Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

"IL PD TRA PERSONALISMI E PARTITO AZIENDA"

Dinapoli.2.JPG

 

Luca Di Napoli. Ex consigliere comunale, rappresenta l’area ex DS (componente minoritaria) all’interno del Partito Democratico di Acquaviva. Dopo che il Segretario Provinciale del PD Vito Antonacci (Sindaco di Adelfia) ha provveduto a Commissariare il partito acquavivese, l’ex DS analizza la situazione politica dei democratici. Dalle parole dell’ex Consigliare pare che la storica dialettica tra ex DS e ex Margherita sia una fase del tutto superata. Una nuova diaspora persiste oggi. Una nuova divisione tra “partito dei consiglieri” e “partito degli iscritti”. A quanto pare sembrerebbe essersi spenta la luce della “democrazia” e della partecipazione nella vita politica del Partito Democratico di Acquaviva (il quale conta ben 270 iscritti). Dalle dure affermazioni di Di Napoli apprendiamo che il locale Partito Democratico è connotato da una “concezione padronale” e da forti “personalismi” all’interno del gruppo consiliare stesso. Alla luce di tutto ciò sarebbe lecito chiedersi cosa cambia tra il Partito “azienda” del Cavaliere Silvio Berlusconi e il Partito Democratico di Pierluigi Bersani?

 

Cosa succede al PD di Acquaviva (primo partito della città che esprime il Sindaco e la maggioranza relativa in Consiglio Comunale)?

All’indomani delle dimissioni del Segretario locale Vito Caroli, si è determinata una situazione un po’ confusa che noi ci auguravamo fosse risolta nel più breve tempo possibile ma probabilmente per diversi veti incrociati che ci sono stati all’interno del partito non è stato possibile arrivare a una soluzione condivisa.

Persiste ancora la storica dialettica tra ex DS e ex Margherita nel partito?

La divisione tra ex è ormai una fase superata. Anche se persiste in alcuni soggetti che fanno riferimento all’area ex Margherita, un retaggio ideologico culturale nei confronti degli ex DS, o almeno cosi pare. In questo momento però è in atto una diaspora tra fazioni alcune interne anche agli ex Margherita (rappresentate da singole individualità e non da un gruppo).

Possiamo dire che il PD è pervaso da “personalismi”?

 Certamente sì, soprattutto nel gruppo consiliare. Alcuni pensano di poter avere un partito personale. Prevale una visione padronale del partito invece di una dimensione collettiva e non democratica.

 

Ha parlato di una concezione padronale del partito. Non sarà mica che il PD (democratico per eccellenza) di Acquaviva sia diventato come il “partito azienda” del Cavaliere Berlusconi?

 Il nostro partito già nel suo nome ha iscritto a se il suo valore e principio democratico. Noi intravediamo però, anche in seguito al rifiuto del nominativo da noi proposto per reggere la Segreteria politica, una concezione di chi pensa di essere depositario di quali verità e di quale forza per poter ostacolare qualsiasi altro disegno politico. Il fatto stesso di non volere il confronto all’interno del partito sta a indicare che qualcuno (o qualche gruppo) vuole condurre come propria proprietà il partito stesso alla vecchia maniera con vecchi capibastione forti economicamente.

A cosa si riferisce quando parla di personalismi soprattutto all’interno del gruppo consigliare? Esistono due PD quello degli iscritti e quello dei consiglieri?

 Da quando non abbiamo un Segretario politico, il confronto tra gli iscritti del partito e il gruppo consiliare è venuto scemando. Il gruppo consiliare sta svolgendo un’attività autonoma e avulsa da quelle che potevano essere le prerogative del partito. È mancata quindi in questi mesi di vacanza una normale dialettica democratica. Dopo la nomina del Commissario (il Segretario Provinciale e Sindaco di Adelfia Vito Antonacci), coadiuvato da una sub-Commissaria (proveniente da Monopoli) le riunioni politiche si stanno svolgendo nella normalità democratica di un partito. Prima invece, lo ripeto, le riunioni di maggioranza si svolgevano in assoluta autonomia del gruppo dei consiglieri comunali senza coinvolgere nessuno dei nostri 270 iscritti. Quando c’era l’ex Segretario Caroli almeno avevamo una parvenza di partecipazione e democrazia ma adesso nemmeno quella. Prima succedeva che nonostante il segretario partecipasse a queste riunioni e dicesse anche la sua gli mancava l’autorevolezza e il gruppo consiliare faceva di testa propria. Ad esempio anche il documento sottoscritto da tutti e cinque i consiglieri comunali del partito, ove si minacciava la fine dell’Amministrazione Squicciarini laddove non si fossero raggiunti alcuni punti importanti del programma, non è stata un’azione condivisa con il resto del partito. Dalla sera alla mattina ci siamo trovati con questo documento in mano a tutti gli organi d’informazione.

Prima di Commissariare il partito, appunto voi ex DS (a quanto pare minoranza) avete indicato un nominativo forte e autorevole alla guida del PD Gianni Nettis. Come mai non è stata condivisa tale scelta?

