Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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In merito alla politica dal basso...

fare luce

Non dobbiamo negarlo: sta crescendo un po' di sfiducia nei partiti. Sfiducia mediatica. Sfiducia modaiola. Sfiducia anche dai facili slogan…

Ma ciò non ci ha ancora portati alla rivoluzione (parola di per sé vuota e tutta da dimostrare), ma all'astensionismo: perché viviamo in un’Italia, in un’Acquaviva (di conseguenza), che le rivoluzioni le cerca e, al tempo stesso, le pondera.

Le pondera: perché le studia, le critica... E questo, oggi, è ancora un bene: perché i cittadini dimostrano di essere finalmente scettici alle facili seduzioni dei nuovi uomini-massa.

Facendo da soli anche leva sulle loro umane incertezze... Che meriterebbero di essere oggi accolte come insperate virtù.

Virtù. E queste serviranno: perché il paese (in senso metafisico: senza specificare se è la città o la nazione…) non gode, al momento, di una buona salute socio-economica.

E tutti sono ora sotto il giudizio del popolo. Anche un Grillo.

Oggi si parla tanto di politica dal basso: a parte il parlare, non è forse tempo di tirar fuori gli argomenti fra gli stessi cittadini?…

…O sono per caso gli stessi del cosidetto “vecchio che avanza”?

Tra un po' i giovani non ci cascheranno più: neanche ai prossimi Vaffa-day, se il Beppe Nazionale e i suoi non si muovono a salvare le casse di Parma. Perché oggi serviranno i fatti, gli accordi con le banche: quelle stesse oggetto, dapprima, di cotanta severa diffidenza comunicativa... Perché serviranno virtù. Serviranno fatti.

Eppure con Grillo, con Tosi a Verona, con Orlando a Palermo, abbiamo già i primi sintomi di un interessante cambiamento: ecco che per magia non si vota più per la struttura partito ma per la persona; non si vota più per logiche vetero-ideologiche ma per finalità sempre più prolocaliste. Sempre più attente alle vere questioni sociali. Era ora.

A parte il fenomeno Grillo, constatiamo che in Italia crescono sempre più le civiche.

Seguirà anche Acquaviva?

Le civiche nascono come costole delle scuderie partitiche ufficiali: vedi Emiliano. Piloti di seconda scelta che si riveleranno poi in gara con le monoposto vincenti, più veloci: come è già accaduto per De Magistris “in quel di Napoli”.

Ma… A parte questi fenomeni distanti chilometri dalla realtà del De Mari, quale analisi possiamo fare oggi per Acquaviva? Come la pensa il cittadino acquavivese?

In merito… Quando un cittadino di Acquaviva parla, “ogni santo giorno”, di cambiamento, del basso, a cosa onestamente allude?

Questa domanda la lasciamo alla cortese attenzione degli acquavivesi. Confidando anche in sagge risposte. Noi, adesso, cerchiamo di immaginare cos'è un vero modello di politica dal basso, pur sempre in una chiave ipotetica: ovvero, una competizione fra movimenti politici. Tutto qui? No… Ma dove ciascuno vanta al suo interno di una speciale consulta atta a rivalorizzare le risorse del territorio: una consulta capace di instaurare un dialogo fra le associazioni locali, le scuole locali, le imprese locali, e gli esercizi locali... Che faccia nel suo piccolo ricerca e sviluppo… Una consulta che parli di nuovi percorsi di produttività a chilometro zero. Di politiche di iniziativa a chilometro zero (…in stile Mad Dog Crew). Perché, oggi, in una società “sempre meno ricca e felice rispetto al giorno prima”, ognuno alla fine penserà solo per sé. E bisognerà già da adesso fare una scelta: o credere nella capacità di saper rivalutare assieme, e in competizione, le proprie risorse locali; oppure ci si limiterà ad accusare il colpo di una società dove conteranno solo le risorse dei singoli per andare avanti. I nostri giovani, di conseguenza, meritano di conoscere sincere risposte, vera partecipazione alla politica: quella dei progetti sul territorio. Non le chiacchiere demagogiche o le primavere arabe.

Se qualcuno non è d’accordo, non ci neghi, democraticamente e comunque, il suo punto di vista.

 

Commenti  

 
#10 Saverio F Iacobellis 2012-07-02 08:57
Conclusioni: il fine del presente articolo è alimentare, dal basso, un sano dibattito fra i cittadini acquavivesi.

