Domenica 18 Novembre 2018
   
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Di Vietri: "Squicciarini 2.0? Resettiamo tutto!"

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Il 2 maggio è ormai alle spalle. Porta con sé l’ennesimo nulla di fatto. Il tutto da decidere. E mentre il tanto atteso software 2.0 tarda ad arrivare, ecco che il sistema operativo a cronoprogramma di Palazzo prolunga non virtualmente la sua lunga fase di “stand by”. E la parola “torna” a SEL: AcquavivaNet intervista, nuovamente, il Segretario Sezionale acquavivese Beppe Di Vietri. (Che, a conti fatti, sembrerebbe già ben lungi dalle posizioni recentemente promosse dal Commissario locale PD…)

Quale futuro per questa maggioranza?

“Questa maggioranza ha i giorni contati. Non c’è futuro per chi concepisce questo modo di far politica. Oggi, molti dei soggetti che due anni fa sono stati coinvolti nelle trattative pre-elettorali del centrosinistra per l’individuazione di una coalizione, di un programma e di un candidato Sindaco, riconoscono che l’analisi politica di SEL, le sue valutazioni ed i suoi dubbi circa la candidatura di Francesco Squicciarini si sono rivelate corrette – ahinoi! L’incapacità politica dell’attuale Sindaco di far sintesi in una coalizione così eterogenea e così (mal)composta è oggi sotto gli occhi di tutti. Gli errori di chi due anni fa ha imposto la candidatura di Squicciarini li sta pagando tutta la comunità acquavivese a caro prezzo. Di questo sono consci anche molti Consiglieri comunali di maggioranza: che ora vorrebbero uscire da questo pantano, dissociandosi dall’amministrazione. Questa è una delle ragioni per cui dopo oltre un mese dall’azzeramento della Giunta il Sindaco non è ancora in grado di nominarne una nuova. Potremmo dire che “il re è nudo”, non gli resta che rassegnare le dimissioni e lasciare che i cittadini eleggano un nuovo inquilino di Palazzo de Mari.”

 

Quale alternativa a questa maggioranza?

“Per noi di SEL questa è la sfida più ardua e politicamente più stimolante. Il fallimento di tutti gli altri partiti è evidente: sono implosi sotto il giogo degli interessi specifici, della smania di protagonismo dei singoli rappresentanti politici, dei piccoli gruppi di potere interni ad essi stessi. Noi restiamo e resistiamo, perché ci ispiriamo ad una idea di partito che nulla ha a che fare con i “partiti di plastica” della cosiddetta Seconda Repubblica. Non avendo interlocutori privilegiati ci rivolgiamo direttamente ai singoli cittadini, alla maggioranza di persone oneste e capaci che popolano il nostro paese e che rifuggono dalla politica, schifati dalla disonestà intellettuale e materiale, dalle menzogne e, più in generale, dal malaffare delle classi dirigenti. Ci rivolgiamo anche con attenzione alle tante realtà associative locali, attive e sane, vera speranza per la nostra comunità. Vogliamo costruire da subito un cantiere in cui le persone per bene e di buona volontà possano costruire insieme la città che vogliamo e che meritiamo, senza barriere ideologiche preconcette, badando solo ad escludere gli affaristi e i mercanti della politica.”

 

Resta possibile immaginare come futuro alleato il Terzo Polo?

“Non credo abbia più senso rapportarci con le categorie e le alleanze della politica nazionale nel contesto acquavivese. Nel centrodestra e nel centrosinistra del nostro paese si annidano soggetti che non vorrei più vedere far politica, soggetti che negli ultimi venti anni hanno contribuito in modo determinante ad affossare Acquaviva. Le alleanze che dobbiamo costruire devono portare a far vincere il nostro paese, non solo la coalizione politica, devono necessariamente essere finalizzate al bene comune e devono veder coinvolte le nostre forze migliori, indipendentemente dalle appartenenze partitiche, ormai incapaci di garantire un’adeguata selezione, secondo criteri meritocratici ed etici, dei propri candidati.”

 

Il modello delle primarie è ancora una prospettiva valida nella vostra futura coalizione?

 

“Perché no. Pur non essendo una modalità di individuazione dei candidati statutariamente obbligatoria per il nostro partito, sappiamo bene a quali esaltanti risultati favorevoli abbiano portato le primarie per i candidati di SEL a tutti i livelli. Questo perché il nostro partito sa lavorare bene all’interno delle comunità, ascoltando e facendosi portavoce delle istanze dei cittadini, perché SEL è sempre presente nei territori lungi dall’essere un effimero comitato elettorale e infine perché scegliamo i nostri candidati secondo logiche meritocratiche. Quindi se ci trovassimo in futuro nella condizione di dover scegliere tra una pluralità di candidature a Sindaco all’interno della nostra coalizione, sicuramente proporremmo il modello delle primarie. Del resto questa modalità l’abbiamo già proposta due anni e mezzo fa all’allora centrosinistra “allargato” che però ci apparve quasi scandalizzato -oltre che spaventato- da questa prospettiva di partecipazione democratica, rifiutandola di netto. Mi sia concesso dire che se il candidato Sindaco delle passate elezioni fosse stato individuato dalle primarie sicuramente oggi non ci troveremmo in questa situazione disastrosa.”

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