Martedì 20 Novembre 2018
   
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Acquaviva nel Risorgimento: La parola alla Pietroforte

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Come tutelare la cultura della memoria: nel ricordo di eventi e personaggi, direttamente tratti da “Acquaviva nel Risorgimento”; il libro dell’avv. Giuseppe Palombella. Un libro per la memoria, un libro alla memoria: recentemente ristampato a cura del Comune di Acquaviva delle Fonti, ha conosciuto la significativa premessa dell’Assessore alla Cultura, la dr.ssa Francesca Pietroforte. L’Assessore ha poi cortesemente accettato la nostra intervista.

 

L'avv. Giuseppe Palombella ha unito, nel 1979, “Pagine sparse” e “Profili di acquavivesi illustri”: nel febbraio del 1980, aveva poi visto la luce “Pagine sparse e brevi profili di uomini illustri acquavivesi”. Questi due piccoli capolavori erano assieme il retaggio di una lunga serie di articoli, tutti scritti dallo stesso Palombella presso il periodico "L'Eco di Acquaviva"; a cavallo fra il 1950 e il 1962. Nel 1962, L'Eco di Acquaviva del Prof. Nicola Capozzo ha cessato poi le pubblicazioni. Palombella è stato un profondo cultore dello studioso Lucarelli: “La Storia di Acquaviva delle Fonti”, scritta dal Prof. Antonio Lucarelli nel lontano 1904, era da molto tempo andata a ruba e completamente uscita fuori produzione. Ma Palombella, nel 1968, attraverso un suo comitato promotore, riuscì nella delicata missione di una ristampa.

E comprendendo poi le esigenze dei più moderni, ha rielaborato e fatto sunto di tutte le memorie del suo amato Eco e del Lucarelli. 

"Acquaviva nel Risorgimento": una nota ristampa, a cura del Comune di Acquaviva delle Fonti, del libro riguardante le biografie degli uomini acquavivesi del Risorgimento Italiano: perché è importante far risalire la sua memoria sino alle vicende della Repubblica Partenopea del 1799?

“Le vicende del 1799 rappresentano il primo vagito che avrebbe condotto, qualche decennio più tardi, alla nascita dello stato nazionale. Durante quegli anni furono molti i patrioti che si distinsero per il loro coraggio e per la ferma volontà di unificare l’Italia, molto spesso a costo della propria vita. Oggi tutte quelle vicende non possono essere dimenticate, la memoria di quegli uomini deve restare scolpita in tutti noi. È per queste ragioni che abbiamo cercato, durante tutto il corso dell’anno, non solo di celebrare il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, ma anche di rinverdire la memoria dei nostri patrioti. Il volume al quale lei si riferisce è nato per focalizzare l’attenzione sul contributo che anche Acquaviva ha dato, versando il sangue dei propri figli, al raggiungimento dell’unità nazionale. Anche Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, ha espresso, in una sua recente intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, il suo compiacimento nel notare come anche le più piccole cittadine si fossero messe sulle tracce dei patrioti locali. Acquaviva è tra queste città, pienamente consapevole di come l’esempio degli eroi del passato possa segnare il cammino delle giovani generazioni ha curato la pubblicazione sia di “Acquaviva nel Risorgimento” che di “Francesco Raffaele Curzio – patriota, politico, poeta” del prof. Franco Liuzzi.”

 

Cosa pensa, nello specifico, delle opere dell'ormai scomparso avv. Giuseppe Palombella, nonché autore di "Pagine sparse e brevi profili di uomini illustri acquavivesi"?

Quanto lo stesso avv. Palombella ha contribuito per far costruire culturalmente una memoria condivisa fra tutti i cittadini acquavivesi?

