Martedì 20 Novembre 2018
   
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8 MARZO: DEMOCRAZIA PARITARIA

Donne Democratiche

 

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa: 

 

Solo pochi giorni fa, a Napoli, presentando la sintesi dei lavori di gruppo “Noi, il partito e la democrazia”, si asseriva che la presenza delle donne nei partiti non è soddisfacente “su scala nazionale, ma ancora più al sud, e da questa situazione non è esente il Partito Democratico, che pur migliorando ha da fare moltissima strada”.

E’ di oggi la notizia della sconfitta di Rita Borsellino a Palermo: a pochi giorni da una data fortemente simbolica, l’8 marzo che ricorda un evento importante ormai sbiadito e ridimensionato da un consumismo che ha fatto scordare a molti e a molte il significato profondo di quella data.

E’ di questi giorni la notizia degli ingressi di tre donne nella Giunta di Emiliano a Bari.

Tante le interpretazioni possibili degli eventi degli ultimi giorni, ma tutte accomunate dal minimo comun denominatore messo a fuoco a Napoli: “Si deve spostare il tema su un terreno politico e culturale, cambiando il Partito perchè soddisfi l'ambizione di guidare il cambiamento del Paese. Un obiettivo che si raggiunge affermando la presenza paritaria nei partiti, ma anche esercitando una nuova ritrovata soggettività femminile”.

Pensiamo fermamente che la strada da fare sia molto lunga ed esige pazienza, caparbietà, tenacia, ma anche capacità di non cedere ai punti fermi: e lo chiediamo prima di tutto alle donne.

Siamo ben felici di constatare che il PD pensi all’importanza della presenza femminile nelle Istituzioni, perché siamo convinte che il punto di vista femminile, che non esclude quello maschile ma lo completa, possa rappresentare una possibilità di sviluppo per tutta la società in termini economici, sociali, culturali.

Ma vorremmo essere anche felici di constatare che il PD, non solo pensa alla presenza femminile, ma ancor prima coinvolge le donne nei processi decisionali a 360 gradi.

A Napoli emergeva una stanchezza comune nel registrare che quasi sempre le donne ci sono solo se gli uomini di partito hanno dato loro la possibilità di esserci e solo nei luoghi dove gli stessi uomini hanno individuato che è bene collocare una donna piuttosto che un uomo.

Crediamo fermamente che la differenza di genere non vada relegata solo in organismi di genere ma debba integrarsi nei luoghi in cui la voce al femminile possa confrontarsi con la voce maschile, discutere, apportare idee e, quindi, decidere insieme, nel pieno rispetto della capacità di autodeterminazione che è propria di tutti gli essere umani, a prescindere dal genere.

E’ di oggi la notizia secondo cui lo Stato dove le donne hanno più possibilità di fare politica è il Ruanda dove nei luoghi istituzionali di massimo livello c’è una presenza femminile pari a 45 su 80.

Riteniamo per noi stesse offensivo dover rivendicare il diritto a contribuire allo sviluppo della comunità portando le pari opportunità sotto i riflettori dei TAR.

Come affermavamo a Napoli “(…) il ricorso al Tar è stato efficace, ma la politica è un'altra cosa, e l'appello alla giustizia è la sconfitta della politica”. Lo pensiamo fermamente e chiediamo alle donne prima -e agli uomini poi- da un lato, di credere nel valore della diversità dall’altro, di sapersi indignare e di non cedere alle lusinghe di certa classe dirigente che si mette la medaglia al petto inserendo donne nei luoghi istituzionali, salvo poi escluderle dai procedimenti partecipativi e dalla fase decisionale.

Siamo certe che se si riparte dal recupero della forza della politica e dalla valorizzazione delle differenze di genere, i benefici di ciò ricadranno sull'intero partito e sulla società tutta.

 

 *Teresa Zaccaria 

Portavoce Donne Democratiche Provincia di Bari

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