Sabato 17 Novembre 2018
   
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Milano: "Una cosa sono i partiti, una cosa è la classe politica"

ottavio milano

 

AcquavivaNet chiede e cortesemente ottiene l’intervista e l’analisi del dott. Ottavio Milano, temprato opinionista: testimone, pertanto, degli ultimi fatti avvenuti in Consiglio comunale. Nel periodo fra il 1996 e il 2000 ha ricoperto la carica di Segretario sezionale di Alleanza Nazionale.

Lei è testimone di quest'ultima assise comunale: da cittadino e da ex-politico, quali sarebbero le sue considerazioni? Quanto, secondo lei, il progetto Openmunicipio avrebbe fatto trasparenza nella vita amministrativa dell'ente Comune?

http://www.acquavivanet.it/politica/3395-consiglio-comunale-dieci-e-dieci-qmaurizio-restaq.html

 

“In primis, riassumerei le domande: data la cogenza dei temi trattati in consiglio; specchio anche della situazione politica del paese. Qualcuno, artatamente, ha definito inutile la seduta del 1° agosto, e mi meraviglio che le istituzioni, Sindaco in testa, non siano subito intervenuti a smentire tali affermazioni, non solo e non tanto per il livello degli argomenti trattati - peraltro richiesti da 10 consiglieri pari al 50% degli elettori, quanto soprattutto per i risultati conseguiti sul campo dalla maggioranza: 2 mozioni respinte (sia pure di misura) ed una accolta senza esitazione (quella sul PRG). Inoltre, le interrogazioni hanno ricevuto risposte perentorie e decise, che non lasciano dubbi sulle intenzioni future dell’Assise Comunale.

Non si capisce perché un tale successo non venga adeguatamente pubblicizzato dall’apparato comunale: non vorrei che Squicciarini debba poi lamentarsi, come fece a suo tempo il sindaco D’Ambrosio; che la migliore attività della sua amministrazione non veniva adeguatamente pubblicizzata nei confronti della città e degli elettori.

Come elettore di Squicciarini, coadiutore del suo programma e cittadino di Acquaviva, mi cimento a farlo con i pochi mezzi offertimi. Dal consiglio del 1° agosto provengono due messaggi: politico e amministrativo. Il primo è palese a tutti: 10 consiglieri comunali formalmente hanno preso le distanze dal Presidente del Consiglio e sostanzialmente dall’apparato (esecutivo e maggioranza) che lo sostiene. L’Avv Maurizio è stato difeso da vari consiglieri con toni a volte concitati a volte pacati, ma tutti trasudavano nervosismo e sguardi reverenziali verso lo stesso Presidente: quasi a voler mascherare una crisi profonda iniziata a germogliare fra le forze (eterogenee) di maggioranza il giorno stesso della salita di Squicciarini su Palazzo De Mari. La migliore azione difensiva è stata però quella svolta dallo stesso Maurizio (chi può difenderci meglio di noi stessi?) su basi giurisprudenziali: ma mi meraviglio che non l’abbia fornita in copia, quanto meno per educazione, a tutti i consiglieri. Anzi, pare si sia espressamente rifiutato di fornirla. Meno male che il Sindaco ha controllato egregiamente i restanti consiglieri di maggioranza, affinché non avessero ripensamenti, perché la (malaugurata) approvazione della mozione avrebbe significato non solo la destituzione di Maurizio, ma la caduta (rovinosa) dell’Amministrazione. E anche questo è stato un successo che andava adeguatamente pubblicizzato, almeno presso gli elettori di Squicciarini per lo scampato pericolo.

La soluzione dell’Ente per la piattaforma informatica comunale essendo a costo zero, soverchiava pacificamente la mozione “openmunicipio”: ma santo Dio, diffondiamola per tempo… Senza aspettare che si muova prima la minoranza (oggi quasi maggioranza) e soprattutto informiamo tutto l’esecutivo. Non avrei voluto essere nei panni dell’Assessore alla Cultura, per la quale ho profonda stima. E poi, soprattutto, cogliamo l’occasione per dire alla città dove impiegheremo gli 8000 euro risparmiati bocciando la mozione Montenegro.

Il successo dell’Assise Comunale nell’approvare la mozione relativa al PRG, non è un regalo fatto al consigliere Lombardi o agli altri firmatari, ma è un atto provvedimentale (perchè di atto si tratta, come ebbe a dire pubblicamente nel lontano 1998 il Senatore Pappalardo), prodotto nell’interesse  della città: ma purtroppo è mancata la pubblicità, in quanto il consigliere Lombardi non l’ha letta e non c’è stato il sano dibattito democratico, di cui tutti saremmo stati edotti grazie alla presenza di Telemajg che trasmetteva in diretta l’evento. Il sindaco non può privare i propri elettori della informativa sui risultati conseguiti in Consiglio, significa fare il gioco della controparte: in politica ciò che non si sa, non esiste.