“Dando alle stampe il suo volume, l’avv. Giuseppe Palombella ha senz’altro contribuito a riscrivere il senso civico collettivo della nostra città. Gli esempi del passato servono a rinsaldare e meglio definire la memoria collettiva e soprattutto a recuperare l’orgoglio dell’appartenenza a una stessa comunità. Egli, insieme a molti altri insigni studiosi, ha compiuto la scelta, e per questo dobbiamo tutti essergli riconoscenti, di lasciare alle generazioni future la memoria di una serie di modelli cui tendere, esempi rispetto ai quali commisurare il proprio modo di stare al mondo. Come ho già scritto nella premessa al volume, l’avvocato Palombella non aveva la presunzione di essere uno storico di professione, ma piuttosto un cultore della memoria del paese. Il suo scopo quindi non era storiografico ma legato invece alla diffusione di una maggiore conoscenza del passato così da suscitare nei propri concittadini un senso comune di appartenenza identitaria.”

 

Mi permetto: ma in un mondo in continua evoluzione, il sentimento che racchiude storia, comunità, patria, non rischia un po’ di passare per un concetto anacronistico?

Per sua antitesi scientifica, perché oggi tale sentimento identitario può definirsi anacronistico?

“Come può essere definito anacronistico il sentimento che lega un cittadino alla propria città? Più probabilmente bisognerebbe fare un’altra considerazione: è evidente che l’avvocato Palombella viveva in un periodo diverso da quello attuale, un momento in cui la crescita economica faceva sperare in un futuro migliore. Al contrario in un presente ormai privo di certezze e di solidi punti di riferimento è facile abbandonarsi allo sconforto: una prova di ciò risiede nella strumentalizzazione politica del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia perpetrata da certi estremismi. Una riflessione più attenta aiuterebbe a evitare certi punti di vista, molti hanno cercato di spogliare l’evento della sua solennità facendolo diventare una sorta di esercizio retorico. La risposta degli italiani in generale e degli acquavivesi in particolare ai numerosi eventi realizzati per le celebrazioni, con l’ampia partecipazione registrata e con la collaborazione di tutti (istituzioni pubbliche e private, scuole, associazioni culturali) sono invece la viva testimonianza di quanto il sentimento identitario e la voglia di riflettere e confrontarsi sul passato, sul presente e sugli scenari futuri della nostra nazione non siano affatto elementi anacronistici.”

 

Come risposta all'antitesi: quanto è invece importante conservare la cultura della memoria italiana ad Acquaviva? Come il 27 gennaio o il 10 febbraio?

“Non si può in alcun modo prescindere dal proprio passato. Il 27 gennaio, il “Giorno della Memoria”, è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano nel 2000, aderendo alla proposta internazionale di considerare questa, una giornata di commemorazione delle vittime del fascismo, del nazionalsocialismo, dell’Olocausto e di chi si è opposto al progetto di sterminio e, anche rischiando la propria vita, ha protetto i perseguitati. L’amministrazione ha voluto ricordare, attraverso un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, non solo le vittime dell’Olocausto ma, come ho affermato durante il mio intervento, le vittime di tutti i totalitarismi. Mi sarebbe piaciuta una maggiore partecipazione in quella occasione: negli anni scorsi il Comune di Acquaviva non realizzava nulla in occasione delle due giornate, né il 27 gennaio, né il 10 febbraio, eppure nessuno se ne doleva. Oggi invece capita che proprio chi non partecipa sventoli poi delle inquietanti bandiere: massimo rispetto per tutte le posizioni, ma si eviti di usare i morti per dare un senso alla propria attività politica.” 

 

Mi perdoni questa sottile provocazione: quando una via della nostra città sarà dedicata alla memoria dell'avv. Giuseppe Palombella? Grazie.

“Sarebbe una proposta interessante. Se me lo consentirà me ne farò carico, sottoponendola all’attenzione di tutta l’amministrazione, proprio perché anche io ritengo che la memoria dell’avvocato Palombella meriti la giusta attenzione da parte della città che ha onorato in vita e continua a onorare oggi.”


Commenti  

 
#1 Abdul 2012-03-23 08:51
Brava assessore, sta riportando agli antichi fasti la cultura ad Acquaviva! Vada avanti e non si curi dei pennivendoli e degli oppositori a prescindere, qualunque casacca essi indossino
 

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