Martedì 13 Novembre 2018
   
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Claudio Pietroforte, GF: Ripensare l'Informagiovani?

claudio pietroforte

 

AcquavivaNet chiede e ottiene l’intervista di Claudio Pietroforte, Coordinatore Generazione Futuro Acquaviva delle Fonti: compagine giovanile di Futuro e Libertà per l’Italia. Individuato, lo scorso marzo, dalla base acquavivese di FLI, in particolare: nella persona del Segretario locale, l’avv. Luca Leoncini, e per volontà dei Consiglieri comunali Roberto Tisci e Raffaele Borreggine. 29 anni, un passato come tesserato in Alleanza Nazionale e una continua militanza a destra anche aldilà delle realtà acquavivesi.

http://www.acquavivanet.it/politica/2886-fli-apre-i-battenti-anche-generazione-futuro.html

Di recente, si è, pertanto, pronunciato a favore del progetto locale della nuova Giovane Unione: progetto promosso direttamente dai Giovani Democratici e tuttora in chiara fase di stand by.

Secondo lei, qual’è la condizione sociale dei giovani acquavivesi oggi?

“La condizione sociale dei giovani acquavivesi, oggi, è abbastanza grave: anche perché sono molti coloro che comunque devono spostarsi e devono andare via da Acquaviva. Magari per cercare, anche con molta difficoltà e visto gli ultimi accadimenti del Governo Monti, del Ministro del Lavoro e quantaltro, un posto. E ovviamente precario. Cosa che non compiace a chi ha già sentito una frase fraintendibile dallo stesso Ministro del Lavoro: quando invece sappiamo quanto la stessa Costituzione italiana preveda che l’Italia sia una repubblica democratica fondata sul lavoro. Quella del Ministro, insomma, fu una frase non delicata e in un momento che tuttoggi resterebbe delicato. Ad Acquaviva, spesso se ne parla in campagna elettorale, dalla Cassarmonica: e si parla di miracoli. Qui, non si fanno né miracoli, né niente… Finora è stato solo un mero tirare a campare. Inutile dire che nelle ultime dichiarazioni di vari assessori c’è stata l’affermazione di un’ipotesi di apertura di uno sportello Informagiovani.”

 Ma questo sportello Informagiovani può definirsi attivo?

“Secondo me, l’Informagiovani non è attivo. Anche fosse attivo, magari non fornisce ancora quell’aiuto capace di intercettare i bisogni di molti nostri giovani. Ad esempio, non si può organizzare solo un corso di formazione riservato a venti, o trenta, persone: quando sappiamo benissimo che un po’ tutti i nostri giovani ne avrebbero bisogno. Io non dico che bisognerebbe espanderlo a migliaia di persone, però penso che l’attuale Informagiovani e i corsi di cui si sente parlare influenzeranno, alla fine, l’interesse, l’audacia, e la fortuna solo di quei venti, trenta, giovani.”

Ma, secondo lei, per andare oltre questi venti, trenta, giovani, non sarebbe opportuno fare un’analisi più diretta sull’andamento reale del mercato locale del lavoro per capire come diminuire il numero dei nostri disoccupati o inoccupati?

 “Questa è effettivamente una domanda su cui riflettere. Lo sportello Informagiovani si dovrebbe occupare anche di queste problematiche. Ma si lascia andare questo sportello, perché forse si deve pensare ad altro. O non si può facilmente pretendere altro. Ora, non voglio entrare in una polemica: le polemiche non servono a nulla. Sappiamo che sabato prossimo ospiteremo Max Gazzé ad Acquaviva: è un grande artista, ma sicuramente con i fondi destinati al suo caché forse potevamo meglio rafforzare il servizio dell’Informagiovani o un servizio per formare direttamente i ragazzi della nostra città per un domani. Fonti a me vicine mi hanno parlato di circa 20.000 euro. Inutile dire che benvenga anche Max Gazzé e che l’Assessore preposto si sta impegnando molto per tale evento. Sottolineo la bontà dell’impegno anche sul settore della Cultura: anche se, come tutti oggi noi sappiamo, la cultura da sola, almeno di questi tempi (sia chiaro), non potrebbe bastare.”

Come vede l’attuale rapporto fra enti locali e l’attuale governo nazionale?

“Inutile dire molto su Monti nella sua politica dei tagli: alcuni tagli ovviamente non sono condivisibili, come quello degli statali, ad esempio… Come è anche vero che comunque ci sono statali e statali. Forse l’abolizione delle province potrebbe rivelarsi un danno per il nostro territorio: ma in un momento di crisi, dobbiamo tutti stringere la cinghia. Ovviamente tartassare solo i piccoli cittadini e le piccole imprese francamente sarebbe da evitare, perché prosciugare un cittadino o un titolare di una piccola azienda su tasse, tasse e tasse, porterebbe il cittadino all’esasperazione, il piccolo imprenditore, come già è realmente successo in punti d’Italia, se l’acqua raggiunge la gola può fare gesti inconsulti.”

Che fine ha fatto il blog Genlocal, che racchiude comuni esperienze di FLI Acquaviva, GF Acquaviva e Associazione Consumatori Puglia?

“Il blog http://genlocal.wordpress.com cammina piano, procede con calma, e non ha alcuna fretta: nei prossimi mesi, magari, si punterà a una sua espansione… Vorrei chiedere a tutti i cittadini acquavivesi di scriverci a partire dal mese prossimo: di lasciarci le loro segnalazioni, attraverso e-mail o postando nuovi commenti. A noi interesserà avere un costante contatto con il nostro paese reale. In seguito, stileremo un profilo della situazione e porremo poi in essere un protocollo d’intesa tra i nostri utenti e le istanze che noi promuoveremo poi in seno all’amministrazione comunale. Se tutto andrà bene.”

A parte internet o social network, dov’è finito rapporto diretto con i giovani? E come questi possono avvicinarsi, oggi, alla politica, al territorio?

“Avvicinare i giovani alla politica, oggi come oggi, è veramente difficile, perché i giovani non sono interessati: perché i valori sono visti come un qualcosa di falsato e a cui è inutile fare cieco affidamento in un’Italia che vedono sempre più decadente e vicina al lastrico. Difficile costruire una credibilità quando alcuni già affermano che noi siamo i prossimi alla Grecia.

I tempi sono duri, e proprio perché duri dobbiamo seriamente puntare sui giovani. Le frasi fatte non servono, bisogna seriamente sedersi a tavolino coi giovani e capire, come gruppo e come individui, cosa assieme si vuole fare tutti da grandi. E ripartendo dal territorio.

I grandi temi di massa – pensati per la massa e non viceversa – facilmente sollevati in Tv o in Internet, i facili slogan pre-confezionati, rimasticati, e le mode storico-vetero-simulo-ideologiche a loro connesse passino in secondo piano.”

 

 

Commenti  

 
#1 ciccillo 2012-07-13 17:02
stiamo messi proprio bene
 

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