Domenica 18 Novembre 2018
   
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Dall'ultimo consiglio comunale straordinario- 2° Parte

cons.comunale del_22_marzo_2012

  

Consiglio comunale straordinario 22/03: seconda parte

Continua il lungo pomeriggio dell’adunanza consiliare. Dunque: è emerso che la Prefettura di Bari ha fatto sapere che respinge le dimissioni in massa dalla lista CdA. Ovvero: prima di essere investiti del ruolo di Consigliere comunale, non si può rinunciare preventivamente.

Inutile aggiungere che di questo tema se ne sentirà ancora parlare.

Ma passiamo ora al quarto punto: Compravendita del 26/09/1971 locale piano terra palazzo comunale (ex farmacia) Esercizio diritto di prelazione. Determinazioni.

Apre Mastrorocco: come fa fede una segnalazione del Ministro dell’Interno, parliamo di un bene culturale monumentale. Il Comune ha un diritto di prelazione. Su 18 presenti, passa in toto il quarto punto con 12 voti favorevoli, 3 astenuti, 3 contrari.

Quinto punto: Approvazione del Regolamento “Museo della Città” – Istituzione.

Apre l’Assessore alla Cultura, la dr.ssa Francesca Pietroforte: A dire il vero, l’espressione Museo della Città è limitante, in quanto il progetto della maggioranza vorrebbe anche ambire all’apertura di più musei, per valorizzare e far fruire più temi culturali. Il Museo della Città è un progetto che avrà come sede designata il Palazzo De Mari: e per rendere il sogno in realtà, bisogna quanto prima far passare il quinto punto e il suo relativo regolamento, anche per accedere subito ai finanziamenti. Dall’esterno, era sembrato ai non addetti ai lavori un discorso molto semplice. A questo punto, ci si aspetta che l’eventuale bastian contrario provenga dall’opposizione: ma interviene il Consigliere PD Luisi, ed è fuoco amico. Per fortuna, senza feriti gravi. Luisi: in merito al regolamento, a chi spettava la competenza a plasmarlo? La prima o la seconda commissione consiliare? La domanda è un vero fulmine a ciel sereno e si attende una risposta dell’Assessore Pietroforte. Tuttavia, il Consigliere Luisi resta ben disposto nel votare a favore. Ma così, aprirà un’anfora di Pandora: per F. Montenegro, pur non volendo mettere in discussione la bontà del provvedimento, il provvedimento stesso non sembra certo immune di discutibili e misteriose lacune; e tutte che andrebbero rispiegate e colmate in tempi in molto risicati. Per F. Montenegro, minoranza PDL, non è la prima volta che la Giunta Squicciarini si ritrova a rincorrere i tempi, facendo e rifacendo praticamente all’ultimo minuto. Anzi: bisognava pure allegare al provvedimento il regolamento approvato dalla preposta Commissione consiliare. E apriti cielo: il Presidente del Consiglio comunale chiede all’Assessore Pietroforte se c’è stata davvero una lacuna nella forma, un qualcosa che possa fattibilmente ostacolare il lasciapassare del regolamento.

F. Montenegro insiste: invita i membri della Commissione consiliare preposta a farsi sentire, per fare maggiore chiarezza. E senza mezzi termini: “Fate chiarezza, altrimenti i vostri provvedimenti sono cartastraccia”…

Il Consigliere di centrodestra accusa apertamente che il regolamento è un “copia-incolla” di un documento pre-esistente cui appare finanche la dicitura “Emilia-Romagna”. Non solo: il regolamento locale non sembrerebbe in linea con l’ICOM e la Carta Nazionale delle Professionalità Museali, poiché resterebbe molto ambigua la definizione del ruolo del Direttore del Museo della Città. Ambigua: perché il Direttore non risulterà individuato attraverso un atto pubblico e sarà pure stipendiato e scelto a discrezione del Comune, in barba ai rigidi criteri normalmente previsti a livello nazionale; dove per ambire al ruolo di Direttore ciascun interessato dovrà avere in possesso un lauto curriculum esperienziale. Ma non è finita: resta misterioso nei contenuti l’articolo 2, il quale garantirebbe l’inalienabilità delle collezioni. Se i reperti sono del demanio dello Stato, perché ribadirne l’inalienabilità? Il Consigliere fa trasparire l’esistenza che il regolamento faccia prevedere anche dei casi eccezionali.

Servirebbe un nuovo tavolo di discussione per riflettere: ma il tempo è davvero tiranno, perché spesso ci si riduce a discuterne all’ultimo momento. E rincara: “Scriviamolo che è un “piccolo museo”, come prevede la classificazione piccolo-medio-grande prevista dalla legge”.

Il Consigliere azzurro ha praticamente un diavolo per capello, ma gli risponde la Pietroforte: “Mi spiace deluderla. Noi facciamo riferimento alla Carta d’Identità italiana del Museo, che raccoglie al suo interno le regole dell’ICOM e quanto è già normalmente previsto dalla legge. Abbiamo già individuato alcune potenziali figure in qualità di cariche del tutto onorarie e gratuite. Ci sono nomi come Cesare Colafemmina o il Professor Franco Liuzzi…”

Il Consigliere F. Montenegro si alza dalla propria postazione e mima quasi di voler lasciare l’aula: ma si ricompone subito, facendo intuire all’Assessore che le cose stanno diversamente.

Ma l’Assessore alla Cultura non si scompone e fila dritto.

