Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Quinto punto O.d.g.: "La Voce dell'Opposizione"

solazzo carucci

 

Ripercorriamo con interesse una più approfondita analisi dello scorso quinto punto all’Ordine del giorno. E lo facciamo con due Consiglieri di minoranza: il Prof. Marcello Carucci, Sinistra Ecologia Libertà, e il Consigliere, in quota Popolo della Libertà, Avv. Eustachio Claudio Solazzo.

http://www.acquavivanet.it/politica/2937-nellultimo-consiglio-comunale-straordinario-.html

Per prima cosa, ribadire in sintesi cosa è accaduto: F. Montenegro, PDL, accusa apertamente che il regolamento è un “copia-incolla” di un documento pre-esistente cui appare finanche la dicitura “Emilia-Romagna”. Non solo: il regolamento locale non sembrerebbe in linea con l’ICOM e la Carta Nazionale delle Professionalità Museali, poiché resterebbe molto ambigua la definizione del ruolo del Direttore del Museo della Città.

“Servirebbe un nuovo tavolo di discussione per riflettere: ma il tempo è davvero tiranno, perché spesso ci si riduce a discuterne all’ultimo momento.” E rincara: “Scriviamolo che è un “piccolo museo”, come prevede la classificazione piccolo-medio-grande prevista dalla legge”.

Ma l’Assessore alla Cultura non si scompone e fila dritto.

Interviene il Consigliere Carucci, opposizione SEL: lui avrebbe ideato diversamente il regolamento. Concorda con la perplessità del Consigliere PD Luisi: a chi competeva redigere lo statuto? La Prima Commissione? La Seconda?… Resta contrario alla politica del “copia e incolla”. Si chiede se è davvero sufficiente il tempo a disposizione per rendere fattibile il regolamento. Si chiede se si riusciranno ad ottenere tutti i finanziamenti. Il Consigliere SEL insiste che il regolamento è completamente improponibile nella forma, anche se è disposto a votarlo a favore a patto almeno di significative modifiche. Modifiche che Carucci vorrebbe fare di suo pugno e attraverso nuovi emendamenti da discutere in tempo reale.

Il Presidente del Consiglio comprende, ma mette subito le mani avanti: “le modifiche le curi eventualmente l’Assessore e senza che si perda troppo tempo.”

Carucci insiste, il Presidente del Consiglio nuovamente non accoglie.

A sorpresa, il Consigliere Paradiso rimprovera i Consiglieri “riformisti” del regolamento: “Non sono d’accordo, qui vogliono stravolgere il regolamento.” Attollino rimprovera Paradiso: “Le modifiche sono necessarie, basti pensare che all’articolo 11 appare la dicitura Emilia-Romagna.” Si andrà in pausa, a mezzanotte già raggiunta.

Erano 18 articoli, provenienti, in teoria, dalla Seconda Commissione Consiliare (quella di Paradiso e Magistro): tutti da ridiscutere nel cuore della notte.

AcquavivaNet cede ora la parola a Marcello Carucci:

“Ho preso atto con estremo dispiacere del fatto che il regolamento, che non era stato portato all’attenzione della Commissione in cui io opero personalmente – cioè la Prima Commissione, che normalmente si incarica di redigere gli statuti e i testi regolamentari interessanti l’attività gestionale e amministrativa – ho lamentato, in aggiunta, la lunghezza spropositata degli articoli: cioè, 18 articoli debordanti, prolissi; dai quali era assente lo spessore normativo. Ed erano sovrabbondanti le enunciazioni di carattere esclusivamente programmatico di tipo: “potremmo fare”, “cercheremo di fare”, ecc. ecc. Il testo regolamentare disciplina ciò che si deve e ciò che non si deve fare. Ciò che si può e ciò che non si può fare. Dopodiché, io ho letto in Consiglio Comunale cinque ipotesi mie, di emendamenti ai primi cinque articoli: quindi cinque articoli riscritti in maniera molto sintetica, molto corretta, molto snella, con un linguaggio regolamentare prescrittivo. Cinque articoli scritti da me: e non copiati da alcun testo. Solo che l’esiguità del tempo a disposizione non mi ha acconsentito di andare oltre la sostituzione dei primi cinque articoli. E poiché io stesso ho notato la distinzione, la contraddizione, che si sarebbe verificata fra i primi cinque articoli, snelli e corretti, e gli altri 13 seguenti, prolissi, debordanti, e non giuridici, io stesso ho riconosciuto l’impossibilità di procedere a una sostituzione di tipo opportunamente parziale. Dopodiché a quel punto, il Presidente del Consiglio Comunale ha interrotto la seduta e ha invitato i capigruppo e coloro che proponevano emendamenti a ritirarsi nella stanza del Sindaco per cercare di riformulare un testo regolamentare idoneo a ricevere il più ampio consenso possibile. Dopodiché noi siamo andati nella stanza del Sindaco, abbiamo fatto confluire i principii da me enunciati, dei primi cinque articoli all’interno degli articoli così com’erano stati formulati nella ipotesi copiata dall’Assessore e abbiamo accettato, e abbiamo approvato, così come stava la cosa. Però almeno i principii che noi proponevamo sono almeno stati recepiti. A partire da quello per cui il direttore deve essere nominato dopo l’espletamento di una procedura che abbia rilevanza pubblica, cioè un avviso pubblico.”