Il messaggio offerto dall'articolo designa una via possibile e non certo la soluzione a tutti i mali.

Morale: Che si continui il dibattito, se necessario.

@claudiopietroforte: Prima dei partiti e delle civiche, si facciano dei laboratori pro-local e in competizione fra loro.
I giovani? Con l'individualism o galoppante di oggi, giovanotti e anzianotti vantano solo un pensiero univoco e orizzontale.
Più democratici, più civili, più comunitaristi: il rosso e il nero, o l'azzurro e il verde tenue, forse non bastano più.

@P.K.: Il medio-evo è già comodamente tra noi, grazie proprio all'idea della ricercata cosmopoli che parla troppo di cosmo e dimentica la polis.

@Al_mio_amico_Saverio: Quoto con piacere il commento. Se te la senti, puoi sempre menzionare proposte e scendere in ulteriori analisi.

@Michele_Natale: Quoto in parte i commenti postati (...e meritano rispetto), ma meno "rivoluzioni" e più "soluzioni"...
Non sottovaluto le sue capacità di analisi e continui in questo esercizio.
(Grazie Michele)

Un cortese saluto a tutti. E, se possibile, continuate a postare e a riflettere... Perché Acquaviva non può certo accontentarsi delle satire di un Bartolomeo Brambillo per tentare, alla lontana, di capire come dovrebbe funzionare la cosa pubblica...
 
 
#9 Saverio F Iacobellis 2012-06-28 17:58
Al cortese P.K.: Politica sia "amministrare", "fare le riforme", "fare progetti" e "far quadrare i conti"... Pensando ANCHE alle persone e alla produttività, e partendo da quella locale: ma per pensare a tali cose già servono i giusti organismi intermedi... Come i partiti o le liste civiche. E che tali strutture abbiano la buona abitudine di coinvolgere in maniera prolocalista le persone e farle protagoniste dirette di progetti. Oltre ai programmi. E prima di guardare al mondo, si abbia almeno l'umiltà di guardare intorno al proprio marciapiede... Ecco che da quel marciapiede, potresti cambiare il mondo. Bisogna però ammettere che esiste ormai una generazione di giovani talmente occupata a parlare di mondo e dei suoi colori che ha perfettamente dimenticato le difficoltà del proprio vicino. E chi sarebbe mai tale vicino? ...L'italiano medio che non può accendere un mutuo, l'immigrato che rischia lo sfruttamento, l'imprenditore in difficoltà o che non delocalizza, l'esercente che paga le bollette, il precario che non può pagarle... Ecc.
 
 
#8 Saverio F Iacobellis 2012-06-28 13:59
questioni NON globali richiedono soluzioni NON globali ...

OPPURE: "Se vuoi cambiare il mondo, parti da casa tua. Relazionati con gli altri: coi simili... Che, guarda caso, sono diversità. Diversità che, nel loro complesso, sono Comunità, territorio, identità e integrazione intelligente, e rappresentano un vasto esercizio di idee e di soluzioni.
Le soluzioni e non le rivoluzioni.
Poi, ognuno è libero di pensarla come vuole.
 
 
#7 Michele Natale 2012-06-07 16:45
PER NON CADERE NELL’INGANNO DELLA “POLITICA DAL BASSO”
COSTRUIAMO AMBITI DI REALE DEMOCRAZIA DI BASE
QUARTA PARTE
In questo quadro è evidente che ciò di cui abbiamo bisogno non è certo una sterile “competizione fra movimenti politici”, in sostituzione dei partiti politici (che inutile differenza!). Abbiamo bisogno di aprire la riflessione con le persone, di discutere assieme quando e come può essere proposta diffusamente un’alternativa essenziale che promuova un riscatto a fronte del degrado sociale e morale, che si articoli in strade praticabili da migliaia di persone attraverso l’auto attività e soprattutto grazie al rilancio dell’impegno solidale. Abbiamo bisogno di riflettere assieme su come si può rendere concreto in questo periodo un progetto di costruzione di una fronte sociale fuori dal sistema decadente e come si possono articolare oggi le opzioni di democrazia di base – non “politica dal baso” – cui bisogna richiamarsi. Partiamo dal riconoscere e valorizzare ciò che di più positivo e benefico caratterizza e accomuna gli esseri umani, per svolgere un cambiamento in chiave umanista, bisogna imparare a promuovere solidarietà, essere amici e amiche in conformità a idee condivise fino a giungere a un nuovo programma d’impegno. Proviamo a costruire Gruppi d’Impegno in Amicizia (GIA), non nuclei allargati di partito sotto mentite spoglie, ma nuovi organismi “di base” che inizino dall’organizzar e gruppi di discussione e dialogo, mettendo da parte e non partendo dall’idea di future competizioni elettorali.
Michele Natale
 
