Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Carucci (SEL): “Non mi aspetto grandi risultati” (Seconda parte)

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AcquavivaNet intervista il Prof. Marcello Carucci, Consigliere comunale di opposizione ed espressione politica locale di Sinistra Ecologia Libertà.

Seconda parte dell’intervista, insieme con il “Professore”: per entrare nuovamente nelle ultime novità sulla scena politica acquavivese.

L’intervista ha assunto tratti interessanti, da un punto di vista volto al mondo “locale” dei giovani e alle loro odierne condizioni sociali: dove lo stesso Carucci è andato sapientemente oltre l’esperienza professionale del ruolo di insegnante e di educatore, oltre anche al ruolo del politico.

Riflettendo, dunque, da comune cittadino: pertanto, ringraziamo la sua cortese disponibilità ad aver accettato la nostra richiesta di intervista.

Emerge proprio da tale che l’attuale maggioranza al governo cittadino vive ancora fasi altalenanti: fasi da evitare nei giorni di luglio. Il Consigliere lancia un significativo appello agli assessori comunali alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili di Acquaviva delle Fonti.

Come vede la condizione sociale dei giovani acquavivesi?

 

“La condizione sociale dei giovani acquavivesi è assolutamente drammatica e io parlo non tanto da educatore, insegnante, o consigliere comunale, o da persona dotata di una particolare sensibilità: parlo dal punto di vista di un genitore che ha già i suoi due figli laureati e trasferiti, anche amministrativamente di residenza, nel comune di Roma. Dove risiedono e lavoricchiano, sperano, stentano, combattono e trovano giorno per giorno le chances sempre più ridotte e che influenzano, talvolta, anche le scelte di una famiglia d’origine monoreddito. Ma così mi risulta che sono migrati, proprio come i miei figli, altri giovani acquavivesi. Magari dopo una laurea, anche importante, il primo atto è lasciare questa città: proprio per l’assoluta assenza di prospettive. Non è giusto nasconderlo.

Io penso che gli enti locali, con un funzionante ufficio informagiovani, potrebbero avere almeno un ruolo di indirizzo e di consulenza: magari pensando proprio a quei giovani che, ad esempio – anche se di esempi ne possiamo fare davvero tanti, in questi giorni stanno concludendo di affrontare gli esami di maturità. Alcuni mi dicono, però, che l’ufficio informagiovani, ad Acquaviva delle Fonti, proprio in questi giorni è chiuso…

Tutto questo la dice lunga sulla condizione sociale dei ragazzi di Acquaviva, i quali possono contare soltanto sulla solidarietà delle proprie famiglie d’origine e in considerazione del fatto che tutte le istituzioni, dal livello locale al livello nazionale, ai giovani hanno forse voltato le spalle.

I giovani sono vittime sacrificali dell’egoismo delle caste politiche e delle oligarchie economiche: sono convinto che i giovani si troveranno assieme per ribellarsi in maniera durissima a questa condizione; ormai infelice. Disumana. Crudele. E sapranno, attraverso una civica lotta, trovare le prerogative del proprio riscatto. Io così mi auguro.”

 

E quali consigli magari vorrebbe dare alla cortese attenzione dell’Assessore alle politiche sociali e all’attuale Assessore alle politiche giovanili di Acquaviva delle Fonti?

 

“Di parlare di meno, di esporsi di meno alle semplici tentazioni mediatiche. E di lavorare di più. Di lavorare in maniera più oscura, meno banalmente esposta… E di andare effettivamente alla ricerca delle aree dove bisognerà porre rimedio e portare a favore di esse delle soluzioni.

Attenzione: so che sono difficili, ma anche il normale comportamento dei ruoli istituzionali potrà comportare l’alleviamento delle difficoltà in cui versano numerosi giovani e le loro famiglie acquavivesi. La politica dei servizi sociali, oggi posta in essere, mi risulta ancora e comunque in linea con la politica degli assessori predecessori. Per la politica adottata dalla Capozzo, ricordo di aver già espresso positivo apprezzamento. La Capozzo, nel suo piccolo, operò in maniera decente e senza atteggiamenti volti al divismo: che non dovrebbero attenere a chi opera in questo settore. Non nessuna vera polemica: ma che si parli di meno e che si lavori di più.”


Commenti  

 
#1 Giovanni Bruno 2012-07-09 11:03
Bravo Consigliere Carucci, lei sì che riesce ad operare lontano dalle tentazioni mediatiche e senza essere banalmente esposto, a lavorare in maniera oscura, ma tanto oscura che la si notava di più quando faceva il professore in Sudamerica. Bei tempi.
 

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