Giovedì 15 Novembre 2018
   
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BALDASSARRE: "CON MONTI AUTOREVOLI IN EUROPA"

Lon. Raffaele_Baldassarre

 Crisi economica e mancata integrazione tra gli Stati Membri, l’analisi dell’on. Baldassarre


L’Europa in questo momento vive uno dei suoi periodi più bui tra crisi economica e mancanza di coordinamento e integrazione tra gli Stati Membri. In occasione del Convegno sulla PAC dello scorso 2 Marzo organizzato dal PDL e dalla Giovane Italia di Acquaviva delle Fonti, La Voce del Paese in esclusiva ha intervistato l’eurodeputato salentino On. Raffaele Baldassarre (Vice Presidente della Commissione Giuridica Europea al Parlamento Europeo), il quale come al solito si è concesso alle nostre domande in maniera diretta senza perdersi in inutili preamboli.

On. Baldassarre, la politica agricola comune è davvero l’unico esempio di politica integrata a pieno titolo in Europa. Come mai alla stregua di quello che si è fatto per l’agricoltura, l’UE non si adopera all’integrazione delle politiche economiche che sono il vero Tallone di Achille dell’Europa a 27?

“Per una ragione molto semplice perché l’Europa è costituita da 27 Stati e gli Stati nella loro rappresentanza istituzionale rappresentano un freno ad ogni prospettiva di maggiore unità. La Commissione che è l’organo esecutivo è espressione dell’UE, il Parlamento è la sede dove la voce, l’anima dei cittadini europei e della loro integrazione è fortissima e il Consiglio invece svolge il ruolo di freno all’integrazione. Però credo che non ci sia altra strada se non quella di una maggiore integrazione economica di politiche fiscali comuni di parametri di bilancio comuni e soprattutto di politiche di crescita di cui si sente urgentemente la necessità”.

Cosa prevede il nuovo Trattato appena firmato?

“Il Fiscal Compact è un trattato in base al quale vengono imposti e accettati parametri e discipline di bilancio in cui viene inserito per la prima volta nelle costituzioni la regola del Pareggio di Bilancio. È evidente che a fronte di una politica rigorosa che è necessaria in virtù dell’esposizione di debito pubblico che molti stati hanno accumulato negli anni, oggi bisogna rimettere i conti a posto anche se affianco a questa bisogna mettere a segno misure importanti di crescita”.

Cosa è cambiato a livello europeo e a livello internazionale con l’avvento del nuovo Premier Mario Monti alla guida dell’Italia?

“Va riconosciuto che Mario Monti ha dato anche a seguito di provvedimenti che il Parlamento Italiano ha votato (tra cui il mio partito con grande senso di responsabilità verso il Paese) maggiore autorevolezza all’Italia sia per l’enorme conoscenza dei meccanismi europei sia per i grandi progressi che con tanti sacrifici stiamo facendo ma anche perché a differenza forse del passato Monti ha capito che la stabilità politica non è frutto solo di intese nazionali ma che oggi la stabilità di un Governo non si decide solo a Roma ma a Washington e soprattutto a Bruxelles”.

Come vede questo nuovo PDL, alla luce dei congressi e delle primarie, soprattutto senza la figura autorevole ed ingombrante del Cavaliere Silvio Berlusconi?

“Lo vedo molto bene. Devo dire che questa primavera di congressi ha segnato un fatto importante di vita interna di partito che si è finalmente strutturato. Le primarie sono il fatto più importante. A Lecce con 18 mila votanti, Trani con 9 mila testimonia la gran voglia di partecipazione del popolo del centro destra. Questo segna inevitabilmente la fine di un era politica in cui le scelte calavano dall’alto”.


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