 
#6 Michele Natale 2012-06-07 16:44
TERZA PARTE
Quello che ritengo debbano essere i punti base di un’alternativa positiva di vivibilità fuori dalla decadenza del sistema politico in corso, sono:
 Nella crisi politica si appalesa come non esistono possibilità di un governo favorevole agli interessi della gente comune. Chi vuole affermare e difendere le proprie esigenze, quindi, ha bisogno di prendere l’iniziativa, di “fare da sé” unendosi ad altre persone senza nessuna fiducia nel governo, nei partiti e nelle istituzioni.
 Le sinistre politiche svelano, oggi più di ieri, la loro internità al sistema, non essendo capaci nemmeno di fare proposte anche solo di resistenza agli attacchi governativi e padronali condotti nell’ambito dello stato democratico.
 Ancora una volta “nuovi” figuri prendono forma all’orizzonte, il trasformismo della politica mette in campo svariati false alternative, dal “Grillismo” alla “politica dal basso”, passando per le liste civiche e quant’altro si muove sul solito e vecchio piano politico istituzionale. Quello che in silenzio sta realmente avvenendo però, è il riproporsi di esperienze di auto attività e/o microconflittua lità diffusa in diversi ambiti sociali, da esigenze di vario tipo (No TAV – No ponte sullo stretto – No dal Molin – ecc.). Sono queste esperienze cui prestare attenzione, da conoscere e fare conoscere, e con cui interloquire sapendo che soffrono per la mancanza di una prospettiva di carattere generale che bisogna impegnarsi a tracciare e definire, al fine d’isolare l’estremismo politico violento.
 
 
#5 Michele Natale 2012-06-07 16:42
PER NON CADERE NELL’INGANNO DELLA “POLITICA DAL BASSO”
COSTRUIAMO AMBITI DI REALE DEMOCRAZIA DI BASE

SECONDA PARTE
Cos’è quello che si sta vivendo in questi giorni in Emilia, e che ogni giorno vive tanta gente comune, se non splenditi momenti di rivoluzione silenziosa, purtroppo offuscati dalla malvagità della politica che occupa le prime pagine dei giornali. Quell’ospitare, nutrire, assistere chi ha bisogno: quei gesti semplici di generosità che aiutano chi è colpito dal terremoto o da quotidiane avversità. Ci si sostiene fra sconosciuti, fra autoctoni e immigrati, malgrado le abitudini egoiste e razziste ancora prevalenti. Sono questi spunti di solidarietà umana che stanno dando forza all’agire e reagire dal basso degli Emiliani ora, degli Aquilani prima e ancora oggi. Non provengono dalla “politica dal basso” questi slanci, bensì, dalla coraggiosa e forte azione alla solidarietà che muove la specie umana. Mentre la normalità cui vuole tornare la politica – sia dei partiti sia delle liste civiche – e quella dei capannoni crollati per i risparmi padronali sulla sicurezza. L’economia è tutto la società deve adeguarsi, costi quel che costi. Il circolo vizioso di questo finto cambiamento, si potrà spezzare solo dando fora a principi e proposte radicalmente alternative ai codici della politica, dello Stato, del conflitto fine a se stesso, del violentismo distruttivo, delle menzogne e delle ipocrisie.
Saverio Iacobellis termina con un simpatico invito: “Se qualcuno non è d’accordo, non ci neghi … il suo punto di vista”. Ritengo che gli insegnamenti della primavera araba e quelli delle rivoluzioni democratiche dell’Ottantanov e, siano un fondamentale riferimento da non perdere di vista, proprio perché sono processi con importanti segnali di estraneità al pantano della politica.
 
