Martedì 20 Novembre 2018
   
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Solazzo: "Moviter, un salasso pieno di anomalie e responsabilità"

solazzo eustachio_claudio

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Abbiamo appreso nell’ultimo periodo la nascita di un nuovo debito fuori bilancio che, in periodi di crisi come quello attuale, pesa come un macigno sulle casse comunali e quindi sulle tasche dei cittadini, ma a lasciare davvero sgomenti è l’assurdità dell’intera vicenda che tenteremo di riassumere qui di seguito.

Nei primi anni ’80 l’Amministrazione comunale, su sollecitazione della dirigente scolastica dell’Istituto Professionale Femminile di Stato “De Lilla”, ricercava locali dove trasferire la sede del summenzionato Istituto ed effettivamente con delibera commissariale del 27 marzo 1985 venivano indicati come idonei i locali siti in Acquaviva delle Fonti alla via Salvemini 7 via Einaudi di proprietà della “Moviter Sud SpA”.

La prima anomalia si evidenzia immediatamente: infatti, già al momento della stipula del contratto di locazione (1985) per immobili da destinare a residenza scolastica non risultano inserite le consuete quanto opportune clausole di garanzia, infatti, nell’accordo stipulato tra l’Amministratore Unico della società “Moviter Sud SpA” e il Commissario Prefettizio, non è prevista alcuna clausola di nullità del contratto in caso di non agibilità dei locali, meglio avrebbe fatto a non stipulare alcun contratto!

Ma ancora, terminati gli opportuni lavori di adeguamento, il 30 giugno 1986 viene effettuato il sopralluogo nel piano seminterrato da parte del responsabile della Moviter e dell’Ingegnere Capo dell’Ente; nel documento “si precisa che sono in corso le procedure per il rilascio del certificato di agibilità, che sarà al più presto esibito all’Amministrazione Comunale”. Così il 22 settembre dello stesso anno l’Ufficio di Igiene Pubblica della USL BA/14 si esprime con un nulla osta circa l’agibilità dell’istituto già per l’anno scolastico 1986/1987, precisando tuttavia la necessità di alcuni piccolissimi lavori di sistemazione. Ormai sembra tutto fatto, quando una manciata di giorni dopo (il 3 ottobre) la stessa USL revoca il parere positivo perché le opere prescritte non erano state effettuate.

L’immobile intanto, già consegnato all’Ente, teoricamente costringerebbe l’Amministrazione al pagamento del canone di locazione. Così l’allora Sindaco cita la società “Moviter Sud SpA” per ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento, nonché per risarcimento del danno. Conoscendo bene i tempi della Giustizia italiana, sia l’avvocato del Comune sia l’allora Segretario Comunale, suggeriscono al Sindaco (nel frattempo siamo nel 1994) di chiudere la faccenda con una transazione.

Ma nulla concludendosi, nel 1997 alcuni Consiglieri di Opposizione presentano una mozione nella quale si chiede proprio di transigere. L’allora Assessore alle Finanze, Avv. Maurizio, si oppone alla mozione, che viene respinta, la stessa mozione viene però approvata l’anno seguente (delibera di C.C. n. 85 del04 settembre 1998).

Alla mozione non viene dato seguito. Nello stesso 1998 il curatore fallimentare della “Moviter”, evidenzia la particolare posizione dell’Assessore Maurizio che, già legale del medesimo gruppo si trovava in chiaro stato di incompatibilità a causa delle funzioni amministrative ricoperte auspicando quindi che le successive decisioni giuridiche relative alla controversia “Moviter” c/ Comune fossero delegate ad altro amministratore.

Insistendo sulla via della transazione nel 1999, a seguito di un copioso carteggio, l’Avv. dell’Ente trova un accordo ufficioso con il rappresentante legale della “Moviter” per un importo pari a 100 milioni di Lire, tuttavia da Palazzo De Mari non si procede ad effettuare proposta ufficiale e così anche questo tentativo fallisce.

Il tempo passa, gli interessi maturano e la sentenza di secondo grado che sovverte radicalmente quanto sentenziato dal Magistrato di primo grado giunge. Ed è un salasso: 937 mila Euro!

Ma a questo punto non possiamo non farci delle domande. Perché gli Amministratori non hanno dato seguito alla mozioni del Consiglio comunale, alle sollecitazioni del Segretario Generale, nonché dell’Avvocato del Comune? Cosa ha spinto la classe politica di quegli anni (ben vicina a quella dell’attuale Maggioranza) ad arroccarsi sulle posizioni che si sono rivelate tanto nefaste per i contribuenti acquavivesi ? Protagonismo o speranza?

Ma cosa dovremmo dire relativamente all’attuale Presidente del Consiglio che, in qualità di legale del gruppo Abrusci (stando a quanto si sostiene dalla documentazione in atti) si sarebbe venuto a trovare in forte conflitto di interessi? Non sarebbe stato più giusto astenersi dalla votazione? E perché oggi non prova a dare ai cittadini acquavivesi le giuste spiegazioni, tentando di mettere a nudo le sue eventuali responsabilità? Non è giusto che gli errori dei singoli siano pagati sempre dai contribuenti. E come mai l’attuale Amministrazione non ha fatto ricorso contro il precetto?

Infine è doverosa un’amara constatazione. Qualora il ricorso in Cassazione dovesse vedere soccombere la “Moviter”, come tutti ci auguriamo e speriamo, avremmo la concreta possibilità di recuperare le somme che abbiamo appena pagato? Oppure la Moviter non sarà più in grado di restituirle? E in tal caso, di chi saranno le responsabilità?

 

Il Consigliere Comunale

Eustachio Claudio Solazzo

 

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