Venerdì 21 Settembre 2018
   
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Pistilli e la quaestio "Miulli"

pistilli

 

Lei, da un paio di anni, sta portando avanti una dura “battaglia” sull’autenticità della proprietà degli ex. Immobili dell’Ospedale Miulli siti in via Maselli Campagna. A suo avviso quello di portare questo caso nelle aule tribunali e scatenare una sorta di “guerra santa” era l’unico modo per risolvere la questione, oppure si poteva trovare un modo alternativo, aprendo realmente tavoli di trattative tra il Comitato Cittadino in difesa del Miulli, il Comune e l’Ente Ecclesiastico? Lei come intendeva riutilizzare i plessi dismessi dell’Ospedale Miulli?

Posso esibire tutte le carte che ho inviato, e saranno almeno una decina, al Governatore dell’ospedale Miulli. È doveroso fare una distinzione: io parlo del Governatore del Miulli non del Vescovo della diocesi. Perché fino a quando confonderemo questi ruoli, questo farà comodo al presule, ché servendosi della sacralità della Chiesa vuole mettermi contro i cattolici .

Lei è contro la “Chiesa”?

Io non sono contro la Chiesa. Allora distinguiamo una volta per tutte il ruolo del governatore dell’ ospedale Miulli, che è una società privata, dal ruolo del Vescovo della diocesi. Non c’è scritto in nessun Vangelo che Dio ha voluto l’ospedale Miulli ad Acquaviva delle Fonti. Quindi una cosa è la sacralità della Chiesa altra cosa è l’Ente Ecclesiastico. Ho inviato tantissime lettere per trovare un accordo e quando il Vescovo mi scrisse chiedendomi di organizzare una riunione con tutti i sindaci dei comuni viciniori per valutare la destinazione dei vecchi plessi del comune di acquaviva, io risposi: a quale titolo devo invitare gli altri sindaci dei comuni limitrofi quando quei beni sono frutto di un lascito testamentario di un benefattore di Acquaviva delle Fonti che è l’avv. Francesco Miulli, il quale ha lasciato i suoi beni “alli poveri e alli infermi di Acquaviva” gestiti dall’Arciprete (oggi il Vescovo) comunque un canonico della comunità acquavivese, il quale se rinuncia, o in caso di cattiva gestione ,subentra l’universitas ovvero il Comune. Quindi dissi al Pastore della diocesi di Gravina, prima di indire questa riunione incontriamoci stabiliamo di chi sono questi beni se sono della comunità acquavivese o se sono dell’ente ecclesiastico, se dovranno rimanere pubblici o dovranno divenire privati .

E Sua Eccellenza Mons. Mario Pacello cosa le ha risposto?

Il Vescovo invece di nascosto ha pubblicato il bando per l’alienazione degli immobili . Io ho fatto ricorso al bando e ho tutta la documentazione ufficiale a tal proposito. Il Vescovo-Governatore alla chetichella è andato dal notaio e con una dichiarazione unilaterale ha traslato i beni dall’Opera Pia all’Ente Ecclesiastico. Io ho cosi inviato un telegramma all’Agenzia del Territorio di Bari chiedendo di autenticare la titolarità dei beni . L’agenzia del territorio ha più volte chiesto all’ Ente Ecclesiastico della documentazione che attestasse la titolarità di questi beni in capo allo stesso . L’Ente Ecclesiastico Miulli non è stato in grado di dimostrare la proprietà di questi beni e quindi li ha fatti retrocedere all’Opera Pia.

Ente Ecclesiastico- Opera Pia…c’è un po’ di confusione…vuole spiegarci meglio come stanno le cose?

L’Ente Ecclesiastico è cosa differente dall’ Opera Pia.

Quindi cosa è successo?

Il Vescovo-Governatore ha fatto ricorso per riappropriarsi di questi beni. Questi, lo ribadisco pel l’ennesima volta, sono i beni della comunità acquavivese. Nessun sindaco nella storia repubblicana per un timore reverenziale nei confronti di alcuni uomini di Chiesa che si servono del sacro manto di Dio per perpetrare questo strappo alla popolazione di Acquaviva, si sono messi contro il Vaticano. Io sono stato l’unico sindaco e questo mi è costato la sedia di Primo cittadino e di consigliere Provinciale. Ma se dovessi ritornare indietro, lo rifarei e non mi fermerò tanto per essere chiaro con tutti e soprattutto con il Vescovo. Questi beni sono del nostro comune   e devono essere gestiti dal clero di Acquaviva, il quale purtroppo si comporta come “Nicodemo”. È in atto un ricorso, quei beni devono rimanere alla comunità di Acquaviva , non possono essere usurpati.

