Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Il punto sulla condizione sociale dei giovani acquavivesi

fare luce

 

Facciamo, oggi, il punto sulla condizione sociale dei giovani acquavivesi. Partiamo da una recente dichiarazione dell’Assessore alle Politiche Sociali, Gianni Milella: “La condizione sociale dei giovani acquavivesi è certamente critica e avvilente. C'è molto da fare nel campo delle politiche giovanili: è un “campo d'azione” vasto ed interessante. Le iniziative, le opportunità a livello europeo, nazionale e regionale, complessivamente esistono: occorre, però, fare in modo di intercettarle. Con una più convinta e convincente azione politico-strategica. Ma è anche vero che i giovani non devono, con atteggiamento passivo, aspettare che le opportunità gli cadano sul naso. Devono attivarsi in modo tale da essere protagonisti attivi e propositivi: pensare a costituire un movimento giovanile organizzato, di partecipazione attiva, è il primo passo che consiglio loro di fare. Occorre solo spirito di iniziativa e intraprendenza da parte di qualcuno che faccia da “navescuola”. Mi piacerebbe veder nascere ad Acquaviva un fermento giovanile e di questo potrebbero farsi promotori le sezioni e i movimenti giovanili politici locali: che mi risultano esserci. Finanziamenti Europei che incentivino questo genere di iniziative ce ne sono: occorre solo elaborare idee progettuali, anche con la collaborazione dell'Ente. Per chi si sente di farlo, io, sin d'ora, mi rendo disponibile a dare il necessario orientamento.”

L’Assessore ha, indubbiamente, dato una risposta discreta: perché non ha nascosto il problema, esortando i giovani, però, a non cedere ad un comportamento troppo passivo. Pertanto, l’assessore promuove un risveglio politico e che riparta proprio dai giovani.

Ma, a quanto pare, bisognerà muoversi. Stando anche recenti dichiarazioni del Consigliere Carucci di SEL: http://www.acquavivanet.it/politica/3332-carucci-sel-non-mi-aspetto-grandi-risultati-seconda-parte.html

“La condizione sociale dei giovani acquavivesi è assolutamente drammatica e io parlo non tanto da educatore, insegnante, o consigliere comunale, o da persona dotata di una particolare sensibilità: parlo dal punto di vista di un genitore che ha già i suoi due figli laureati e trasferiti, anche amministrativamente di residenza, nel comune di Roma. Dove risiedono e lavoricchiano, sperano, stentano, combattono e trovano giorno per giorno le chances sempre più ridotte e che influenzano, talvolta, anche le scelte di una famiglia d’origine monoreddito. Ma così mi risulta che sono migrati, proprio come i miei figli, altri giovani acquavivesi. Magari dopo una laurea, anche importante, il primo atto è lasciare questa città: proprio per l’assoluta assenza di prospettive. Non è giusto nasconderlo. Io penso che gli enti locali, con un funzionante ufficio Informagiovani, potrebbero avere almeno un ruolo di indirizzo e di consulenza: magari pensando proprio a quei giovani che, ad esempio – “anche se di esempi ne possiamo fare davvero tanti”, in questi giorni stanno concludendo di affrontare gli esami di maturità. Alcuni mi dicono, però, che l’ufficio Informagiovani, ad Acquaviva delle Fonti, proprio in questi giorni è chiuso. Tutto questo la dice lunga sulla condizione sociale dei ragazzi di Acquaviva, i quali possono contare soltanto sulla solidarietà delle proprie famiglie d’origine e in considerazione del fatto che tutte le istituzioni, dal livello locale al livello nazionale, ai giovani hanno forse voltato le spalle. I giovani sono vittime sacrificali dell’egoismo delle caste politiche e delle oligarchie economiche: sono convinto che i giovani si troveranno assieme per ribellarsi in maniera durissima a questa condizione; ormai infelice. Disumana. Crudele. E sapranno, attraverso una civica lotta, trovare le prerogative del proprio riscatto. Io così mi auguro.”

Dunque, servirà una “navescuola”: un nuovo fermento politico giovanile e dal basso. Anche se il giovane finiano Claudio Pietroforte già non lancia molti segnali di ottimismo: “Avvicinare i giovani alla politica, oggi come oggi, è veramente difficile, perché i giovani non sono interessati: perché i valori sono visti come un qualcosa di falsato e a cui è inutile fare cieco affidamento in un’Italia che vedono sempre più decadente e vicina al lastrico. Difficile costruire una credibilità quando alcuni già affermano che noi siamo i prossimi alla Grecia. I tempi sono duri, e proprio perché duri dobbiamo seriamente puntare sui giovani. Le frasi fatte non servono, bisogna seriamente sedersi a tavolino coi giovani e capire, come gruppo e come individui, cosa assieme si vuole fare tutti da grandi. E ripartendo dal territorio. I grandi temi di massa – pensati per la massa e non viceversa – facilmente sollevati in Tv o in Internet, i facili slogan pre-confezionati, rimasticati, e le mode storico-vetero-simulo-ideologiche a loro connesse passino in secondo piano.” Gli farà eco un comunicato stampa di Futuro e Libertà. http://www.acquavivanet.it/politica/3362-linformagiovani-come-ammortizzatore-sociale.html

Il quale riassume, confidando che sia già attivo l’Informagiovani: la consigliabile importanza di un’analisi, poi da pubblicare in rete e altri mezzi, sull’andamento del mercato locale del lavoro di Acquaviva, come dei restanti comuni limitrofi. Come da comunicato: “L’Informagiovani, se possibile, si elevi oggi a nuovo strumento di ammortizzatore sociale: almeno per chi è qui residente e ha bisogno di un lavoro temporaneo. A partire dai tanti nostri giovani. Meglio ancora se si possano oggi trovare di forme di impiego molto più significative.”