Interviene con vena polemica il Consigliere Carucci, opposizione SEL: lui avrebbe ideato diversamente il regolamento. Concorda con la perplessità del Consigliere PD Luisi. E contrario alla politica del “copia e incolla”. Si chiede se è davvero sufficiente il tempo a disposizione per rendere fattibile il regolamento. Si chiede se si riusciranno ad ottenere tutti i finanziamenti. Il Consigliere SEL insiste che il regolamento è completamente improponibile nella forma, anche se è disposto a votarlo a favore a patto almeno di significative modifiche. Modifiche che Carucci vorrebbe fare di suo pugno e attraverso nuovi emendamenti da discutere in tempo reale.

Il Presidente del Consiglio comprende, ma mette subito le mani avanti: “le modifiche le curi eventualmente l’Assessore e senza che si perda troppo tempo.” E ha perfettamente ragione: si è già praticamente giunti a mezzanotte. O meglio: manca poco.

Carucci insiste, il Presidente nuovamente non accoglie.

A sorpresa, il Consigliere Paradiso rimprovera i Consiglieri “riformisti” del regolamento: “Non sono d’accordo, qui vogliono stravolgere il regolamento.” Attollino rimprovera Paradiso. Paradiso riprende la parola: “Guardiamo avanti e pensiamo ad accedere al finanziamento.”

Attollino rispolvera le precedenti affermazioni di F. Montenegro e Carucci: “Le modifiche sono necessarie, basti pensare che all’articolo 11 appare la dicitura Emilia-Romagna.” Quello fra Paradiso e Attollino sembra un siparietto politico volto a lanciare dei messaggi propriamente subliminali.

È il Consigliere UDC Caporusso a dare man forte a Paradiso: ringraziandolo della sua collaborazione con Magistro durante i lavori in Commissione.

Ecco che interviene pure Claudio Giorgio: il quale afferma che qui non si vuole offendere nessuno. Piuttosto: esiste un progetto esecutivo? Si può direttamente modificare il regolamento e designare la sola figura onoraria e gratuita del Direttore?

Maurizio chiede una sospensione di dieci minuti: e siamo già oltre la mezzanotte.

Il Consigliere Tria: “ma esiste un progetto esecutivo?”

Il Presidente del Consiglio gira la domanda all’Assessora, il quale risponde: “Avremo il tempo.”

Attollino critica con una frecciata la Pietroforte, ma il Sindaco inviene e tutti sospendono i lavori in Consiglio per almeno dieci minuti.

Passano più di dieci minuti: giungiamo alle ore 0:48…

Il regolamento è stato riformato in buona parte e per mano paziente dell’Assessore alla Cultura. Su 14 articoli, restano invariati i seguenti: articoli 1, 4, 6, 7, 8, 10, 14. Modificati i restanti. Nello specifico: vengono modificati in forma significativa gli articoli 5, 9, 11, 12.

Vediamo perché: nell’articolo 5, muta il ruolo del Direttore, che non verrà direttamente scelto dal Sindaco, ma sarà onorario e gratuito per particolari soggetti individuati nella società civile acquavivese. E tutto avverrà con avviso pubblico. Al punto “P”, si specifica la dicitura “Puglia”.

Nell’articolo 9, restano solo il quinto capoverso e la parte finale; cui quest’ultima viene anche sintetizzata.

Nell’articolo 11, si specifica la dicitura “Puglia”.

Nell’articolo 12 viene in parte ripensato e viene completamente eliminata la Carta del Servizi.

Si passerà ora alla votazione?…

Per F. Montenegro ci sono ancora lacune. Carucci voterà a favore: “ma mai più in queste condizioni”. Tria cambia umore e voterà a favore. Giorgio: “il regolamento non parla chiaro, la figura del Direttore, in ogni caso, non deve essere stipendiata. O si fa ora un emendamento o il mio voto sarà da astenuto.” E Giorgio pone in essere un nuovo emendamento…

Tria risponde inutilmente a Giorgio: il nuovo emendamento si fa e non si tocca. E passerà.

La Morano è favorevole al regolamento purché in un domani lo si possa opportunamente aggiornare. Votazione unica per tutti i 14 articoli del regolamento: tre votazioni praticamente identiche. La prima, poi l’emendamento del Consigliere Giorgio, poi l’esecutività: 17 voti a favore, 2 assenti, l’unico “No” è del Consigliere F. Montenegro...

Al “No” di F. Montenegro, Paradiso prende parola: “Ormai il PDL ha due anime.”

Colangiulo e Benevento manifestano soddisfazione. Il Sindaco ringrazia l’Assessore.

È notte profonda: manca un quarto d’ora alle 2:00.

L’ultimo punto del Consiglio sarà il numero sei: Approvazione o.d.g. relativo ai “Marò” Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Tale punto viene presentato a nome di diversi Consiglieri: cui c’è chi menziona direttamente nome e cognome e chi partecipa senza esibirlo. I nomi esposti sono quelli dei consiglieri di centrodestra.

F. Montenegro invita il Sindaco a scrivere, in favore dei due militari italiani, una significativa lettera alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica. Il punto sei passa all’unanimità e tutti a casa.

Prossimo Consiglio: il giorno 30, venerdì, alle ore 16:30.

Commenti  

 
#1 Michele G. 2012-03-25 21:34
Confronterò questa ricostruzione con quanto realmente accaduto con la visione delle riprese televisive che spero mandino quanto prima in onda;infatti la figuraccia dell'assessore Pietroforte non traspare dalle parole dell' articolista-ami co di questa amministrazione ...mentre i consiglieri Giorgio e Attollino intervistati dicono ben altro su quanto sarebbe accaduto in merito al regolamento del museo! Spero almeno che pubblichiate il mio pensiero.
 

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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