Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

Quale analisi per la Destra? La parola a Ottavio Milano

ex-an ottavio_milano

 

 

AcquavivaNet, oggi, si avvale dell’analisi esterna del dott. Ottavio Milano: che, con una punta di orgoglio, vuole ricordare, specie ai più giovani, che nel periodo a cavallo fra il 1996 e l’anno 2000 ha ricoperto la carica di Segretario Sezionale di Alleanza Nazionale, nella sede in Piazza Vittorio Emanuele. All’epoca AN era rappresentata in Consiglio comunale Antonio Cataldo.

http://www.acquavivanet.it/politica/2756-ottavio-milano-gli-ex-an-vorrei-che-fossero-quelli-di-allora.html

 

In merito alla sua ampia esperienza in AN, quale analisi da provato opinionista oggi può fare fra il mondo PDL e quello di Futuro e Libertà?

Prima domanda: quale analisi in ambito nazionale o, se vogliamo, europeo?

Seconda domanda: quale analisi in ambito locale?

“Ambito nazionale e dintorni: oggi, le analisi politiche non possono prescindere dai nuovi eventi europei e credo sia impossibile un taglio netto sul confronto fra PDL (ancora per quanto?) e FLI, fra i quali si è inserito l’UDC (ancora per quanto?). Dunque, sarebbe opportuno parlare non di sigle, ma di leaders: Alfano-Berlusconi, Fini e Casini, sapranno parlare alla gente?

Sapranno operare concretamente per alleviare i grandi sacrifici che si addensano all’orizzonte per gli italiani?

In questo era stata più brava la Lega, ma sfortunatamente, per il partito padano, è arrivato un terremoto dal quale non sarà facile riprendersi.

Restano così favoriti PDL, FLI e UDC: ma non sottovaluterei il fenomeno 5 Stelle, il cui leader parla alla gente in modo diretto e non in politichese, come un Berlusconi prima maniera.

Grillo mira al cuore e al cervello delle persone: forse senza un programma credibile, ma sicuramente con tutta l’efficacia di chi non si circonda di steccati partitocratici, ma andando ai problemi concreti, quali: l’inquinamento, la salute, l’Europa, l’omosessualità, l’euro – la cui esistenza da più parti viene posta in discussione.

La nuova situazione francese, anche se in danno di Sarkozy, potrebbe, paradossalmente, rafforzare l’azione della Merkel, che pare l’unica valida ad affrontare lo scontro con i mercati cinese, indiano e argentino. Anche se quest’ultimo sta usando metodi poco ortodossi contro la Spagna e l’Inghilterra e dunque contro l’Europa intera.”

“Ambito politico locale: sembrerà strano, ma l’analisi a livello locale è più complessa: perché qui, ad Acquaviva, esistono tanti PDL, tanti FLI, e tanti UDC, almeno quanti sono i singoli Consiglieri Comunali. La cosa poi è resa ancor più complicata se si tiene conto che in questo cocervo di cellule di Centrodestra, alcune sono affette da un metabolismo così accelerato come quello patologico, violento, di una cellula tumorale che la fa impazzire e le rende incontrollabili. Per cui, queste cellule tentano repentine migrazioni verso il contrapposto tessuto di Centrosinistra: alcune con successo, ed altre invece no. Molti acquavivesi avevano riposto speranze in autorevoli figure del Centrodestra, ma sono rimasti delusi, non tanto per non aver saputo approfittare della debolezza del Centrosinistra, quanto invece per la mancanza di proposte alternative concrete: per non aver saputo tracciare un percorso nuovo, per così dire di rinascita. E questo è tanto più grave se si pensa che ad un certo punto della legislatura si sono anche liberati della “zavorra Pistilli”, che invece, paradossalmente, continua a tenere la piazza, ogni domenica, mentre “gli altri” sono latitanti.”

 

Secondo lei, è tempo di una destra "popolare" o "populista"? O la destra è completamente superata e perciò in toto da ripensare?

“Questa, forse, è la domanda più difficile. La destra popolare mi sembra una forma di destra annacquata, una destra avvezza al popolarismo becero che abbiamo visto anche a sinistra e che tanti danni ha portato alla nazione... Se poi per populista si intende quella forma di destra demagogica, peraltro simile a quella della sinistra demagogica, i cui esempi non sono mancati nel passato, allora è chiaro che la risposta è altrettanto negativa. Ciò non di meno, ritengo che la destra non è superata, essa è viva e va vista in un contesto europeo. Io sono figlio dell’Europa: di quell’Europa che nel dicembre del 1948 vide la nascita della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che ha dato poi origine alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo nel 1950 a Roma e tutti i protocolli addizionali di Parigi e Strasburgo, la Carta di Nizza del 2000 ed infine il trattato di Lisbona del 2007. Noi tutti, meno male, siamo figli di questa Europa e a queste fonti dovrà abbeverarsi la nuova destra, altrimenti è destinata a soccombere.”

Immaginiamo lei fosse nei panni dell'attuale Primo Cittadino: mirerebbe all'azzeramento? O proporebbe un rimpasto? O quali altre soluzioni per far riavvicinare la nostra politica locale alle esigenze del nostro paese reale?

“Nei panni del Primo Cittadino: questa, invece, è la domanda più facile. Non avrei fatto né l’azzeramento né il rimpasto per la semplice ragione che sarei impegnato ad amministrare e questo perchè se fossi stato al posto di Squicciarini avrei lasciato sulla scrivania, in bella vista la valigia – di Sindaco – intatta, come fece Riccardo Illy – di Centrosinistra – quando fu eletto Sindaco di Trieste e a chi gli chiedeva di disfarla, rispose: “No, lasciatela là, così sono sempre pronto per andare via”… E’ veramente difficile fare peggio di quello che ha fatto Pistilli, bisognava impegnarsi veramente. E quel che è peggio è che Squicciarini ci è riuscito in meno di due anni: quanto meno Pistilli ne ha impiegati otto. Probabilmente, né l’azzeramento né il rimpasto serviranno a risollevare Acquaviva, le cui speranze di ripresa erano affidate al rispetto e all’attuazione del programma elettorale che doveva essere il vangelo a cui attenersi senza derogare di una virgola: mentre, invece, è stato stravolto da quelle stesse forze che, ad esempio, contribuirono anche alla fine ingloriosa dell’Amministrazione D’Ambrosio… Purtroppo la responsabilità oggettiva del fallimento ricade sul Sindaco, anche se a causa dell’influenza determinante di alcuni alleati a cui lo stesso Squicciarini, almeno finora, non ha saputo porre un argine.”

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI