824, aveva descritto il costume degli italiani raffigurando la debolezza dell'ethos pubblico. Gli ultimi scandali ne sono la prova, l'assenza del vincolo sociale, delle buone maniere, e del “poco o niuno amor nazionale che vive tra noi”: oggi il paese presenta istituzioni ed entità deboli, polverizzate in tante micro o macro corporazioni e lobby; ancorate al proprio microcosmo di riferimento. Un tessuto che si sfarina e in cui periodicamente riemerge il fiume carsico dell'antipolitica e del populismo.

Per questo le requisitorie di Grillo, dense di volgarità e banalizzazioni, alimentano il vento dell'antipolitica. Ma Grillo non si differenzia molto dagli altri: anche lui pensa ad un'Italia senza partiti, guidata da un predicatore che indica al popolo la strada da seguire. Quindi anche quello di Grillo è un partito personale, privato, senza gerarchie, senza apparati ed organi statutari. Non possiamo consegnare le chiavi del paese al demagogo di turno: bisogna lanciare un vero e proprio anatema contro personaggi inquieti ed inconcludenti. Dobbiamo anche smorzare la resa dei conti che cresce ogni giorno fra le forze politiche e alimenta il gelido vento della disaffezione intossicando le coscienze. Dobbiamo anche finirla con il pregiudizio secondo cui la politica è cosa sporca, perchè è un male antico della nostra nazione.

Occorre, però, un bisturi per tagliare i rami secchi dei partiti. I partiti sono il sale della democrazia, non sono il fattore inquinante: ma devono fare subito pulizia per evitare che si alimenti la sfiducia preconcetta e aggressiva.

Oggi c'è un clima difficile nei confronti della politica, a causa di un malessere sociale che si tradurrà in una crescita dell'astensione… Per questo bisogna lavorare: per cercare di ricreare le condizioni di fiducia e partecipazione.

Ci sono troppi venditori di fumo, troppi demagoghi ed incantatori: l'antipolitica piena di urla demagogiche ed oscenità rappresenta un sintomo del degrado della vita pubblica. Per risollevare le sorti del paese non servono questi figuranti, gli uomini della provvidenza, ma la partecipazione consapevole e responsabile di tutti i cittadini, i quali devono capire una volta per tutte che il compito del politico non è quello di essere amato dai suoi elettori ma di governare il paese.”

 

In merito alle primarie…

 

“Per quanto concerne le primarie credo che sia una farsa che fa gola ai partiti. Non esistono in nessuna democrazia le primarie a “papocchia”, o aperte a tutti oppure ai soli tesserati senza regole di nessun genere. La democrazia non può essere ridotta a burletta perchè in entrambi i casi conta il dio danaro. È semplicemente ridicolo consentire a chiunque di votare versando un euro, ed è assurdo per un militante essere trattato alla stregua di un passante o essere sopraffatto dal pacchetto delle tessere acquistato coi soldi. Le primarie sono un passepartout per i potentati politici ed economici.”

 

Un tempo era circondato da giovanissimi discepoli: se ne circonderà ancora in futuro o sarà più selettivo?

 

“Per quanto riguarda i giovani, continuo a ritenerli una risorsa: anche se ho avuto molte esperienze negative. In futuro, cercherò di allontanare coloro che vanno alla ricerca del consenso e del successo facile. E ce ne sono tanti.

Coloro che si fanno ammaliare da chi vince e convince: con il potere e il danaro.

Un tempo non molto lontano, ero accerchiato da molti giovani: la maggior parte dei quali era accecata dall’ambizione sfrenata. Vano è stato il tentativo di guidarli sulla strada della sobrietà, del sacrificio, dell'altruismo.

Coloro che mi seguono oggi non sono tanti, ma credo che siano in grado di ereditare non un patrimonio, ma un fardello che si chiama “passione”.

