Martedì 13 Novembre 2018
   
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La Trasparenza in attesa di risposte

fare luce

Domenica scorsa abbiamo parlato di “trasparenza”: quella politico-amministrativa. Quella internettiana. Quella tipica dei comizi della Cassarmonica. Quella prima di ogni competizione elettorale. Quella che torna in auge propagandistica, e dopo la crisi di un governo avversario e in crescente difficoltà.

http://www.acquavivanet.it/politica/3398-la-trasparenza-due-anni-dopo.html

È un film già visto, ma sappiamo che non è solo un problema acquavivese: come anche dimostrano recenti fatti provenienti da comuni limitrofi.

http://www.cassanoweb.it/cronaca/22719-ufficio-turistico-una-gara-col-trucco.html

In questa sede, abbiamo già posto in essere delle domande sulla “trasparenza” politico-amministrativa. Pubblicamente. E non abbiamo ancora ricevuto risposte. Fermo restando che tale esercizio non restava obbligatorio, ciò comunque dimostra quanto questo argomento sia facile solo come oggetto di manifesto partitico.

Ma siamo ancora fiduciosi. Non mettiamo da parte nulla. Non mettiamo da parte nessuno. E ci ripetiamo: forse a favore di coloro che erano assenti per palesi motivi concernenti la bella stagione. Riformuliamo pubblicamente le nostre domande. Come riformuliamo, pertanto, il nostro invito a fornire le opportune risposte. Delle analisi. Le stesse che si formulano proprio in questa sede, della medesima qualità: come quando abbiamo abbracciato il tema della “condizione sociale dei giovani acquavivesi”.

http://www.acquavivanet.it/politica/3385-il-punto-sulla-condizione-sociale-dei-giovani-acquavivesi.html

Qualcuno dirà che proprio quest'ultima branca non farà oggi adeguatamente testo: non vorremmo dargli torto, ma esiste già un programma politico che la pensa diversamente. E che condivide, pertanto, la visione di un Network del Lavoro proprio in seno al medesimo progetto web sulla “trasparenza”. Ma non entriamo troppo nel merito (è già vecchio di poco più di un biennio)... E perciò, pubblicamente, riformuliamo:

Ma come sarà possibile mantenere “low cost” simili progetti? E mantenerli nel lungo periodo, per tutta una legislatura?

Fin dove non sarà possibile scindere il contesto pubblico dal contesto privato e personale degli addetti ai lavori consiliari? Fatto salvo lo stipendio “politico”, i rimborsi, i gettoni di presenza percepiti, gli eventuali “interessi finanziari”, che attengono assieme il contesto esperienziale diretto della gestione della “cosa pubblica”?

E quanto ci costerebbe la diretta web di ogni seduta di Consiglio? E non sarebbe pertanto credibile fare una gara fra potenziali emittenti locali e siti web per acquisire i diritti, le responsabilità, delle trasmissioni “in tempo reale” del Consiglio? O non garantire, semmai, le trasmissioni in tempo reale, ma mettere a disposizione, su iniziativa dell’Ente Comune, le singole puntate (comprese le precedenti) di ogni seduta in formato CD, DVD, alla cortese attenzione di qualsiasi cittadino ne faccia richiesta, o persona fisica o giuridica, e dietro un corrispettivo simbolico in denaro, esente a tali spese le sole pubbliche istituzioni?

E per porre in essere un nuovo Ufficio relazioni pubbliche, non si avrà bisogno di nuovo personale? E come sarà selezionato? (Come?) E proprio in periodo di tagli e di crisi? (O di disfunzione occasionale della “trasparenza”...)


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