A fine pausa, alle ore 0:48, il microfono del Presidente del Consiglio Comunale enunciava che il regolamento era stato riformato in buona parte e per mano paziente dell’Assessore alla Cultura. Su 14 articoli (…e non più 18), restarono invariati i seguenti: articoli 1, 4, 6, 7, 8, 10, 14. Modificati i restanti. Nello specifico: venivano modificati in forma significativa gli articoli 5, 9, 11, 12.

Si passerà poi subito alla votazione?…

Per F. Montenegro ci sono ancora lacune. Carucci voterà a favore: “ma mai più in queste condizioni”. Giorgio: “il regolamento non parla chiaro, la figura del Direttore, in ogni caso, non deve essere stipendiata. O si fa ora un emendamento o il mio voto sarà da astenuto.” E Giorgio pone in essere un nuovo emendamento. Passerà.

Tre votazioni praticamente identiche: 17 voti a favore, 2 assenti, l’unico “No” è del Consigliere F. Montenegro...

Il caso: Al “No” di F. Montenegro, Paradiso prende parola: “Ormai il PDL ha due anime.”

Il Consigliere Paradiso, membro della Seconda Commissione, era dunque coinvolto a plasmare il progetto “Museo della Città”: e il Consigliere F. Montenegro è stato l’unico Consigliere PDL a votare “No”.

AcquavivaNet cede ora la parola a Eustachio Claudio Solazzo:

“Il problema non è relativo alla modifica degli articoli. Ma il problema è di fondo: ovvero un fatto increscioso. E cioè che il regolamento del Museo della Città è passato attraverso la Commissione, poi è stato del tutto modificato a discrezione dell’Assessore Francesca Pietroforte. Il dubbio è nato proprio da questo fatto: perché si dice “si lavora per un regolamento in Commissione, e il regolamento, una volta che viene posto in essere dalla stessa commissione viene poi modificato in maniera del tutto unilaterale da parte dell’Assessore”: e “senza comunicare nulla, neanche al Presidente della Commissione”. Quindi: il primo punto che è stato sottolineato da alcuni consiglieri della minoranza è proprio questo. Fra l'altro, senza considerare un altro punto importante: noi sappiamo che questa delibera era necessaria per poter accedere ad una richiesta di finanziamento. Questa richiesta di finanziamento doveva essere preparata compreso, fralaltro come diceva l’ingegner Giorgio, di un progetto esecutivo, e che tale doveva essere inviato – se non vado errato – entro il 24 di marzo. Ecco il problema del nostro Consiglio: ma perché abbiamo atteso così tanto? Partiamo dal presupposto che eravamo tutti d’accordo sulla genuinità di questo provvedimento: è incompresibile come un’amministrazione rischi così di perdere un finanziamento, solo perché gli atti non saranno giunti nei termini necessari. Perché non vi è stato per tempo alcun progetto esecutivo. E pertanto: la figura del Direttore, per noi, doveva essere solo gratuita e onoraria. Per non parlare del fatto che ci siamo ridotti a correggere, a porte chiuse nella Stanza del Sindaco, Puglia al nome Emilia-Romagna. Almeno un paio di volte: anche se ciò lo si può ritenere anche relativamente non grave.”

Secondo il Consigliere Solazzo, qual’ è il presente e il futuro del nostro Piano Regolatore Generale?

“Il T.A.R. Puglia ha dichiarato, con sentenza del 20 marzo, la nullità della Delibera del Consiglio Comunale di novembre e ha annullato l’annessa e precedente Delibera Regionale. Allo stato attuale, il P.R.G. è stato completamente demolito. Acquaviva non è più dotata di un suo PRG. Il futuro dipenderà esclusivamente dalle scelte dell’amministrazione e, nello specifico, dall’eventuale ricorso al Consiglio di Stato. Altrimenti, si ricomincerà tutto da zero. E con un nuovo strumento urbanistico magari più all’avanguardia.”


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