Consentitemi un'ultima riflessione: quello che è successo a me è paradossale. Nemmeno un maestro come Pirandello avrebbe potuto immaginare una coincidenza del genere. Invece tutto è successo in poche ore: “di colpo, sono diventato un re nudo”. Oggi però iniziano a ricredersi, perchè chi mi sostituisce e mi sostituirà non sarai mai all'altezza.

Presunzione? A primo acchito tale appare. Ma la verità è un’altra. Sono pochi coloro che che riescono a governare e durare. Io ci sono riuscito con un pò di coraggio, un pizzico di incoscienza, un colpo d'ali, un rischio calcolato… Ma capace di liberarmi dalla paura e farmi vincere dalle sfide.

Ringrazio ancora i miei concittadini per avermi concesso il raro privilegio di ricoprire l'incarico di sindaco nella mia città natia.”

Commenti  

 
#11 Saverio F Iacobellis 2012-08-29 20:21
Vorrei pensare positivo. Ma per tornare a pensare positivo, mi serve un segnale. Anche un'analisi critica.
(Tiriamola fuori...)
Io ho come l'impressione di assistere, ogni giorno, allo stesso spettacolo: e dove lo show si conosce a memoria.
 
 
#10 Saverio F Iacobellis 2012-08-29 09:13
@Santino Fraccascia: L'idea non è malvagia, ma non si può forzare la volontà delle persone a fare la politica. Chi però si assume delle responsabilità, dev'essere controllato da noi cittadini: senza ribaltoni e gruppi misti.
E se non gli sta bene, lasci il posto al primo dei non-eletti della sua lista.
AMO I DISCORSI LUNGHI.
L'ideale? Due liste civiche: una a destra e l'altra a sinistra. Nessuna coalizione e via tutti i partiti.
(O bastano due partiti e nessuna civica, purché siano due cartelli elettorali che a livello nazionale non difendano politici mafiosi e corrotti...)
Mettere a centro solo l'interesse prolocale per lo sviluppo socio-economico della città.
Caro sig. Fraccascia, io vivamente la ringrazio... Ma per quanti discorsi possiamo fare, questa città non cambierà. O bisogna essere tanto ricchi per comprare molte coscienze o bisognerà lasciare moralmente l'Italia. Perché Acquaviva è l'Italia e l'Italia è Acquaviva. Non è colpa dei politici, è colpa dei cittadini comuni. "Che lamentano, ma non controllano. Che parlano, ma non scendono in campo"...
"Che lamentano e favoriscono il clientelismo".. . "Che dicono il lavoro non c'è, ma nessuno pone al centro il problema del suo mercato o la rivalutazione delle risorse del territorio"... LE MIE SONO, come diceva Giusy in qualche recente articolo, CHIACCHIERE.
 
 
#9 Santino Fraccascia 2012-08-25 16:46
Originale la "provocazione " di Saverio Iacobellis, che spero venga accolta da molti miei concittadini, però tanto per dire la mia in sintesi, perché non mi piace essere troppo prolisso,se sarà necessario lo farò in seguito, penserei ad un sistema elettorale rivoluzionario, basato, specialmente per piccoli centri come il nostro, sul principio: "TUTTI ELETTORI TUTTI ELEGGIBILI". Ciascuno di noi può votare il nome che ritiene più opportuno, anche se questi non abbia mai mostrato la volontà di candidarsi. Vedremmo così la capacità di scelta dei cittadini, cioè su quali nomi, su quali personalità fanno convergere i loro voti. Automaticamente le personalità prescelte, che sicuramente sono state gratificate dalla città nella loro sfera privata, avrebbero l'onore e l'onere, che non potrebbero rifiutare, di rendere un servizio alla collettività.
 
 
#8 Saverio F Iacobellis 2012-08-23 11:38
@Cico: Non vorrei entrare nel merito del commento (che trovo palesemente "sincero" ma un po' "discutibile nella forma"...), ma lei ha parlato di un nuovo sindaco. Il nuovo che avanza. (Uno spot "nuovo" da due anni e passa... Anzi, dal 2001...)

