Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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3.000.000 € per impianti fotovoltaici su edifici pubblici dal Min. Ambiente

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Al via la seconda edizione de “Il sole a scuola”, il bando del ministero dell’Ambiente rivolto a Comuni e Province per promuovere la diffusione degli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici italiani e sensibilizzare le nuove generazioni sul risparmio energetico.

“Questo nuovo bando de ‘Il sole a scuola’ – afferma il ministro dell’Ambiente Corrado Clini - vuole essere un esempio concreto di promozione e diffusione delle fonti di energia pulita nel nostro Paese, educando al tempo stesso i più giovani all’uso sostenibile dell’energia. E’ importante creare oggi consapevolezza e conoscenza per costruire un futuro più verde. Del resto, i dati sulle rinnovabili sono confortanti: basti pensare che nel nostro Paese abbiamo avuto nell’ultimo anno un incremento di oltre il 50% degli investimenti sulle rinnovabili rispetto all’anno precedente. Cifre che non possono non incoraggiarci a proseguire su questa strada ambientalmente virtuosa”.

Il primo bando de “Il sole a scuola”, che aveva una copertura economica di 9 milioni e 700 mila euro, ha visto la partecipazione di oltre 1.300 scuole. Circa 800 gli interventi approvati, 500 dei quali completati. Una massiccia adesione è stata registrata in Sicilia, Lazio, Abruzzo, Calabria e Campania.

Il nuovo Bando deliberato dal Ministero dell’Ambiente ha dotazione finanziaria pari a 3.000.000 €. Il comunicato relativo al Bando in questione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2012.

Il bando, rivolto ai Comuni e alle Province che siano proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori ed elementari, è finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e, simultaneamente, all’ avvio di un'attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici, tramite il coinvolgimento degli studenti.

Il contributo concesso dal Ministero dell’Ambiente è pari al 100% del costo ammissibile con un limite massimo di 40.000 euro iva inclusa per edificio scolastico. Non è previsto quindi nessun onere a carico dell’ente locale.

In una nostra intervista esclusiva il Primo Cittadino di Acquaviva Francesco Squicciarini dichiarava che tra gli “Obbiettivi di Governo” vi era anche l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici. I finanziamenti sono dunque a disposizione. Non facciamo volare via anche questo progetto come la Triplice Elica del “desaparecido” Crono Programma.

 

Commenti  

 
#1 claudioD 2012-04-18 01:59
Tenendo conto che a maggio scatta l'aumento sulle bollette del 4% dovuto agli incentivi sulle rinnovabili (principalmente causato dal boom del fotovoltaico nell'anno scorso) e che l'aumento già avvenuto del 5,8% sulla bolletta è per il 40% dovuto a interventi per dare sicurezza alla fornitura di energia nella rete come conseguenza del maggiore apporto delle rinnovabili intermittenti e non programmabili (anche qui il fotovoltaico è responsabile); tenendo conto anche che, dati i recenti sconvolgimenti nella morfologia dei prezzi orari registrati negli ultimi tempi, pare che la bioraria sia un fallimento perché le centrali tradizionali (leggi gas) si rifanno nel picco serale di domanda di energia con prezzi che a Marzo scorso hanno superato addirittura quelli diurni, spero (speranza comunque vana) che questa nuova tranche di denaro dal Ministero dell'Ambiente non veda nessun richiedente. Ironia dell'ironia, se va tutto bene (sich!) con questo "Sole nelle scuole 2.0" pagheremo le tasse per denaro a fondo perduto che finanzierà l'introduzione di pannelli fotovoltaici i quali nel corso dei primi venti anni di vita richiederanno un ulteriore esborso di tasse da parte degli italiani (inclusi gli acquavivesi, beninteso) come incentivi alla produzione e per tutta la vita degli impianti al consumo (visto che anche lo scambio sul posto pesa sulle bollette) e un maggiore costo di trasporto visto che con tutti questi micro impianti di produzione della energia stiamo migrando verso una generazione distribuita. Che poi questo risparmio per le casse degli istituti scolastici migliorerà il sistema dell'istruzione , o i livelli qualitativi della scuola italiana saranno sempre inferiori rispetto a quelli di molti altri Paesi evoluti? Mi pare difficile poi che studenti e docenti siano in fondo incentivati poi a risparmiare energia visto che il Ministero offre loro un costoso generatore di energia elettrica.
 

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