Quale migliore occasione per coinvolgere i cittadini, senza alcuno sforzo e con il massimo risultato: perché Telemajg quella sera avrebbe fatto conoscere, in un attimo, a tutta la città (non solo ai quattro gatti che ascoltano un comizio in Piazza Vittorio Emanuele), quali sono le nuove ed effettive determinazioni del Comune in merito alla vicenda PRG. Comunque, grazie ai firmatari della mozione, speriamo ce la mostrino a noi e alla città intera al più presto. Stessa considerazione per le interrogazioni, di cui qualcuna impegnativa: tanto che la risposta scritta ha richiesto più pagine, tesa a spiegare i risultati positivi (a detta del Sindaco) conseguiti da qualche professionista incaricato dal Comune di ottenere determinati atti. Sappiamo di una relazione articolata del Sindaco, ma riteniamo che sarebbe stato molto più semplice e comprensibile, per gli interroganti e per tutti noi, fornire copia degli atti così come richiesti dal Comune e conseguiti dal detto professionista. Probabilmente, data l’ora tarda, Squicciarini non li ha letti: ma li avrà certamente distribuiti ai consiglieri, che nei prossimi giorni – speriamo – rendano edotta la collettività; quanto meno per aggiungere un altro successo a quelli già conseguiti dall’Amministrazione Squicciarini.”

 

Da cittadino, quale futuro si prospetta per l'antenna in Piazza Felice Della Torre? Potrebbe definirsi già attivo l'Informagiovani ad Acquaviva? E come, eventualmente, potrebbe definire l'attuale condizione sociale dei giovani acquavivesi?

 

“La questione antenna di Piazza Felice Della Torre, come apparsa dal primo momento, è senza soluzione al di fuori di possibili azioni giudiziarie e, o, transattive. Chi dice cose diverse racconta baggianate…” (Nota ai lettori: per approfondire, “La questione antenna”; I, II, III parte. http://www.acquavivanet.it/attualita/3263-la-questione-antenna-terza-parte.html)

“…In merito all’Informagiovani: i giovani ormai si informano su Internet. Il fatto stesso che sentiate il bisogno, nel 2012, di porre queste domande “significa che siamo in alto mare”: i “giovani di oggi si adattano”. Ma nel contempo sono esigenti, sono colti e puntano in alto: “non è agevole soddisfarli”, per questo “Squicciarini dovrebbe far intercettare risorse efficaci per loro”. Ma nel contempo, non possiamo dimenticare gli anziani e in particolare quelli più bisognosi che hanno esigenze ben più esigue e minimali dei giovani. A proposito, fate fare una domanda anche a me: noi abbiamo un immobile, così detto, “Ricovero di Mendicità”, che fine ha fatto?”

 

A Ottavio Milano, però, rispondiamo: se i giovani avranno un mezzo in più per informarsi, formarsi e trovare qualsiasi forma di lavoro o di orientamento post-diploma, di certo non sarebbe male. Ad esempio, dubitiamo fortemente che la maggior parte dei liceali sappiano, per certo, come orientarsi dopo gli studi di scuola media superiore: perché non sono nati già “informati” e non sanno sempre cosa c’è oltre le mura della propria scuola. Una semplice tastiera talvolta non basta. Pertanto, viviamo in tempi un po’ troppo difficili. Com’è noto. E non solo per i liceali. Sarebbe davvero superfluo, in questa sede, scendere nei particolari. http://www.acquavivanet.it/politica/3385-il-punto-sulla-condizione-sociale-dei-giovani-acquavivesi.html

Ma, democraticamente, concediamo, e confermiamo, spazio anche alla sua domanda, che riscontriamo molto intelligente e legittima: “perché in merito alla condizione degli anziani”. E su questa necessità di poterne parlare, concordiamo appieno. Ci complimentiamo con lei. E proseguiamo volentieri con la nostra intervista. 

 

Lei crede ancora nei partiti, in generale? O nella competenza della classe politica acquavivese?

 

“Terrei distinte le due questioni: una cosa sono i partiti, una cosa è la classe politica. Qualcuno ha scritto che due stupidi costituiscono un caso clinico, 100 stupidi formano un partito politico. Quindi, siccome la principale connotazione di un partito politico sta nel numero degli iscritti, ritengo superfluo parlarne, almeno in questa sede.

Cosa differente invece è la classe politica, intendendo per essa la classe dirigente: ossia coloro i quali assumono responsabilità diretta, non tanto e non solo nella gestione di un partito, quand’anche nella gestione della cosa pubblica. Ad Acquaviva abbiamo avuto, ed abbiamo, persone capaci, preparate ed oneste: ma purtroppo, essendo minoritari nei confronti degli incapaci, impreparati e disonesti, sono destinati a soccombere.

Qualcuno si chiederà perché? Presto detto: per gettare discredito su di una persona, bisogna essere numerosi e quindi quando i molti si “muovono” all’unisono è facile delegittimare l’azione del singolo, che quindi è destinato a mollare: ecco perché io sostengo che la prima attività che le persone oneste e preparate debbano fare in politica è quella di trovare degli “alleati leali”, e qui viene il difficile.”

 

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