Dunque, le pongo una domanda: "Sindaco nuovo, più una politica nuova?"...
Se non le spiace, vorrei una sua analisi. Grazie.
E in merito al presente articolo:
http://www.acquavivanet.it/politica/3432-ai-giovani-una-piccola-provocazione-e-linvito-a-riflettere.html

Cui il presente estratto: "Ci permettiamo una piccola provocazione intellettuale: mettiamo che, un giorno, i cittadini di Acquaviva (e non solo) sentano il bisogno di cambiare la politica. Partendo dal basso, unendo localmente alcune associazioni in un networking, facendo partecipare alla discussione anche gli imprenditori locali, i commercianti, e i rappresentanti delle realtà locali dell'istruzione ... E dalla discussione, si unisca poi il tutto in un Comitato per il Bene Comune. E dal Comitato, alla formazione di una lista civica pro-local. Che corra da sola.

Ecco: tale passaggio sarebbe possibile? E quanto sarebbe opportuno oggi puntare su una maggiore “democraticità diretta” proprio in un contesto (non costituzionale) chiamato “mandato imperativo dei tesserati”? O chiamato “divieto di ribaltone” (che non esiste)?"

Aggiungo: "Oggi si è abili nel criticare il vecchio e il presente, si dovrà essere altrettanto abili nell'analizzare il nuovo?
Se la gente non è soddisfatta dei partiti attuali, da cosa mai dovrebbe ripartire?"

Ci si lamenta di abitare in una casa vecchia: ma, alla fine, perché nessuno pensa al nuovo cantiere?

A Cico, come, democraticament e, a tutti i lettori: il cortese invito ad aprire un sano dibattito. Grazie.
 
 
#7 novielli vincenzo 2012-08-22 15:23
il quadro prospettato da Cico, non è da scartare, ma siccome Pistilli ha ottenuto il privilegio, che non è stato mai concesso a nessuno, di guidare per otto lunghi anni questa città, egli nel contempo ha l'obbligo di collaborare onestamente e concretamente con la giustizia, denunciando gli eventuali ricatti che ha subito e l'eventuale sottomissione reverenziale patita, da chi e verso chi. Prima o poi dovrà parlare... non lo molleremo, e questo non centra nulla con la politica, dovrà dire la verità sugli atti illegittimi ed illeciti che ha voluto (o dovuto?) coprire in continuazione continuando a fare il sindaco imbelle e colluso.
 
 
#6 Cico 2012-08-18 17:47
Predica stupenda dedicata a se stesso e a tutte le schifezze di otto anni di governo. Bravo Pistilli! Finalmente ti sei ravveduto ed hai capito quale deve essere il comportamento del politico "per passione". Ora, da buon pentito, non ti resta da fare la cosa più sensata per te stesso e per i cittadini di Acquaviva: RITIRATI! E' un dono che ci devi a noi cittadini perchè non possiamo ancora pensare a te come alternativa a Squicciarini al quale pure diamo lo stesso consiglio che abbiamo dato a te. Perciò vi diciamo veramente di cuore: RITIRATEVI! Siete stati incapaci di migliorare la qualità della vita del vostro paese. Non potete pensare di rimettervi di nuovo in gioco e toglierci la speranza di avere, in futuro, un Sindaco degno di essere tale.
 
 
#5 miraggio 2012-08-18 16:58
Caro Pistilli
nessun commento al tuo atto secondo: ne faccio uno io.
Hai governato il Paese per 8-9 anni e ad Acquaviva non è successo letteralmente NIENTE.
Come vedi non basta l'ars oratoria per essere un politico.Bisogn a avere un progetto,una linea di azione di governo della città che tu non sei stato in grado di realizzare.
Il tuo perseverare rappresenta un modus operandi di politico che dimostra la nostalgia straziante del potere che ha perso non per colpa dei cittadini ma forse per proprie inefficienze e inadeguatezza.A mmetterlo sarebbe il primo passo per riprendere un percorso che fino ad oggi è stato oggettivamente- e non solo per colpa tua-un TOTALE FALLIMENTO.
Auguri!!!!!!
 
