Martedì 20 Novembre 2018
   
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Cotrufo: “Lo Ius Soli ai tanti Balotelli italiani”

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Lo scorso 28 e 29 Maggio si è tenuta a Palo del Colle la IV Festa provinciale dei Giovani Democratici Terra di Bari. Mentre Mario Balotelli diventava eroe nazional popolare in tutte le piazze italiane, i ragazzi dei GD affrontavano un tema assai delicato: la cittadinanza italiana ai figli di migranti. La festa infatti aveva come tema principale la proposta di legge per “italianizzare” i tanti Balotelli presenti nel nostro paese. Insomma i cosiddetti “italiani di seconda generazione”.

La Voce del Paese in esclusiva ha intervistato il Segretario Provinciale dei Giovani Democratici Pasquale Cotrufo. In un momento cosi drammatico per il Paese la forza, la passione e l’intelligenza dei mille giovani di queste terre dovranno servire a ricostruire un Italia ormai sempre più sull’orlo del baratro.

Segretario ci racconti un po’ come è andata la quarta Festa Provinciale dei Giovani Democratici Terra di Bari.

 

“La quarta Festa Provinciale si è tenuta a Palo del Colle lo scorso 28 e 29 Giugno, puntando su un argomento da pochi conosciuto che è quello della cittadinanza italiana ai figli di migranti, visto e considerato che l’Italia è l’unico dei Paesi europei che non prevede la normativa ius soli per concedere la propria cittadinanza. Ai nostri dibattiti hanno preso parte illustri e autorevoli opinion leader. Andrea Sarubbi Parlamentare del PD primo firmatario della proposta di legge sullo ius soli assieme al deputato finiano Fabio Granata, poi Khalid Chaouki responsabile nazionale del PD dei nuovi italiani, Fausto Raciti il Segretario Nazionale dei GD e Paolo Ciani esponente della comunità Sant’Egidio collaboratore del Ministro Andrea Riccardi”.

 

Al di là della sconfitta finale subita dalla Nazionale Italiana agli europei di calcio, una delle più grandi vittorie del CT Cesare Prandelli è stata quella di aver avviato una rivoluzione culturale. Mai il popolo italiano si sarebbe ritrovato in piazza ad idolatrare un giocatore di colore. Possiamo dire che nel calcio la “generazione Balotelli” ha vinto. Adesso dunque tocca alla politica?

 

“Lo sport molto spesso è veicolo di questi messaggi culturali e anti discriminatori. Basti pensare ad esempio alla Francia del ‘98 quella dei grandi campioni di colore Lilian Thuram, Marcel De Sailly, ecc.. Come avviene molto spesso mentre lo sport è già proiettato verso il futuro la cultura e la politica sono anni luce distanti da questi fenomeni di cambiamento radicale”.

 

A proposito di diritti civili, qual è la sua posizione sulle unioni omosessuali?

 

“Posso già anticipare una delle nuove iniziative dei GD provinciali che prenderanno il via a Settembre. Il tema è proprio l’oggetto della sua domanda. Noi siamo convinti che in materia di diritti civili l’Italia debba fare un balzo in avanti. Noi siamo vicini alle comunità LGBT. Il 17 Maggio abbiamo festeggiato in tutta Italia la giornata contro l’omofobia. Il segretario nazionale Pier Luigi Bersani ha annunciato che uno dei primi provvedimenti da adottare quando saremo al governo nazionale sarà quello di disciplinare i diritti civili per le coppie omosessuali”.

 

La Francia lo ha già fatto, la Spagna anche, gli Usa di Barack Obama pure come mai l’Italia è ancora ferma in tema di diritti civili alle coppie omosessuali? Qualcosa la ostacola?

 

“Siamo rimasti purtroppo gli unici paesi al mondo a non legittimare i diritti alle comunità LGBT. Vanno tutelate quelle persone poiché non possono godere di alcuni diritti essenziali pur pagando le tasse regolarmente come tutti gli altri cittadini”. 

Veniamo alla Puglia. In provincia di Bari, come del resto in gran parte dei Comuni italiani il PD è diventato il primo partito dopo queste tornate elettorali. C’è un dato politico che però fa riflettere. Nella terra della Primavera Pugliese, interpretata da due grandi leader della sinistra Vendola ed Emiliano, si è riaperta profondamente la famosa questione “morale” (pensiamo alle cozze e frutti di mare a Bari e a Sanitopoly in Regione). Possiamo affermare dunque, come del resto ha fatto il segretario regionale del PD Sergio Blasi, che la primavera pugliese si è conclusa?

 

“Vorrei mettere su due piani diversi il caso Emiliano e il caso Tedesco. Sinceramente io non vedo un grave “scandalo” nel ricevere regali a Natale. E comunque Emiliano non è indagato per alcun reato. Diversamente dal Senatore Alberto Tedesco che il PD ha deciso e ha fatto dimettere dal nostro partito”.

 

Va bene, però la sinistra per anni ha fatto del “conflitto di interesse” il suo cavallo di battaglia.

 

“Certo, però sbaglieremmo a racchiudere il fenomeno della Primavera Pugliese solo ed esclusivamente ai due leader Vendola ed Emiliano. Quel movimento è stato una rivoluzione culturale fatta da liberi cittadini, intellettuali, artisti, musicisti era la voglia di una Puglia migliore. E questa voglia di cambiamento non è affatto morta”.

 

Dove la mettiamo la questione “morale” di Enrico Berlinguer?

 

“La seconda Repubblica è stata pervasa da comportamenti pubblici di etico dubbio. Questa Terza Repubblica si dovrà aprire per forza con una nuova classe dirigente che faccia dell’eticità dei comportamenti pubblici un cavallo di battaglia. Perché oltre ad uscire dalla crisi economica noi dobbiamo uscire da una crisi morale che sta uccidendo la nostra democrazia”.

 

Se non si risolve la questione morale al più presto movimenti populisti dell’antipolitica come quello di Grillo avranno sempre più gioco facile.

 

“Credo che chi occupa ruoli e funzioni pubbliche debba dare l’esempio. Questo è molto importante. L’antipolitica in questo momento di profonda crisi delle istituzioni pubbliche sta trovando terreno fertile. Questo è un male per il paese. Il populismo, la demagogia non ci farà uscire dalla crisi economica”.

 

Segretario occupiamoci un attimo di Acquaviva delle Fonti. Lei durante il Governo di centro destra guidato da Franco Pistilli ebbe a paragonare le strade di Acquaviva come quelle di Baghdad (sporche, disastrate ecc…). A distanza di due anni oggi che è al governo il centro sinistra pensa la stessa cosa?

 

“Voglio essere ironico e dico che abbiamo finalmente tolto Saddam Hussein, abbiamo preso la città e adesso siamo nella fase di ricostruzione. Non è un caso che da pochi giorni siano partiti i lavori di rifacimento del manto stradale sull’Estramurale. Voglio essere un po’ critico con la mia amministrazione, in questi due anni non si è fatto quello che si doveva fare per diversi motivi sia politici che legati a vincoli di bilancio. Mi auguro che la nuova giunta possa dare un contributo maggiore a migliorare la mia città”.

 

Non ha risposto alla mia domanda. Acquaviva oggi ha ancora le strade sporche e disastrate come due anni fa quando c’era Pistilli?

 

Effettivamente poco è cambiato, c’è molto lavoro da fare. Sono però fiducioso”.

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