Sabato 17 Novembre 2018
   
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Ai giovani: una piccola provocazione e l'invito a riflettere

fare luce

  

La politica di oggi e di domani sia amministrare, onorare i programmi, fare progetti dal basso cui coinvolgere i giovani alla politica e far quadrare i conti... Pensando anche alle persone e alla capacità locale di poter creare nuova ricchezza (attenzione): ma per pensare a tali cose già servono i giusti organismi intermedi... Come i partiti o le liste civiche (“crescente tendenza sociale”). E che tali strutture abbiano la buona abitudine di coinvolgere in maniera prolocalista le persone e farle protagoniste dirette di progetti. Oltre ai programmi.

http://www.acquavivanet.it/politica/3385-il-punto-sulla-condizione-sociale-dei-giovani-acquavivesi.html

Gianni Milella, Assessore alle Politiche Sociali: “Il mio credo è che tutto deve partire da un'attenta analisi dei bisogni reali e delle problematiche esistenti sul territorio che toccano i cittadini. Un'analisi, quanto più possibile, reale ed efficace. E che pertanto, per essere tale, non deve limitarsi alla valutazione dei soli dati statistici ed ufficiali rinvenienti dagli uffici preposti ai servizi, ma deve anche, e soprattutto, attingere a quei dati altrettanto reali ma non rilevabili statisticamente: in quanto facenti parte del cosiddetto “sommerso”, che esiste e rappresenta una problematica sociale significativa... L'azione politica deve essere concertata con tutti i principali operatori presenti ed impegnati sul territorio: e non chiusa al territorio ed organizzata, erroneamente, sulla scorta delle sole valutazioni interne al “Palazzo”. Dare al mondo dell'associazionismo e del volontariato maggiore voce, maggiore protagonismo: accoglienza alle loro istanze, considerandoli principali interlocutori sia per l'analisi dei problemi, che per lo studio delle possibili soluzioni. È la strada da percorrere con determinazione. Solo così è possibile dare risposte serie, credibili e concrete.”

http://www.acquavivanet.it/politica/3347-il-qluglio-acquaviveseq-il-punto-dellassessore-milella.html

Claudio Pietroforte, Coordinatore acquavivese Generazione Futuro: “Avvicinare i giovani alla politica, oggi come oggi, è veramente difficile, perché i giovani non sono interessati: perché i valori sono visti come un qualcosa di falsato e a cui è inutile fare cieco affidamento in un’Italia che vedono sempre più decadente e vicina al lastrico. Difficile costruire una credibilità quando alcuni già affermano che noi siamo i prossimi alla Grecia. I tempi sono duri, e proprio perché duri dobbiamo seriamente puntare sui giovani. Le frasi fatte non servono, bisogna seriamente sedersi a tavolino coi giovani e capire, come gruppo e come individui, cosa assieme si vuole fare tutti da grandi. E ripartendo dal territorio. I grandi temi di massa – pensati per la massa e non viceversa – facilmente sollevati in Tv o in Internet, i facili slogan pre-confezionati, rimasticati, e le mode storico-vetero-simulo-ideologiche a loro connesse passino in secondo piano.”

http://www.acquavivanet.it/politica/3350-claudio-pietroforte-gf-ripensare-linformagiovani.html

Francesca Pietroforte, Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili: “Molto spesso si tende a fare dei giovani una bandiera, una sorta di vessillo da sventolare a seconda delle convenienze. Io ritengo che sia un diritto e un dovere dei giovani impegnarsi per cambiare l’ambiente in cui si vive. Per farlo, credo che si debba iniziare a pensare in maniera diversa: a smettere di parlare “in quanto giovani” e cominciare a farlo “da giovani”. Ciò implica un radicale cambio di prospettiva: talvolta i giovani tendono a ghettizzarsi rivendicando un’autonomia priva di senso rispetto alla società, diventano un soggetto contrapposto al resto del mondo anche perché, per ragioni quasi esclusivamente anagrafiche, si ritrovano a vivere in un mondo molto diverso da quello dei loro padri. Un ambiente angusto e conflittuale, fatto di precarietà e difficoltà nel progettare il futuro. A tutto ciò bisogna reagire non chiudendosi a riccio, ma appunto pensando da giovani: partecipando, portando il proprio valore aggiunto, rappresentando un elemento di innovazione e di crescita per la società intera proprio grazie alla freschezza delle proprie idee e del proprio modo di essere. Questo non si fa solo attraverso la politica, ma anche militando in un’associazione o esperendo la propria vita nel perseguimento dell’onestà e del rispetto dell’altro.”

