Domenica 18 Novembre 2018
   
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Monti recepisce la Direttiva scritta da Baldassarre

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In Europa ogni giorno un impresa su quattro fallisce a causa dei ritardati pagamenti, spesso causati dalle Pubbliche Amministrazioni. Un danno calcolato in 300 miliardi di euro all’anno.

Secondo dati Confindustria i crediti delle imprese italiane nei confronti della pubblica amministrazione ammontavano, alla fine del 2009, a circa 60 miliardi di euro.

In questa settimana sono stati presentati a Palazzo Chigi dal Primo Ministro Mario Monti quattro decreti, che hanno avviato il processo di trasposizione della Direttiva Europea sul ritardo dei pagamenti. Direttiva Europea che un anno fa è stata presentata in anteprima nazionale ad Acquaviva delle Fonti. Raffaele Baldassarre (Partito Popolare Europeo-PDL) Vice Presidente della Commissione Giuridica Europea al Parlamento Europeo co-relatore (assieme alla deputata tedesca Barbara Weiler del Gruppo Socialisti e Democratici Europei) ha illustrato alla platea di Acquaviva, accorsa numerosa al Convegno organizzato dai ragazzi della Giovane Italia nella Sala Convegni Montazzì nei pressi della zona industriale, le novità normative introdotte da questo provvedimento europeo.

convegno

 

 

 

L’eurodeputato salentino contattato telefonicamente questa mattina dalla nostra Redazione ha cosi commentato: Acquaviva ormai è diventato un balcone sull’Europa in cui si possono annunciare le opportunità che davvero possono aiutare il nostro Paese; Speriamo di presentare al più presto altri importanti provvedimenti su cui il Parlamento Europeo sta lavorando con molta attenzione come il Brevetto Unico Europeo e gli Stability Bond (noti come Euro Bond, fondamentali per le sorti della nostra moneta unica).

L’ Europa non è solo Rigore, non è solo Austerità, Tasse o misure impopolari e anche necessità di sviluppare la propria competitività e di modernizzare il proprio Paese all’interno di una visione comune”.

 

 

 

La Direttiva sostituisce la precedente del 2000/35/EC, attualmente in vigore, introducendo diversi cambiamenti: alle Pubbliche Amministrazioni potranno essere concesse dilazioni di pagamento non superiori a 30 giorni solari. Il termine di dilazione massima è aumentato fino a 60 giorni solari per entità pubbliche che forniscono servizi sanitari; in caso di mancato pagamento nel termine legale o contrattuale previsto, il creditore avrà diritto ad esigere dalla Pubblica Amministrazione, oltre al pagamento dovuto, un interesse di mora pari al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di 8 punti percentuali. L’addebito degli interessi di mora è automatico e non richiede alcun previo sollecito o richiesta; per quanto riguarda, invece, i contratti conclusi tra imprese private, la dilazione massima concedibile è di 60 giorni solari.

Sono moltissime le imprese in Italia che pur vantando crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione, sono giunti al limite di dichiarare il fallimento poiché i tempi biblici nel ricevere i pagamenti le hanno rese insolventi. I ritardi dei pagamenti sono un vero e proprio cancro per le aziende, minano la loro competitività e la loro vitalità. A causa di questo i piccoli e medi imprenditori italiani devono chiedere prestiti alle banche. Prestiti che in questo periodo le banche concedono con estrema difficoltà. Si instaura cosi un vero e proprio circolo vizioso, che porta infine ad un effetto domino. Succede che una piccola o media impresa compra del materiale ed inizia un lavoro commissionato da un qualsiasi ente pubblico (comune, provincia, regione). Passano giorni, mesi (addirittura anni) e il Comune tarda ancora a pagare l’impresa per l’opera realizzata. Intanto però l’imprenditore deve pagare il lavoro dei dipendenti, il materiale utilizzato e le esose tasse statali. Ecco come una florida impresa che magari vanta crediti milionari, di punto in bianco rischia il collasso. Nei casi più estremi (e in questi mesi le cronache nere ne sono piene) il piccolo e medio imprenditore strangolato dal peso delle tasse, senza nessuna minima liquidità disponibile, decide di compiere l’atto estremo.

Dalle istituzioni europee (in questo momento sempre più percepite dall’opinione pubblica come minaccia invece che come risorsa) arriva dunque un enorme sostegno alle PMI del nostro Paese.

Gli appalti pubblici all’interno dell’UE raggiungono mediamente i 1963 miliardi di euro, “tale provvedimento consentirà dunque di rimettere in circolo in Europa una liquidità di circa 180 miliardi di euro”. Insomma ossigeno puro per tutte quelle realtà imprenditoriali italiane che aspettano da tempo i loro crediti dalle amministrazioni pubbliche.

 

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