Che valore hanno questi beni per la comunità acquavivese?

Questi immobili valgono ben 86 milioni di euro, che il Vescovo-Governatore vuole trasferire dalla Opera Pia all’Ente Ecclesiastico, che ,torno a dire ,è una società privata. E questo la gente di questo paese non l’ha capito, o fa finta di non capirlo oppure proprio non gliene importa nulla. Credo che il nostro compito sia quello di lasciare ai nostri figli una società prospera , progredita e civile. Non possiamo perpetrare questi strappi . Rispettiamo il Settimo Comandamento del Decalogo biblico. Voglio ribadire che tutta la dichiarazione che sto rilasciando oggi è supportata da documentazione ufficiale cartacea. Ho inviato almeno cinque note al Vescovo chiedendogli di utilizzare questi beni per far trasferire il Tribunale di Acquaviva ed in parte per allocare l’associazionismo che pullula nella nostra comunità, ed è ricco di generosità e altruismo. Quando sono stato sindaco con queste associazioni abbiamo cercato di aiutare i più bisognosi, le fasce deboli, gli anziani e   gli immigrati. Quindi quei plessi dismessi potrebbero fungere da centro di ritrovo per tutte quelle associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio.

Crede di essersi esposto troppo ingaggiando questa battaglia contro un istituzione religiosa?

Questa è la vera causa della mia discesa politica. Trovatemi un partito o un uomo politico in tutta la storia Repubblicana che ha avuto il coraggio a qualsiasi livello di affrontare degli aspetti cruciali di rapporti ed equilibri con la Chiesa. In Italia abbiamo una Chiesa che si sdoppia ed è strano questo, perché se noi parliamo della pillola abortiva se noi parliamo della fecondazione artificiale vi è una logica di doppio-pesismo a seconda delle Nazioni. Solo questo dato mi spinge ad una matura e approfondita riflessione.

Lei è un credente?

I miei genitori mi hanno fatto respirare un profondo rispetto per la Religione e per gli uomini ecclesiali. Sono cresciuto proprio rispettando questi valori. Credo che una cosa sia la sacralità della religione, altra cosa è l’attività che svolge una società privata come quella dell’Ente Ecclesiastico. Penso che il periodo delle indulgenze sia molto, ma molto remoto e figlio di una grande ignoranza sulla quale molti uomini di chiesa nel corso dei secoli hanno giocato. Io credo in Dio e sono un cattolico ma ripeto una cosa è la Chiesa altra cosa è l’Ente Ecclesiastico. Quest’ultimo con una società esterna, la SERVIZI IMMOBILIARI con sede a Napoli, ha costituito alcune società miste come l’HIPAKOE, l’HOPIPARK e l’HOPITEKNA, società prestanome con scopo di lucro. All’Hipakoe sono stati affidati senza effettuare alcuna procedura di gara o di evidenza pubblica tutti i servizi ausiliari e le attività svolte nell’ospedale. È prassi normale che la Chiesa volta alle opere caritatevoli costituisca delle società a scopo di lucro?

Chi è scorretto a tal punto da mettermi contro tutti i cattolici di Acquaviva non sono di certo io. Hanno fatto intendere la mia battaglia contro l’Ente Ecclesiastico una battaglia contro la Chiesa. Non è stata la Chiesa ad essere colpita da me, ma una società privata che non da conto a nessuno della sua gestione , fa assunzioni dirette quando conviene, fa concorsi quando conviene. Ed io dovevo tenermi decine di persone disoccupate che bussavano alla mia porta per un lavoro e dare, perlopiù anche i contributi alle parrocchie di questo paese per delle iniziative. Un comune che ha un bilancio che si aggira sui 30 milioni di euro con 80 dipendenti che per fare un assunzione deve bandire un concorso che deve essere di una trasparenza solare, al Miulli dove c’è un bilancio di 300 milioni di euro 1600 dipendenti la stragrande maggioranza tutti di fuori paese non c’è un sacerdote di Acquaviva che non dica al Vescovo-Governatore del Miulli aiuta i poveri di questo paese. Io come massima autorità cittadina ho chiesto più e più volte di esaminare i bilanci del Miulli. Non ho ricevuto alcuna risposta. Sono stato costretto ad andare al Tar e ho perso la causa. Cosa hanno da nascondere?

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