Capire, attraverso questa piccola soluzione, i primi profili concreti di una domanda che di un’offerta; a livello locale, come a livello limitrofo. L’Informagiovani, pertanto, entri nelle scuole medie superiori locali e presti il giusto orientamento informativo agli studenti. Per future professioni e indirizzi universitari o post-diploma.

Da queste espressioni, emergono almeno due punti: il primo è che se, si vuole davvero una “navescuola” politica, i giovani devono interessarsi alla politica e sedersi a tavolino per discutere di questioni sociali e non di mode o di ideologie pre-confezionate; il secondo è che l’Informagiovani dovrà fare la sua parte, farsi laboratorio del mercato locale del lavoro, e, finanche, con i suoi dati entrare nelle scuole superiori per prestare il giusto orientamento informativo ai giovani: sia da un punto di vista di orientamenti professionali che da un punto di vista di percorsi formativi e universitari.

Una volta definito ciò che sarebbe la funzione ideale di un servizio Informagiovani, resterebbe, forse, da definire la “navescuola” ideale: ma questa definizione andrebbe plasmata dalla pluralità dei giovani coordinatori locali, dalla pluralità dei movimenti politici giovanili. E senza oggi avere, al momento, risposte nuove dal mondo politico giovanile locale (cui, pensiamo, non tarderanno ad arrivare dopo l’appello dell’Assessore), possiamo solo immaginare cos'è un vero modello di “navescuola”, pur sempre in una chiave ipotetica: ovvero, una competizione fra movimenti politici giovanili. Ripetendo uno slogan: “Tutto qui? No”… Ma dove ciascuno vanta al suo interno una speciale consulta atta a rivalorizzare le risorse del territorio: una consulta capace di instaurare un dialogo fra le associazioni locali, le scuole locali, le imprese locali, e gli esercizi locali... Che si occupi nel suo piccolo di temi locali di ricerca e sviluppo… Una consulta che parli di nuovi percorsi di produttività a chilometro zero. Di politiche di iniziativa a chilometro zero. Perché, oggi, in una società “sempre meno ricca e felice rispetto al giorno prima”, ognuno alla fine penserà solo per sé. E bisognerà già da adesso fare una scelta: o credere nella capacità di saper rivalutare assieme, e in competizione, le proprie risorse locali; oppure ci si limiterà ad accusare il colpo di una società dove conteranno solo le risorse dei singoli per andare avanti.

La politica di oggi e di domani sia amministrare, onorare i programmi, fare progetti dal basso cui coinvolgere i giovani alla politica e far quadrare i conti... Pensando anche alle persone e alla capacità locale di poter creare nuova ricchezza (attenzione): ma per pensare a tali cose già servono i giusti organismi intermedi... Come i partiti o le liste civiche (“crescente tendenza sociale”). E che tali strutture abbiano la buona abitudine di coinvolgere in maniera prolocalista le persone e farle protagoniste dirette di progetti. Oltre ai programmi.

http://www.acquavivanet.it/politica/3231-in-merito-alla-politica-dal-basso.html

Un’ulteriore consiglio (ai giovani): prima di guardare al mondo, si abbia almeno l'umiltà di guardare prima e intorno al proprio marciapiede. Ecco che da quel marciapiede, si potrebbe cambiare il mondo. O sapientemente ridipingerlo.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3008-giovani-acquavivas-got-a-merchandising.html

Bisogna però ammettere che esiste una generazione talmente occupata a parlare di mondo (in buona fede) che ha perfettamente dimenticato le difficoltà del proprio vicino. E chi sarebbe mai tale vicino? Il giovane cittadino medio che non può facilmente accendere un mutuo, il giovane, anche straniero e migrante, che potrebbe rischiare lo sfruttamento, il giovane imprenditore in difficoltà e che certamente non delocalizza per andare avanti, il giovane esercente che non guadagna come vorrebbe e paga le bollette, il giovane precario che non potrà sempre pagarle. Il giovane professionista che, se non ha un nome pesante alle spalle, già da solo facilmente non decolla. Interessanti saranno le loro future pensioni.

http://www.acquavivanet.it/economia/3159-pensioni-di-domani-rimboccarsi-le-maniche.html

Forse ha ragione l’Assessore Milella: ci vorrebbe una “navescuola”. Anche più di una. Nasca ipoteticamente da qui la giovane destra, il giovane centro, la giovane sinistra. Se materialmente possibile.

 

Commenti  

 
#3 Saverio F Iacobellis 2012-08-22 09:28
Cara Giusy, so bene che sei una coscienza critica: però attendo ancora una tua risposta. Grazie. (Oddio, almeno vorrei conoscere una tua analisi...)
 
 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-08-03 09:54
@giusy: Siamo in democrazia. E conta anche la sua opinione. Dunque... Può espormi anche il suo parere in merito all'attuale "condizione sociale dei giovani acquavivesi"? Grazie. I saluti più distinti.
 
 
#1 giusy 2012-07-29 14:03
chiacchiere !!!!!!!
 

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