 
#4 achille signorile 2012-08-18 16:53
I giovani seguivano Pistilli perchè gli aveva promesso il posto, in quella sagra della millanteria che era e rimane la fondamentale caratteristica del personaggio: quando i giovani si sono accorti del suo vuoto pneumatico, delle reboanti promesse da marinaio con cui incantava gli ingenui, della sua insulsaggine insomma, lo hanno inevitabilmente e logicamente abbandonato. Si sono accorti, i giovani, che perfino le cose che scrive non sono farina del suo sacco e fanno parte del suo vacuo "apparire" privo di effettiva sostanza. Ora soltanto il silenzio potrebbe redimerlo e riabilitarlo. Ma lui continua a parlare, anzi a sproloquiare e, nella sua incommensurabil e prosopopea, non s'avvede dei sorrisi ironici che lo circondano. Parce sepulto!
 
 
#3 ciccio 2012-08-18 14:21
Pistilli dice: “di colpo, sono diventato un re nudo” e non si rende conto perché. Suggerimento: Pistilli dovrebbe mettersi davanti ad uno specchio e ripetersi la domanda... dopo di che dovrebbe darsi la risposta da solo.
 
 
#2 Desirè 2012-08-18 09:10
Caro Franco, neanche Pirandello avrebbe potuto dire meglio..: la definizione di primarie a "papocchia" è davvero irresistibile.
Su diverse riflessioni che non mi trovano concorde, ci sarebbe da discutere ed approfondire tanto.Non sono tra coloro che sminuendoti dicono che la tua carriera politica è finita.... credo che le diverse batoste anche politiche che hai ricevuto in così breve tempo ti serviranno a migliorare come uomo, e poichè penso che venga sempre prima l'uomo del politico, se migliora l'uno ne trarrà sicuro giovamento anche l'altro. Errori al tuo operato se ne possono ascrivere tanti, primo fra tutti la conferma di dirigenti e la chiamata di gente nociva per la stessa crescita della città. Ci sei andato daccordo tu, continuano anche con questa amministrazione ad essere in grande sintonia, perciò non sei certo tu peggio di questi che abbiamo adesso;la cacciata dell'assessore allo sport Chiechi(che non conosco) ma che da persone che appartengono al mondo sportivo locale, so per certo che per lo sport si è prodigato tanto....oggi la delega allo sport è stata tolta ad un'assessora inefficiente che non aveva fatto nulla per lo sport se non disinteressarse ne totalmente e così consentire lo scempio di Scappagrano.... e così oggi di Sport chi si occupa? Questo per citare solo alcuni gravi errori tuoi caro Franco, ma che tuttavia non mi consentono di sbilanciare il mio favore per questo Sindaco, per questa giunta e per questi consiglieri. Purtroppo però li ho votati, mai più lo farò, delusione totale. Adesso però tu vieni intervistato come ex Sindaco di Acquaviva, ma non dimentichiamo che hai un posto in consiglio comunale dal quale al momento sei lontano. Lì ci sarà il tuo banco di prova. IL consigliere De Marinis dovrà andar via e ...se oggi sono 11 maggioranza e 10 opposizione...s baglio o proprio TU saresti l'undicesimo e decreteresti automaticamente con la tua sfiducia la fine dell'amministra zione ( leggi agonia) Squicciarini? Allora non ci resta che aspettare il tuo ritorno....quan do avverrà??
 
 
#1 ciccio 2012-08-18 08:17
i cittadini invece non possono far altro che prendere atto del più grande fallimento socio-economico della città sotto la gestione Pistilli, tanto più gravosa e invalidante per i cittadini in quanto durata per ben otto anni. La storia di Acquaviva resterà segnata per sempre dello sfacelo creato da un sindaco con l'appoggio di un segretario comunale, qualche dirigente e pochi rappresentanti politici di centro sinistra.
 

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