http://www.acquavivanet.it/politica/3406-fare-il-punto-della-situazione-con-lass-francesca-pietroforte.html

Stefano Bianco, Coordinatore acquavivese Giovani Democratici: “A mio avviso la politica dovrebbe ritornare sul territorio, tra la gente, incontrarsi e abbandonare un po’ i social network: che sono il nuovo modo di fare politica e che lasciano una fetta di elettori fuori dal circuito internet. Per quanto riguarda i partiti, invece, essi dovrebbero cercare di avvicinare quanti più giovani possibile. I dirigenti dovrebbero concedere più spazio e più parola alle proprie politiche giovanili. Ma, più in generale, è tutto il sistema del movimento partitico italiano ad essere in crisi, anche per colpa delle liste civiche che si creano ad hoc nelle realtà locali: solo per partecipare alla competizione elettorale del momento e sparire subito dopo, mentre a livello nazionale il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sta ripercorrendo le stesse fasi che hanno caratterizzato la Lega Nord a cavallo tra la fine degli Anni ‘80 e l’inizio degli Anni ‘90; quando al termine della Prima Repubblica si presentò come un partito di massa in grado di intercettare il voto di protesta di tanti italiani.”

http://www.acquavivanet.it/politica/3423-bianco-gd-qa-volte-si-perde-tempo-dietro-mozioni-inutiliq.html

Beppe Di Vietri, Segretario Coordinatore SEL Acquaviva: “Non amo la deriva personalistica della politica italiana che porta inequivocabilmente all’implosione della struttura organizzata dei partiti, con la conseguente impossibilità per i cittadini di poter esercitare un controllo diretto e collettivo sui propri rappresentanti politici che finiscono per rispondere solo a sé stessi del proprio operato con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti sia a livello nazionale che locale.”

http://www.acquavivanet.it/politica/3426-di-vietri-sel-questa-non-e-la-morte-del-buon-governo.html

Ci permettiamo una piccola provocazione intellettuale: mettiamo che, un giorno, i cittadini di Acquaviva (e non solo) sentano il bisogno di cambiare la politica. Partendo dal basso, unendo localmente alcune associazioni in un networking, facendo partecipare alla discussione anche gli imprenditori locali, i commercianti, e i rappresentanti delle realtà locali dell'istruzione... E dalla discussione, si unisca poi il tutto in un Comitato per il Bene Comune. E dal Comitato, alla formazione di una lista civica pro-local. Che corra da sola.

Ecco: tale passaggio sarebbe possibile? E quanto sarebbe opportuno oggi puntare su una maggiore “democraticità diretta” proprio in un contesto (non costituzionale) chiamato “mandato imperativo dei tesserati”? O chiamato “divieto di ribaltone” (che non esiste)?

(In merito al tema della Trasparenza) http://www.acquavivanet.it/politica/3416-la-trasparenza-in-attesa-di-risposte.html

E quanto sarebbe oggi opportuno ripensare tutta la politica italiana attraverso federazioni nazionali di liste civiche pro-local?

Siamo in democrazia e sondiamo solo delle opinioni. Tutte. Anche nessuna: ove nessuno voglia pronunciarsi.


Commenti  

 
#1 Saverio F Iacobellis 2012-08-22 09:33
"Tranquilli, ad Acquaviva non cambierà mai niente"... Salvo non abbiate un'opinione diversa. E la potete manifestare proprio qui...
 

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