Giovedì 15 Novembre 2018
   
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F35 NO GRAZIE. TAGLIA LE ALI ALLE ARMI

f35

 Riceviamo e pubblichiamo:

La mobilitazione per la petizione contro gli F35, promossa da Sbilanciamoci e dalla Rete italiana disarmo e appoggiata da gran parte del mondo pacifista, ha avuto il grande merito non solo di riaprire il dibattito pubblico sul problema delle spese militari, rimettendo in scena la grande generosa filiera della cultura pacifista del nostro Paese, ma soprattutto ha evidenziato la contraddizione gigantesca che c’è tra la politica dei sacrifici sociali e gli impegni nazionali di spesa militare. 

Bisogna continuare su questa strada: non è possibile che là dove dovrebbe essere utile tagliare non si tagli e invece si vada giù con la mannaia su pensioni, salari, trasferimenti agli enti locali. Il governo Monti e il ministro della Difesa Di Paola incarnano a pieno titolo questa contraddizione e Di Paola la rende ancora più evidente quando, dovendo fare i conti col piano generale di tagli alle spese dei ministeri, risolve la questione degli F35 proponendo un piccolo taglio – 30, forse 40 sui 131 caccia previsti nel piano di acquisto– senza per altro chiarire tempi e modalità della riduzione.

E’ l’intero programma degli F35 invece che va tagliato: perché è il programma di armamenti più inutilmente costoso della storia, con una costante lievitazione dei costi, criticato per questo dagli stessi ambienti militari del Pentagono, e dunque asciuga risorse come un’idrovora. Poi perché mai come in una fase di tagli a tutto quello che significa conforto e tutela per i settori più deboli della società, l’utilizzazione delle risorse pubbliche deve avere questa fondamentale e indiscutibile priorità: la spesa sociale. Perché infine, aspetto di primo piano, è un programma dichiaratamente di guerra, che contrasta con le finalità che la Costituzione italiana assegna alle Forze Armate.

Per questo la partita sulle spese militari per noi rimane aperta, la discussione e l’attenzione politica al problema mantengono tutta la loro importanza.

Per tutti questi motivi SEL, sia come coordinamento nazionale che come circolo locale di Acquaviva delle Fonti, ha deciso di appoggiare l’iniziativa di Sbilanciamoci e di Rete disarmo aderendo alla giornata di mobilitazione intitolata “Centro piazze contro gli F35” e organizzando un banchetto per la raccolta delle firme in piazza.

Il banchetto sarà presente in Via Roma, 5 (davanti al circolo SEL) dalle 10,30 alle 13,00 di domenica 26 febbraio. Sarà inoltre possibile firmare i moduli direttamente in sede già a partire da sabato 25 febbraio e fino a lunedì 27 febbraio.

 

*Beppe Di Vietri
coordinatore Circolo SEL Acquaviva delle Fonti

 

 

 

 

Commenti  

 
#3 claudioD 2012-02-24 17:53
Caro SELAcquaviva:
io non sono contro i grandi impianti eolici e fotovoltaici. Io sono contro tutti gli impianti per la produzione di energia pulita col fotovoltaico e l'eolico. Non credo che la taglia conti tanto alla fine del discorso. Quindi anche i mini-impianti eolici e sì anche gli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici (incluse scuole) o privati connessi in rete (non sono contro quelli ad isola per l'autoconsumo reale della energia prodotta). La ragione è semplice e si deduce dal rapporto dell'Authority e dal mio commento precedente. E comunque SEL resta ai miei occhi co-responsabile di una campagna referendaria che ha usato la fuorviante idea per cui le energie rinnovabili (eolico e fotovoltaico) fossero già una alternativa esistente alla necessità di costruire sul suolo italiano centrali nucleari. Centrali per il carico di base sostituibili da fonti discontinue: già questa cosa dà da pensare. In più lo stesso Vendola, in precedenza, ha usato la stessa campagna politica per ottenere un secondo mandato come Presidente della Regione Puglia. Si è dato addosso al COSTO delle centrali nucleari omettendo di svelare le previsioni di spesa nei decenni a venire che gli italiani dovranno sopportare per lo sviluppo delle rinnovabili (nel 2012 la previsione è di 9,2 MILIARDI DI EURO solo per gli incentivi alla produzione).
Che gli F35 siano la meritevole lotta ideologica di un partito pacifista non cambia di molto le carte sulla tavola di un Paese dove, anche di fronte al probabile collasso economico e alla necessità di adottare una linea più austera, invece del mea culpa pubblico si continua a puntare l'indice sugli eccessi di spesa voluti da altri (evidentemente gli F35 sono giocattoli voluti dalla Destra del Paese). Per questa ragione, io non firmerò mai una petizione che resta ancora in una logica della politica di vecchio stampo (destra contro sinistra o viceversa). Firmerei volentieri una petizione SEL per l'abolizione degli incentivi che vanno a finanziare le rinnovabili di tutte le taglie e una petizione del PDL per cancellare la commessa degli F35. Questa sì che sarebbe un'azione politica adeguata al momento critico che stiamo vivendo: dove ognuno si assume le proprie colpe e responsabilità rispetto a quanto fatto e detto in passato.
 
