Giovedì 15 Novembre 2018
   
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“Per noi Giovani non esiste nessuno spazio”, parla la Base GI

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È il leit motiv di tutte le campagne elettorali (da quelle nazionali a quelle locali) “spazio ai Giovani”, “Avanti il Merito” e bla bla bla. Ma quanto spazio c’è davvero per le giovani generazioni? Quanto spazio c’è davvero per la Meritocrazia in Italia? Giovani e meritocrazia sono le parole più inflazionate da destra a sinistra, passando per il centro. Nei fatti però invece c’è una vecchia classe dirigente che lungi dal voler concedere anche minuscoli spazi o frammenti di potere pur di mantenere lo status quo, tenta di allontanare e mantenere ai margini dalla vita politica le tante menti virtuose e laboriose di questo Paese. Una desueta e consumata classe dirigenziale che pur di garantirsi e conservare le proprie rendite personali è disposta a fare tabula rasa di idee e progetti innovatori. Conservatori nel midollo. Dei veri e propri dinosauri, pronti in qualsiasi momento ad annichilire quello che di buono c’è. E invece no, non dovrebbe andare cosi. Oggi più che mai la politica avrebbe bisogno delle menti più innovative e virtuose di questo Paese per uscire dal guado in cui è ferma da circa un ventennio. Oggi più che mai la politica avrebbe bisogno di capitani coraggiosi e avventurieri pronti a navigare in mare aperto a vele spiegate verso mete ignote e sconosciute. Oggi più che mai la politica avrebbe bisogno di giovani “rivoluzionari” e non di tanti piccoli yes-man pronti ad obbedire al despota di turno.

Nel nostro viaggio nel mondo giovanile della politica locale abbiamo intervistato due componenti della Giovane Italia di Acquaviva che in maniera lucida e puntuale ci hanno fatto riflettere sul ruolo del giovane d’oggi ad Acquaviva ma soprattutto in Italia.

 

 

Cosa spinge dei ragazzi cosi giovani ad aderire a movimenti politici come ad esempio quello della Giovane Italia?

Quello che ci spinge a partecipare a riunioni, incontri, dibattiti e convegni è la possibilità e la speranza futura di poter cambiare le cose in questo paese. Si parla tanto dei giovani, della loro importanza ma in verità per noi non esiste alcun spazio ne ad Acquaviva e ne in Italia.

 

Secondo voi quali sono i problemi più sentiti dai giovani in questo paese?

Mancano gli spazi per socializzare, per essere una comunità, per parlare tra di noi. In questo paese non c’è nulla per noi. Non abbiamo una sala giochi, un bowling, un parco verde, un cinema, un teatro. Siamo un paese spento.

 

Finalmente e' stata presentata al Comune una bozza per istituire anche ad Acquaviva la Consulta Comunale Giovanile.
Merito a chi, tra i giovani più dinamici e virtuosi di questa città, incomincia a far finalmente sentire la propria voce con intelligenza. Siamo fiduciosi che con la Consulta Comunale Giovanile i ragazzi di questo paese avranno più spazio e più voce per farsi sentire.

 

Facciamo finta di essere già ad una riunione della Consulta Comunale Giovanile, quali sarebbero le vostre proposte?

Lo abbiamo detto in precedenza. Gli spazi pubblici per noi giovani sono davvero pochi. Avevamo poco e ci hanno tolto pure quel poco che avevamo. Pensiamo al Centro Sportivo Comunale Scappagrano che è nel completo degrado. Pensiamo al parco giochi per bambini vicino alla stazione, chiuso ormai da anni. Pensiamo al campetto sportivo di Via Roma, laddove prima si svolgevano tornei di calcetto e basket oggi c’è solo erba e sporcizia.

 

Ragazzi i temi dei vostri convegni sono sempre di elevato spessore politico culturale. Quanta formazione politica c’è dietro l’organizzazione di importanti convegni come quello sulla PAC, sull’Immigrazione, sull’Ecologia?

Noi quasi quotidianamente ci riuniamo, discutiamo e ci confrontiamo su tanti temi non solo politici ma soprattutto culturali e sociali. Non a caso abbiamo anche fondato un Associazione Culturale “Ausonia” per diffondere la cultura e il sapere ai nostri coetanei. I nostri convegni sono frutto di tutto questo. Ma tutto questo lo dobbiamo anche e soprattutto alla preparazione del nostro Coordinatore, al suo bagaglio culturale e alla tanta passione che giornalmente ci trasmette.

 

Secondo voi, da quello che avete capito in questo anno e mezzo di esperienza in un movimento partitico giovanile, in Politica conta di più il singolo (l’individuo) oppure il gruppo (la squadra insomma)?

Dalla poca esperienza che abbiamo fatto in questo magnifico anno e mezzo abbiamo capito una cosa importante. In politica per raggiungere un obbiettivo il lavoro di gruppo è indispensabile. Bisogna essere carichi di iniziative, bisogna essere molto pazienti, bisogna lavorare duro e non arrendersi mai, perché spesso ci possono essere problemi vari, ma con il lavoro di squadra si può superare tutto. Ma soprattutto bisogna credere in quello che si fa, sempre e comunque. E noi ci crediamo fino in fondo.

 

 



 

 

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