Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Pino Chiechi: l’uomo fuori dagli schemi

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AcquavivaNet intervista un esponente storico della destra acquavivese: Pino Chiechi, in quota tuttora nel suo movimento civico “Acquaviva Nel Cuore”. Nell’ultima tornata elettorale, il movimento aveva deciso di sostenere come candidato Sindaco il Prof. Marcello Carucci, Sinistra Ecologia Libertà: emancipandosi (forse più del necessario) dagli schemi tipici della destra (e anche della sinistra). Di recente, lo stesso Chiechi ha mostrato anche una certa curiosità politica sul nuovo fenomeno FLI acquavivese. Ma passiamo ora la parola direttamente all’intervistato. Non mancherà ad acute osservazioni: quasi “zemaniane”, se fossero in un contesto prettamente calcistico.

A suo modo di vedere, quale analisi per questa maggioranza?

 “Se il buongiorno si vede dal mattino, ritengo che l'attuale maggioranza non abbia vita facile nel governo locale: poiché ha mostrato evidenti lacerazioni interne sin dal primo giorno di vita politica e improbabili capacità nella gestione del governo. Assoluta inesistenza di un valido programma politico e assenza totale del Primo Cittadino nel rapporto diretto coi cittadini. Non è stato il Sindaco della sua coalizione: e non lo sarà per tutti gli elettori. La comunità acquavivese è bisognosa di un’amministrazione che faccia sentire la sua costante presenza per le grandi delusioni assorbite dalle precedenti amministrazioni. Si sperava in un decisivo e incisivo cambiamento di rotta, affidando il comando ad un candidato giovane che pensava potesse capire, comprendere, affrontare, le problematiche. Purtroppo, ha dovuto ricredersi: e sono in molti a dichiarare che un cambio di guardia a Palazzo De Mari è opportuno. Vitale.”

Ma lei, magari, sarebbe propenso a un azzeramento o a un rimpasto, se l’uno o l’altro fossero ipotesi volte, comunque, a salvare il Governo cittadino e il suo programma elettorale?

“Troppa acqua è passata sotto i ponti e la tempesta non accenna a pacarsi: pertanto, ritengo con serenità che la giusta, opportuna, leale, alternativa a questa amministrazione sia una nuova competizione elettorale. I cambi, le sostituzioni, i rimpasti, gli azzeramenti, degli assessori in corso d'opera denotano una evidente difficoltà a trovare soluzioni per le tante problematiche che Acquaviva possiede. Si vada a nuove elezioni: con la consapevolezza che non si è mai avuta una maggioranza utile per la città. Il Primo Cittadino ha evidentemente mostrato insofferenza nella gestione della politica: per ben due volte ha paventato le proprie dimissioni. Per gestire l'amministrazione ci vuole coraggio, determinazione, pazienza, esperienza: spesso la buona volontà non basta, soprattutto se gli alleati sono navigati e impongono la rotta da seguire. Penso, in questo momento, alla sofferenza dei cittadini di Acquaviva che hanno avuto notizia dell'annullamento del P.R.G., arrivato in data 20 marzo e che apre scenari angoscianti per il futuro di questa città. Velocemente vorrei parlare di quanto accaduto a proposito di questo vitale strumento che vale lo sviluppo, la crescita, e anche il benessere diffuso, per Acquaviva: sembrava che nel luglio del 2001 si ponesse termine al lungo periodo buio, è stata solo un’illusione amara. La Regione Puglia approverà il P.R.G. nel 2006: con le dovute prescrizioni, per le quali bastavano quattro sedute di Consiglio comunale per le opportune risposte. Risposte avvenute nell'autunno 2007. Poi, passa ancora un anno: per inviare alla Regione Puglia le fatiche, o delibere, del Consiglio Comunale e ricevere l'approvazione definitiva… Che, puntuale, la riscontriamo nel 2010. Ci sarebbe da gridare nel miracolo ma, come una maledizione, o mossa diabolica studiata preventivamente, arriva nella sede della Regione Puglia una lettera anonima che denuncia la illegittimità di adozione avvenuta nel lontano 2001: per via della presenza di Consiglieri comunali in aula e non astenutisi all'atto del voto poiché possessori di suoli... Sorge spontaneamente una domanda: perché tutto ciò è avvenuto dopo otto lunghi anni? La buona fede non c'entra ma, restando un mistero degno del miglior Holmes, qualcuno, forse, soffiava fuoco sulla paglia… Divertendosi a distruggere il futuro di Acquaviva. Resterà un’ipotesi. Nel contempo il Sindaco in carica dorme sonni tranquilli e non si rende operativo per aumentare gli indici di fabbricabilità nelle zone “B”: rendendo di fatto illegittimi le concessioni che prevedono un indice di 5 metri cubi per metro quadrato. Sorge spontaneo chiedersi perché mai il guardiano preposto al controllo di tali operazioni non interviene… Risposta semplice: l'Assessore all'Urbanistica venuto dalla lontana Terlizzi, non c’ha pensato. Insomma: delle sorti nessuno si interessa e tanto meno può farlo un forestiero voluto come assessore.”

Di questi tempi, lei ha mostrato un margine di interesse per gli sviluppi strutturali della neonata FLI acquavivese: si potrebbe, forse, ipotizzare un suo diretto ingresso in Futuro e Libertà?

 

“La scelta fatta nel 2006 denota una chiara e determinata mia presa di distanza dai partiti politici riconosciuti. Ho costituito una lista civica con la denominazione “Acquaviva ne cuore”: è la volontà di rendersi autonomi dai lacci contorti della politica nazionale, per parlare un linguaggio più semplice ai propri concittadini. Un linguaggio lontano dalle logiche anomale dei partiti, e per parlare in maniera diretta alle coscienze dell'elettorato locale. Per questo, ritengo che non è cosa fattibile un mio ingresso nelle fila di FLI.”

Di questi tempi, prescindendo dalle coalizioni: quanto sono, a suo avviso, importanti le primarie?


“La partecipazione della base alle scelte del candidato Sindaco è sintomo di crescita e di rispetto della gente comune di partito. Quindi sono convinto che si possa avviare questo percorso democratico anche per altre coalizioni oltre al centro-sinistra.”

Caso Antenna Wind: secondo lei, ha ragione l’ingegner Di Donna? O non ha ragione? Oppure la maggioranza, a suo modo di vedere, ha qualche responsabilità?


“Per ogni atto amministrativo non esiste un solo responsabile ma più responsabili: nel caso dell’installazione dell’antenna Wind, bisogna ricercare le spiegazioni sia nel Responsabile tecnico, che nel Primo Cittadino di Acquaviva.”

Secondo lei, nel futuro politico del centro-destra acquavivese, ci sarà ancora un chiaro riferimento pistilliano?

“Sono convinto che il dottor Pistilli debba ringraziare per i futuri decenni chi gli permetterà di respirare aria marina lontano dalla sua residenza: poiché di lui il corpo elettorale ha già manifestato un restio rifiuto, per via delle gravi responsabilità a lui attribuite nel saper far poco per la città di Acquaviva. Se il P.R.G. non ha avuto fortuna, lo si deve anche all'ex-Sindaco: in quanto colpevole di non aver estromesso quei Consiglieri comunali che, nel lontano 2001, già versavano in situazione di incompatibilità… Portando, di fatto, alla paralisi della città: un paese che non decolla, e che resta, tuttora, nella totale desolazione e sconforto. Come dire: dopo dieci anni, proprio nulla è cambiato.”

 

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