Martedì 13 Novembre 2018
   
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Riflessione su..."La Trasparenza: due anni dopo"

fare luce

 

 

25 febbraio 2010, Sala 2000: confronto propositivo della coalizione formata da PD, UDC, Io Sud, IDV, Compagnia delle Arti e una lista civica, in forse, che sosterrà la candidatura a sindaco dell’ ing. Francesco Squicciarini. Durante l’incontro, fu presentata la bozza del programma per le amministrative 2010. Numerosi poi sono stati gli interventi e la partecipazione. http://www.acquavivanet.it/politica/451-squicciarini-partiamo-da-posizioni-differenti-con-a-cuore-un-solo-obiettivo-ricostruire-acquaviva.html

Facendo questo salto nel passato, ecco alcuni passaggi del confronto. L’avv. Angelo Maurizio, IDV, oggi Presidente del Consiglio: “L’Amministrazione si deve aprire alla trasparenza degli atti pubblici: proponiamo a questo proposito il Bilancio partecipato.”

Proseguirà poi in merito, Imma Morano, PD: “Avvertiamo l’esigenza di attuare la trasparenza della macchina amministrativa attraverso la riorganizzazione degli Uffici Comunali in modo da puntare all’efficienza dei servizi erogati ai cittadini; favorire lo snellimento delle procedure burocratiche con il potenziamento informatico; l’aggiornamento continuo del sito internet del Comune di Acquaviva delle Fonti per permettere l’accesso a tutti gli atti pubblici prodotti dai vari settori.”

Francesco Squicciarini confermerà la sua candidatura il 13 marzo.

24 aprile 2010: Per Squicciarini, nuovo Primo cittadino, la trasparenza sarà uno dei punti di forza maggiori della sua amministrazione.

Primo agosto 2012, Consiglio comunale: dopo 12 mesi di “resistenza”, di “disomogeneità” di intenti fra le forze politiche della maggioranza, l’amministrazione Squicciarini rientra nuovamente in una fase delicata. La partita non è certo chiusa, ma i numeri cominciano a dare il loro peso: e così, dopo la terza mozione in sede di Consiglio, per il progetto internettiano “Openmunicipio” – promosso in prima persona dal Cons. PDL F. Montenegro, il voto divide perfettamente in due l’aula consiliare; fatto salvo l’astenuto Presidente del Consiglio.

Per Colangiulo, espressione maggioranza PD, la “trasparenza” (proposta dalla mozione) costerebbe troppo. Attenzione: il progetto era condivisibile. Ma si doveva ritirare la mozione: perché l'attuale orientamento delle leggi regionali inviterebbe a nuove soluzioni low cost ai quali bisognerà attenersi. Anche perché l’Ente Comune dispone già di un suo sito internet che, se opportunamente potenziato, farebbe certamente a meno di una grossa spesa ammontante a circa 8.000 euro.

Alla fine: “dieci a dieci”, “parità”, e mozione respinta. E per la mozione successiva, il risultato resterà pericolosamente identico. Tant’è vero che il Sindaco Squicciarini esprimerà, prima del voto della quarta mozione, una posizione diplomatica a favore di ambo le parti, ma riconoscendola come azione meramente politica, e strumentale, nei confronti dei soli consiglieri ex-maggioranza. http://www.acquavivanet.it/politica/3395-consiglio-comunale-dieci-e-dieci-qmaurizio-restaq.html

A conti fatti, “l’aggiornamento continuo del sito internet del Comune di Acquaviva delle Fonti per permettere l’accesso a tutti gli atti pubblici prodotti dai vari settori” non ha mai visto la luce. (Anche se la Carta dei Diritti del Cittadino prometteva più che bene. http://www.francescosquicciarini.it/?page_id=23)

Ecco che, in momento di nuova crisi politica, tornano di moda i comunicati che promettono, magari in buona fede, di avere la soluzione in tasca: è proprio il caso di Sinistra Ecologia Libertà che, attraverso il suo manifesto “Acquaviva Limpida”, ha preteso di dare una lezione di stile a tutte le forze politiche acquavivesi. http://www.acquavivanet.it/politica/3392-acquaviva-limpida-le-proposte-di-sel-sulla-trasparenza.html

E, visti i contenuti, “lezione è stata” (e, perciò, “sinceri complimenti”): salvo poi chiedersi “come rendere tutto materialmente possibile”. E non si mancherà a chiederlo proprio ai diretti interessati; salvo la loro puntuale disponibilità.

Dopo un’attenta lettura, ci poniamo, pubblicamente, le seguenti domande: Ma come sarà possibile mantenere “low cost” un simile progetto? E mantenerlo nel lungo periodo, rinnovandolo anno dopo anno?

E fin dove non è possibile scindere il contesto pubblico dal contesto privato e personale? Fatto salvo lo stipendio, i rimborsi, i gettoni di presenza percepiti, gli “interessi finanziari”, che attengono assieme il contesto esperienziale diretto della gestione della “cosa pubblica”, perché deve venir meno direttamente la privacy sulla dichiarazione dei redditi? Qual’è il confine fra il pubblico e il privato?

E quanto ci costerebbe la diretta web di ogni seduta di Consiglio? E non sarebbe pertanto credibile fare una gara fra potenziali emittenti locali e siti web per acquisire i diritti, le responsabilità, delle trasmissioni “in tempo reale” del Consiglio? O non garantire, semmai, le trasmissioni in tempo reale, ma mettere a disposizione, su iniziativa dell’Ente Comune, le singole puntate (comprese le precedenti) di ogni seduta in formato CD, DVD, alla cortese attenzione di qualsiasi cittadino ne faccia richiesta, o persona fisica o giuridica, e dietro un corrispettivo simbolico in denaro, esente a tali spese le sole pubbliche istituzioni?

E per porre in essere un nuovo ufficio URP, non si avrà bisogno di nuovo personale? E come sarà selezionato? E proprio in periodo di tagli e di crisi?

Queste domande, però, non le poniamo solo a SEL, cui comunque “riconosciamo moralmente dei meriti” e “al pari del PDL acquavivese” (per la mozione Openmunicipio): queste domande le pubblichiamo all’attenzione di tutte le forze politiche acquavivesi. Centrodestra, centrosinistra. E prescindendo se la maggioranza di Squicciarini è, oggi, in crisi o se sarà, a molto breve (e in zona Cesarini), a inaspettate larghe intese. O con qualche nuovo acquisto. O se “resisterà”, non disperdendo più alcuno per la propria strada.

Concludendo, pertanto aggiungiamo: forse un’ulteriore garanzia di trasparenza politico-amministrativa sarebbe, ma lo esprimiamo solo per ipotesi e in senso un po’ provocatorio, quella di imporre il “mandato imperativo dei militanti di partito”, o di “movimento”, sulle singole attività dei singoli consiglieri eletti e di “vietare”, pertanto a ciascuno, “ogni forma di futuro ribaltone”: ma questo, come sappiamo, non è “costituzionalmente” accettabile. Né, pertanto, resterebbe appieno una soluzione univoca a tutti i problemi politico-amministrativi di una città. Una città che, se davvero vuole, può ancora credere in se stessa. E guardare ancora le altre a testa alta.

 


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