Martedì 20 Novembre 2018
   
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Abbiamo le biciclette e non abbiamo le "Piste Ciclabili"

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Negli ultimi due anni in Italia il bike sharing, o servizio di bicicletta condivisa, ha preso il volo. La rivoluzione a due ruote ha contagiato 132 città del Paese facendo aumentare in modo improvviso e inaspettato il numero di utenti. Acquaviva ha seguito il trend dei tanti Comuni italiani che hanno già da anni avviato il servizio di bike sharing. Ma come al solito, il nostro Comune nell’accedere a questi finanziamenti europei derivanti dal progetto Bari Metropolitana 2015, non è stato lungimirante nel predisporre l’infrastruttura adeguata ad accogliere una vera ed autentica mobilità sostenibile. Infatti ad Acquaviva abbiamo le biciclette ma non abbiamo una pista ciclabile urbana in cui poter correre incolumi dal pericolo derivante dagli automobilisti. Come facciamo a raggiungere la postazione di noleggio ubicata nei pressi della Stazione Ferroviaria a quella posizionata in Piazza Garibaldi? Volando?

È come se lo Stato Italiano avesse prodotto migliaia di automobili e non avesse prima costruito le strade su cui farle correre.

 

Una pista ciclabile altro non è che un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso.
Lo scopo di tali percorsi è separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli.

Certo, diranno i più, ma si può andare lo stesso in bicicletta senza nessun problema. Va bene anche questo pensiero. Ma perché non poter immaginare anche nel nostro paese un moderno e sicuro percorso ciclabile urbano ed extraurbano (a norma del decreto ministeriale 30 novembre 1999, n. 557) che parta dal paese e sia in grado di collegarsi agli itinerari ciclo turistici presenti nelle aree extra urbane come ad esempio la zona di Curtomartino (in cui è presente una antichissima grotta dell’era paleolitica), la zona di Salentino (l’insediamento peuceta alle origini della nostra cittadina), la via vecchia per Cassano delle Murge usata da una moltitudine di acquavivesi per fare jogging e lunghe passeggiate all’area aperta, e magari perché no collegare Parco Sant’Elia e renderlo più fruibile alla cittadinanza. L’Amministrazione Squicciarini in questo si è dimostrata recettiva dato che ha predisposto nei pressi della zona industriale un percorso ciclo-pedonale. Non sappiamo però se questo progetto mira a diventare sistemico e integrato all’area urbana o se rimarrà una delle tante cattedrali nel deserto di Acquaviva.

Una cosa è certa se si vuole davvero incentivare alla mobilità sostenibile, almeno la Domenica mattina Via Roma e l’area adiacente a Piazza Vittorio Emanuele dovrebbero quanto meno diventare delle zone a traffico limitato per permettere ai tanti amanti delle due ruote di passeggiare sui propri mezzi senza l’assordante rumore delle automobili e il pesante inquinamento da loro provocato.


 

 

 

Commenti  

 
#2 forestiero 2012-05-09 10:14
Certo che voi del sud avete la propensione alla critica sempre, nella mia città è arrivato il bike sharing e ora è allo studio degli organi competenti la realizzazione delle piste ciclabili. A Milano al centro, ci sono le bici ma non ci sono le piste ciclabili.....c ercate di non parlare sempre a vuoto, altrimenti la "questione meridionale" non si risolverà mai!!
 
 
#1 Celestinov 2012-05-08 13:02
NON SOLO MANCANO LE PISTE CICLABILI IN CITTA', MA ADDIRITTURA GLI ITINERARI CICLOTURISTICI SONO IN CONDIZIONE PERICOLOSISSIME PER VIA DELL'AMIANTO E DEI RIFIUTI: LE IMMAGINI NEL DOSSIER REALIZZATO DALL'ASSOCIAZIO NE LA GRAVINELLA DI SANTERAMO ALL'INDIRIZZO
http://www.panoramio.com/user/6825131?with_photo_id=69844119
 

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