 
#4 Michele Natale 2012-06-07 16:41
PER NON CADERE NELL’INGANNO DELLA “POLITICA DAL BASSO”
COSTRUIAMO AMBITI DI REALE DEMOCRAZIA DI BASE

Prima parte
Saverio Iacobellis nel suo articolo: “In merito alla politica dal basso …”, chiede se le liste civiche, approderanno anche ad Acquaviva e riconosce che “le civiche nascono come costole delle scuderie partitiche”. Le liste civiche tendono a ricondurre l‘attuale crisi della politica, a una malattia transitoria e guaribile, piuttosto che a una patologia della democrazia e dei partiti, suoi pilasti fondativi. Grillo, Tosi, Orlando non sono – come sostenuto nell’articolo – “i primi sintomi di un interessante cambiamento”, piuttosto sono la dimostrazione di quando ancora debole e poco consapevole sia la tendenza al cambiamento. Iacobellis dice che “… Sta crescendo un po’ di sfiducia nei partiti. … sfiducia anche dai facili slogan” è vero, una sfiducia però solo parziale per l’assenza di un bilancio attento e non consapevolezza della nuova epoca apertasi ormai da più di vent’anni. Ci sarebbe da chiedersi che percezione hanno le persone comuni, particolarmente nel nostro paese, di quel processo complesso e duraturo – che ci coinvolge pienamente – iniziato nel 1989 con l’abbattimento del socialismo reale, la fine della guerra fredda, il crollo del muro di Berlino e con esso di uno dei pilastri che reggevano il sistema di potere dominante, e l’inizio della crisi dell’altro? Gli apparati dei partiti hanno cercato di imbrogliare parlando di “nuovo ordine mondiale”, di “fine della storia”, fino a ricorrere al terrorismo e agli scenari di guerra (ex Iugoslavia, Medio Oriente, Cecenia). Dire, come fa Saverio, che la sfiducia “… non ci ha portato alla rivoluzione …” è inesatto. Cosa è stata quella del 1989 nei paesi dell’Est? Che cosa accade oggi, e perché succede, in Egitto, Libia, Siria, ecc.? Come il nuovo pendolarismo dell’umanità sta cambiando, e continuerà a mutare, la faccia del nostro paese e del mondo?
 
 
#3 Al mio amico Saverio 2012-06-02 15:37
La storia si ripete sempre. Siamo ormai coinvolti dentro un periodo di decadenza morale della politica in generale, che si espande anche in altri ambiti della nostra società. Come già accaduto in passato, fenomeni di finta rivoluzione, poggiati su nuove forme di comunicazione mediatica di massa, si fanno largo facilmene creando nuove illusioni popolari e qualunquistiche . Nessuno può vantarsi di avere la ricetta magica per risolvere tali questioni. Ma da qualcosa bisogna iniziare. L'ipotesi di concepire la politica dal basso non è nuova ma è la base di partenza di un modo di agire (reagire) di fronte allo sfacelo dilagante della nostra democrazia. Perchè di democrazia si tratta. Far sì che il popolo si riapropri del potere di decidere della propria esistenza, della propria dignità, del proprio futuro, sottrattogli da tempo dal corrotto apparato governativo a tutti i livelli. E dalle questioni locali che si parte, se vogliamo trasformarlo in questione globale.
 
 
#2 P.K. 2012-06-01 16:48
Il suo progetto futuristico , sarebbe niente di meno che un ritorno al Medio-evo europeo ..locale , locale ed ancora locale ! di cosa stiamo parlando del Principato di Monaco , di San Marino , del Vaticano ?

...ed ancora : lei parla di politica dal basso ... ma la politica che cos'è ?

...lei è proprio sicuro che ci sia concordanza sul concetto di politica ?

o forse i metodi e gli obiettivi della politica tradizionale , non sono più universalmente accettati , perchè non c'è concordanza sul concetto di politica?

... questa non è l'Isola di pasqua ...

questioni globali richiedono soluzioni globali ...
 
 
#1 claudiopietroforte 2012-06-01 16:17
Le liste civiche appaiono e scompaiono subito dopo le elezioni,raccol gono consensi questo è vero ma dopo tutto torna come prima.Ad Acquaviva manca la coesione e l'unico scopo è quello di sedersi comodamente su quella benedetta poltrona.Noi giovani possiamo creare qualcosa ma insieme nel vero senso della parola lasciando i vecchi alle spalle
 

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