La maggioranza del Coordinamento del partito non ha condiviso la nostra indicazione e non ci ha dato nemmeno una spiegazione chiara e ragionevole per il proprio rifiuto di nominare Gianni Nettis Segretario del PD. Possiamo pensare che questo sia stato ostracismo nei confronti degli ex DS, ma io mi rifiuto di pensare che ancora oggi ci sia un atteggiamento basato su vecchie contrapposizioni ideologiche.

Possiamo dire che il PD a differenza forse di altri partiti ha favorito il ricambio generazionale portando alla ribalta una nuova classe dirigente. Questa (e l’intero partito) oggi, paga lo scotto di inesperienza amministrativa e politica?

 L’ingresso di giovani all’interno dell’Amministrazione doveva favorire un rinnovamento di tutta la politica e questo purtroppo non è avvenuto, perché il ricambio di una classe dirigente non è soltanto un fattore anagrafico bensì un fattore culturale. Cercavamo un rinnovamento nelle idee e nella mentalità politica. I giovani devono capire che occorre studiare e approfondire le carte per affrontare i problemi della comunità. Siamo sicuri però che con un gruppo circoscritto dei consiglieri comunali del nostro partito si possa lavorare per giungere a un vero e proprio cambiamento e rinnovamento.

Qual è il fine che perseguirete con la nascita di quest’ associazione che avete costituito all’interno del partito democratico?

Non è proprio cosi. Non si tratta di un movimento interno. Noi stiamo cercando di favorire la nascita di un’associazione politico-culturale aperta a tutte le tradizioni politiche (ds, margherita ecc..) e alla società civile tutta per non disperdere quel patrimonio di partecipazione e democrazia che prima era ascrivibile all’interno dei partiti politici. Noi restiamo tutti iscritti al PD ma vogliamo creare una casa dove poter fare politica partecipata democratica e aperta a chiunque.

 Guardando alla sua storia e tradizione politica come giudica l’ingresso nella maggioranza di FLI (partito di centro destra)? Possono post comunisti e post fascisti governare insieme? Al posto di FLI non dovrebbe esserci come natura vorrebbe SEL?

 La coalizione che governa Acquaviva non è una maggioranza di centro sinistra dato che contiene al suo interno sin dall’inizio un partito di ispirazione di centro destra (IO SUD poi divenuto FLI). Assieme agli altri compagni ci battemmo per poter far entrare dal primo momento all’interno della coalizione SEL. L’obbiettivo che si dovrebbe preporre il PD dovrebbe essere a nostro avviso quello di ricomporre la frattura con i vendoliani facendo tutti insieme un passo indietro. La nostra preoccupazione in questo momento guardando all’ingresso di questo nuovo partito all’interno della maggioranza (FLI) è quello che possa assurgere sempre più a un maggiore peso politico in grado di condizionare il lavoro dell’Amministrazione.

 A suo avviso il PD detiene il giusto peso politico all’interno della Maggioranza oppure la coalizione è spostata verso altre forze?

Il peso del nostro assessorato e del Sindaco ha un peso rilevante, però il PD è sottostimato all’interno della Giunta. La presenza di un solo assessore non gratifica il peso di un gruppo consiliare fatto di cinque persone. È bene precisare che il Sindaco Squicciarini non è solo espressione del PD ma dell’intera maggioranza, ecco perché al partito bisognerebbe garantire il giusto peso in Giunta cosi come promesso dallo stesso Primo Cittadino. 

Un giudizio secco sull’operato di questa amministrazione, del vostro Sindaco e del vostro Assessore in due anni di Governo.

Il giudizio su questa amministrazione è praticamente negativo. Capiamo le difficoltà iniziali derivanti dalla mala gestione dell’amministrazione precedente. Speravamo in un rilancio dell’ attività di Governo con il primo bilancio politico targato Squicciarini però cosi non è stato. I problemi sono tanti: dall’apparato burocratico all’inesperienza di alcuni assessori che hanno mortificato la capacità di realizzazione dell’esecutivo.

Per quanto riguarda l’Assessore Francesca Pietroforte ritengo che il suo operato sia abbastanza positivo. A mio modesto avviso Francesca deve guardare al suo ruolo di Assessore non solo nelle competenze a lei attribuite bensì all’operato dell’intera vita amministrativa. La politica non è fatta a compartimenti stagno. Non deve guardare solo alla Cultura bensì deve dare il suo contributo alla discussione e al confronto degli altri problemi della comunità.

 

Commenti  

 
#2 ...e già 2012-03-14 14:14
Io,invece,direi che qui si svelano l'intervistato e quelli che rappresenta, che di democratico non hanno davvero nulla...
 
 
#1 anghelo 2012-03-12 20:34
mentre si festeggia per l'elezione di pasquale cotrufo a segretario dei giovani democratici qui si scoperhia il pd, che di democratico non ha davvero nulla,......
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI