Giovedì 15 Novembre 2018
   
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SILVESTRIS: "QUESTA PAC PARLERA' LA NOSTRA LINGUA"

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SILVESTRIS: “QUESTA PAC PARLERA’ LA NOSTRA LINGUA” 

AquavivaNet ha intervistato in esclusiva l’On. Sergio Silvestris eurodeputato del PDL al Parlamento Europeo, intervenuto Venerdì 2 Marzo ad Acquaviva delle Fonti durante il convegno organizzato dalla locale Giovane Italia e il Popolo delle Libertà.

Classe '73, laureato in Farmacia, vanta anche un passato da giornalista. Scende in campo in politica non ancora maggiorenne, aderendo al Fronte della Gioventù, il movimento dei giovani missini. Volantinaggi, affissioni di manifesti e comizi sono la prima palestra per l’inizio di una grande avventura. Nel 1995, a soli 21 anni, è eletto per la prima volta Consigliere comunale nella sua città, Bisceglie. Nel 2000 con ben 8173 preferenze è eletto consigliere Regionale, ed è il più giovane tra tutti i Consiglieri regionali di Alleanza Nazionale in Italia.  Nella settima legislatura regionale ricopre l'incarico di Presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali. Candidato nelle file del Popolo della Libertà nella circoscrizione Meridionale alle elezioni europee del 2009, il 6 e 7 giugno conquista una storica elezione al Parlamento Europeo, grazie alle ben 103.083 preferenze ottenute. 

On. Silvestris a tre mesi circa dalla presentazione della bozza della nuova PAC, qual è il quadro che si designa per l’agricoltura italiana e soprattutto pugliese?

Siamo ancora in una fase di discussione iniziale. Solo per fine anno avremo un quadro completo. Noi stiamo facendo una battaglia per salvaguardare le nostre agricolture mediterranee che rischiano di essere penalizzate da questa PAC. Noi vogliamo criteri aggiuntivi che facciano si che le olivicolture e i pomodori che fino ad ora hanno ricevuto aiuti diretti non perdano risorse importanti. Stiamo lavorando anche per rendere più competitive le nostre aziende e anche per garantire la ricomposizione fondiaria. Sono passaggi importanti che insieme al completamento della filiera renderanno più forte l’agricoltura del Sud e vogliamo che questa PAC parli la nostra lingua.

Il processo di elaborazione del futuro volto della PAC si inserisce in un momento storico importante per diverse ragioni di ordine economico e sociale. La sfida più grande per gli agricoltori europei sarà quella di produrre di più ed inquinare di meno. In questo quadro globale come si potranno integrare i due problemi?

Questo è proprio l’obbiettivo della PAC produrre di più non solo inquinando di meno ma anche sfruttando di meno la terra. Si può produrre di più sulla stessa terra buttandoci dei concimi, questo impoverisce la terra noi vogliamo aumentare le produzioni riducendo lo stress sulla terra atteso che l’abbandono dei campi è un problema e che la disponibilità di terre in Europa è già al limite mentre in altre aree del pianeta è in continua espansione. Come fare? Con una politica attenta all’ambiente ma senza estremismi. Noi per esempio proporremo lo slogan un pannello solare per ogni terreno agricolo. Noi vogliamo per esempio che l’energia da fonti rinnovabili sia prodotta, non a scapito della terra eliminando le produzioni agricole, ma sia prodotta per favorire l’attività delle aziende e ridurre i costi di produzione. Vogliamo creare questa sintesi insieme ad una migliore responsabilizzazione degli agricoltori .E’ questa la strada che potrà portare a futuri migliori benefici.

In uno scenario di mercato globale quanto può risollevare le sorti di un territorio atrofizzato (a livello di produzione, ricchezza e disoccupazione) un tipo di produzione agricola a Km Zero (la cosiddetta filiera corta) basata su un prodotto sano locale e di qualità?

La filiera corta è una possibilità che abbiamo già a portata di mano. Che cosa vieta ad una famiglia di rifornirsi dal contadino piuttosto che dal discount? Che cosa vieta ad un cittadino di Acquaviva di comprare l’olio da un frantoio piuttosto che da un supermercato? In questo senso va educato prima di tutto il consumatore prima che il produttore. Certo va sviluppata la rete di vendita, vanno creati i farmers market, i gruppi di acquisto solidale locale però il dato importante è educare i consumatori. La nostra agricoltura però deve puntare tutto sull’export. In puglia le esportazioni registrano dati in crescita incoraggianti. È su questo che bisogna puntare. Il km zero è un percorso che va sicuramente incentivato ma al tempo stesso occorre favorire quelle aziende che fanno export perché questo crea reddito e sviluppo per il nostri territorio.

In trentino Alto Adige esiste un solo consorzio di agricoltori (dove ad esempio tutti i produttori di mele confluiscono il loro raccolto e i compratori grossisti hanno un solo interlocutore). Nel Sud invece i consorzi stentano a decollare forse per una visione individualista e miope dei nostri agricoltori.

In Padania non ci sono 100 mila produttori di latte con cento mila marchi diversi e prezzi diversi. In Padania si sono consorziati hanno creato un unico marchio il Grana Padano e con quello invadono tutti i mercati del mondo. Quando ci arriveremo noi con i nostri prodotti? Siamo già in ritardo. Con questa PAC noi vogliamo creare gli strumenti per risolvere questo annoso problema.

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