 
#2 SELAcquaviva 2012-02-24 11:30
Caro claudioD il circolo SEL di Acquaviva si è già espresso lungamente proprio nella direzione di quanto tu dici sul taglio degli incentivi sui grandi impianti. Ci siamo fatti promotori di molte iniziative che denunciano il disastro dei megaimpianti (foraggiati dagli incentivi nazionali) eolici a tutti i livelli: sia all'interno del partito che delle istituzioni.
Ora però ti chiediamo di firmare contro lo SPERPERO di 131 AEREI DA GUERRA! Noi ci stiamo muovendo anche per questo... E TU?
 
 
#1 claudioD 2012-02-23 19:09
Io continuerei su questa linea con un deciso taglio agli incentivi sulle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico attuali che insieme tolgono dalle tasche degli italiani miliardi di euro. Secondo i dati dell'Authority della Energia, gli incentivi hanno superato cumulativamente quelli del contestato Cip6 e viaggiano ormai senza controllo: "Nel 2011, secondo i dati di preconsuntivo, gli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate finanziati attraverso le bollette sono stati circa 7,9 miliardi di euro. Di questi, 1,3 sono riferiti alle ‘assimilate Cip6’, 1,3 ai certificati verdi, 4 miliardi al fotovoltaico - che ha visto aumentare del 440% la potenza installata, cresciuta da 2.800 a 12.400 MW nell’anno - e il restante 1,3 agli altri strumenti incentivanti (tariffa fissa onnicomprensiva , Cip6 per le fonti rinnovabili, scambio sul posto). Nel 2012, l’insieme di tali incentivazioni è destinato ad arrivare a circa 10,5 miliardi di euro, di cui circa 1,3 riferiti alle fonti assimilate Cip6, 1,8 per i certificati verdi, 5,9 per il fotovoltaico e i restanti 1,4 per gli altri strumenti incentivanti.". Va detto inoltre che escludendo l'idroeletrico dalle statistiche di produzione annuale della energia, l'eolico e il fotovoltaico non costituiscono da soli la maggioranza della produzione annuale di energia rinnovabile. Nonostante i miliardi finora spesi, In più, dallo stesso documento, si evince che i costi sostenuti per mantenere ed incrementare Nel numero tecnologie come eolico e fotovoltaico, non programmabili nella erogazione di energia elettrica includeranno anche pesanti interventi sulla rete elettrica: "Inoltre, per garantire la sostenibilità dello sviluppo di queste fonti caratterizzate da elevata intermittenza ed il loro il pieno sfruttamento, si renderanno necessari interventi - con conseguenti oneri sulle bollette - per sviluppare le infrastrutture di rete così da continuare ad assicurare il mantenimento in sicurezza ed inefficienza del sistema". L'intero documento è disponibile a questo link tinyurl.com/primo-trimestre-2012. Che SEL ne prenda atto, rivedendo profondamente il proprio appoggio a dispendiose tecnologie per la produzione alternativa di energia pulita che non risolveranno mai il problema del fabbisogno energetico nazionale. Non ci sono solo le spese militari da rivedere a questo Paese.
 

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