Domenica 18 Novembre 2018
   
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Imu: Il Comune ridurrà o aumenterà la propria aliquota?

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Il Governo vara le aliquote concedendo ai Comuni la possibilità di aumentarle o ridurle sulla base degli introiti ICI 2011


L'Imposta comunale sugli immobili meglio nota con l'acronimo "ICI" è un tributo comunale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana.

Nata come Imposta straordinaria sugli immobili con il decreto legislativo 11 luglio 1992, n. 333 del Governo Amato, l'ICI ha preso la forma attuale con il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e si è rapidamente evoluta divenendo una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni italiani, sostituendo trasferimenti di fondi dallo Stato centrale.

L'ICI è un'imposta sul patrimonio immobiliare; non è progressiva come le imposte sul reddito, ma grava sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune con un'apposita delibera del Consiglio Comunale, da emanarsi entro il 31 dicembre di ogni anno con effetto per l'anno successivo.

Nella campagna elettorale 2006, Berlusconi durante un faccia a faccia televisivo con Romano Prodi annunciò di voler abolire l'ICI sulle prime case ma non venne eletto. Il 21 dicembre 2007, il Governo Prodi, poco prima della propria caduta, approvò con la legge Finanziaria 2008 un provvedimento volto a ridurre l'ICI sulla prima casa introducendo un'ulteriore detrazione della base imponibile dell'1,33% (sino ad un massimo di 200 euro). Il successivo Governo Berlusconi con l'emanazione del decreto legge 93/2008, entrato in vigore il 29 maggio 2008, poi convertito in legge 126/2008 pubblicata sulla G.U. 174 del 26 luglio 2008, abolì del tutto l'imposta ICI sulla prima casa mantenendo l'esclusione delle abitazioni signorili, delle ville e dei castelli (Categorie catastali A/1, A/8 e A/9) già introdotta con la Finanziaria 2008. A partire dal 2012, il Governo Monti ha introdotto nuovamente l'imposta sulle prime case, definita impropriamente IMU (Imposta Municipale Unica). A differenza dell’ICI che era in vigore fino al 2011, questa prevede l’imponibilità su tutti gli immobili. L’IMU inoltre non sostituisce solo la vecchia ICI ma anche l’IRPEF sulle seconde case non concesse in locazione. L’IMU verrà applicata per l’anno in corso. Il beneficio legato al mancato pagamento dell’IRPEF sarà applicato quando dichiareremo i redditi IRPEF 2012, quindi nel 2013. In realtà quest’anno non si avrà l’effetto complessivo dell’IMU, proprio perché il parziale beneficio, ovvero la detassazione delle abitazioni non principali, si avrà il prossimo anno quando i contribuenti dichiareranno i redditi relativi al 2012. Quest’anno quindi, il contribuente pagherà l’IRPEF sugli immobili per il 2011 e l’IMU 2012. Insomma una nuova tassa che non pochi disagi sta già creando agli operatori del settore. Un vero e proprio caos “burocratico”. Cerchiamo quindi di capirci un po’ di più.

È considerata abitazione principale, l’immobile presso cui il contribuente ha fissato la propria residenza. Per questi immobili la normativa prevede l’applicazione di un aliquota del 4 per mille, mentre per gli altri immobili si applicherà un aliquota del 7,60 per mille. Queste sono le aliquote fissate dalla normativa generale che però, concede la possibilità ai Comuni di variare le aliquote. Per quanto riguarda l’abitazione principale i comuni potranno variare la propria aliquota di 2 punti in aumento o in riduzione rispetto il 4 per mille. Quindi i Comuni potranno deliberare un aliquota IMU per l’abitazione principale che può variare dal 2 al 6 per mille. Per gli altri immobili l’oscillazione a disposizione è di 3 punti, per cui una variazione che va dal 4,6 al 10,6 per mille.

Inoltre il nuovo decreto afferma che l’IMU sull’abitazione principale va interamente ai Comuni. Per gli altri immobili il 50% del 7,60 per mille andrebbe allo Stato e il restante ai Comuni. Questo in teoria significherebbe che se un Comune deliberasse un aliquota inferiore al 7,60 per mille comunque dovrebbe dare allo Stato sempre il 50%. Ovviamente in questo caso chi ci rimette è il Comune che perde gettito importante a fronte dei continui tagli dei trasferimenti da parte del Governo Centrale. E a rimetterci dunque sarebbero i contribuenti che si troverebbe vessati da esose tasse a fronte di servizi sempre più pessimi.

Questo purtroppo è un sistema che indurrà i Comuni quantomeno a partire dalle aliquote ordinarie. Dopo di che, si vedrà in base all’entrata ICI che i Comuni avevano negli anni precedenti. L’obiettivo di tutti i Comuni sarà innanzitutto non subire una perdita di gettito rispetto all’ICI 2011.

Ad oggi già un milione di italiani avrebbe compilato il proprio 730 al Caf mentre solo il 6% dei Comuni ha deliberato la nuova aliquota per l'IMU. Il termine di pagamento della prima rata è fissato al 16 Giugno 2012.

L'acconto di giugno dell'IMU per il 2012 si pagherà con "le aliquote di base e la detrazione" già fissata per la prima abitazione. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale, depositato alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato. La seconda rata sarà versata a saldo del primo anno con conguaglio sulla prima rata.

Il testo dell'emendamento è stato modificato dopo l'allarme lanciato dai Caf in vista dei versamenti della prima tranche della nuova imposta sugli immobili, prevista per il 16 giugno, e per la quale mancano ancora le indicazioni sulle aliquote complessive della parte inerente i comuni.

Entro il 31 luglio 2012 il governo provvederà poi "sulla base del gettito della prima rata" dell'IMU "alla modifica delle aliquote e della detrazione", per assicurare il gettito previsto. Successivamente, stando sempre all'emendamento, i Comuni avranno tempo fino al "30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati", per deliberare il loro regolamento relativo alle aliquote.

La Maggioranza di centro sinistra di Acquaviva (notoriamente più incline al sociale) si troverà ben presto a fare i conti con questa importante decisione. Alzare l’aliquota, farla rimanere invariata oppure ridurla? Il nuovo (?) Assessore al Bilancio del Governo Squicciarini avrà dunque il suo bel da fare. In un periodo cosi drammatico per le famiglie del nostro paese deliberare variazioni delle aliquote a punti più alti significherebbe mettere a rischio ancora di più l’equilibrio economico-finanziario dei nuclei famigliari acquavivesi considerando il drastico aumento dei prezzi al consumo, il prezzo alle stelle della benzina e le gravose bollette da pagare ogni mese. Arrivare alla terza settimana sarà dunque un impresa eroica per parecchi contribuenti di questo paese. Un ulteriore spada di Damocle pesa dunque sulle fragili spalle del Giovane Sindaco Francesco Squicciarini.


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