Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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PISTILLI: IL PUNTO SULL'AREA SIC MESOLA

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AcquavivaNet ha onorato il suo impegno, presentandosi alla seguente conferenza stampa:

http://www.acquavivanet.it/politica/2744-mercoledi-8-conferenza-stampa-del-pdl.html

Presso la sede storica dell’ex-Club Forza Italia, priva di simbolo politico, in Piazza Vittorio Emanuele. Qui si è tenuta la conferenza stampa voluta dal dr. Franco Pistilli, ex-sindaco di Acquaviva delle Fonti, e in presenza del Consigliere comunale ing. Claudio Giorgio. Assenti i dirigenti del Popolo della Libertà.

Dunque: nessun simbolo politico e nessuna dirigenza presente. Presenti, invece, i militanti pistilliani. Pistilli ha posto in essere la conferenza inneggiando il seguente slogan: “è giusto che qualcuno si muova dal basso, altrimenti il PDL ad Acquaviva muore”.

Se c’è una questione acquavivese che si trascina da quasi vent’anni (1993) è quella della vicenda legata all’area SIC Bosco Mesola: annoveriamo, nel 2003, anche la discussa riperimetrazione dell’area. Ma qual è la verita?

Ecco il punto espresso dall’ex-sindaco di Acquaviva delle Fonti: “Io avrei una serie di argomentazioni per rispondere, però entreremmo nel merito del diritto. Cerchiamo di semplificare la questione. Innanzitutto io faccio, presento un ricorso, perché una nota chiarificatrice alla Regione Puglia.”

Si presenta un ricorso quando l’atto è definito, è compiuto: “Se l’atto non è definito e compiuto, se non c’è un’azione di delibera di Giunta o di Consiglio della Regione Puglia, io il ricorso dove lo attacco?”

Pistilli invita ad approfondire la documentazione e aggiunge: “Vi dareste la risposta da soli. Ora cerco di essere breve per spiegare: abbiamo chiarito che per fare un ricorso occorre un atto definito, un atto finito, un atto compiuto, un atto efficace, un atto per essere efficace deve produrre i suoi effetti giuridici.”

Prosegue: “Nel momento in cui ci siamo seduti con i nostri amministrativisti, abbiamo portato – “in fase di approvazione definitiva del piano regolatore” – una relazione a firma mia, con il parere favorevole dell’Ufficio Tecnico: che io ho letto in aula. Con la quale spiegavo le motivazioni del vincolo SIC: “il vincolo SIC non è un vincolo che inibisce la edificabilità, ma la condiziona”.

Pertanto avevamo peraltro previsto con il nostro amministrativista di creare, affianco alla strada provinciale per Santeramo, una specie di corridoio – “così è stato definito” – di querceti, in modo da attutire l’impatto ambientale: per esempio, dei volatili.

Inoltre, per ogni pezzatura dove doveva essere realizzato un’immobile, prevedevamo anche la piantumazione di un certo numero di alberi.

Avevamo anche previsto all’interno non un’area di trecento ettari, cioè tanto quanto il centro abitato di Acquaviva delle Fonti – “perché se ad oggi ci sono ancora degli appartamenti sfitti in questa città, io voglio capire che senso ha individuare un’area lì su Collone grande quanto il centro abitato di Acquaviva delle Fonti. Cioè non ha proprio senso” – e pertanto, pur di salvaguardare i diritti consolidati di coloro che pagavano l’ICI dal lontano 1993 abbiamo riperimetrato la zona di Collone riportandola agli ottanta ettari originari. Perché lì si era consolidato il diritto: comunque c’erano delle abitazioni e comunque grazie alla nostra gestione siamo riusciti a portare lì acqua e fogna. Non solo per far costruire il monoblocco, ma per servire quella zona.”

Quindi: l’area SIC Bosco di Mesola è stata riperimetrata. Poi l’ex-sindaco aggiunge: “Quando portai questo provvedimento in aula, una maggioranza trasversale, influenzata dalla Commissione interistituzionale, bocciò la nostra proposta che aveva il parere favorevole, non solo degli avvocati, ma dell’Ufficio Tecnico. E qui siamo già al 2008.”

 

Pistilli conserva ancora tutti gli atti ufficiali: “E ve ne posso fornire copia, autorizzandovi a smentirmi ufficialmente se io sto inventando una sola virgola di quello che vi sto dicendo. Nel momento in cui io portai questo provvedimento in aula, suffragato dai pareri degli amministrativisti, che dopo vollero nella Commissione interistituzionale, ma che quasi disattesero la proposta perché era a favore mio, contro il parere dell’Ufficio Tecnico, che dette un parere contrario ai lavori della Commissione interistituzionale: bocciarono il mio provvedimento in aula, quello del sindaco, e approvarono quello della Commissione interistituzionale.”

Secondo Pistilli, la Regione ha agito in linea con la Commissione interistituzionale:“Alla fine tutta quella zona è stata completamente cassata. Allora: dovete prendere atto in questa città, prescindendo dalle simpatie ideologiche, ma siccome noi abbiamo una coscienza, prescindendo dalle simpatie che ognuno di noi può avere e che restano legittime e giuste, noi dobbiamo prendere da una cosa fondamentale: che è stato creato un “vulnus” al futuro della città, tant’è vero che quella zona è stata completamente stralciata, pur essendoci un governo di affinità politica con quello attuale, di omogeneità politica con quello attuale.

È stato tutto completamente cassato: eppure quando questo è stato cassato, io ho letto una serie di comunicati, che le vostre testate giornalistiche hanno pubblicato a nome dell’Italia dei Valori, a nome del Partito Democratico, dove dicevano: “difenderemo i proprietari della zona di Collone”. Quali proprietari bisogna difendere alla zona di Collone? Cosa è stato fatto finora? Sapete perché non hanno intrapreso nessuna azione legale?

Perché per poter intraprendere una azione legale bisogna partire da che cosa?

“Dall’ultimo deliberato di Consiglio comunale”: e ciò io debbo prendere a caposaldo, secondo il diritto. Quell’ultimo deliberato, per portalo in giudizio e difenderlo.

L’ultimo deliberato da difendere qual’è?

È quello dei trecento ettari che la Regione Puglia ha completamente bocciato. Non ha detto di rivedere. Ecco perché non hanno fatto nulla. Le mie dichiarazioni in Consiglio comunale erano le seguenti: “ricordatevi che avete preso un grosso granchio. E tutto questo sarà bocciato.”

Continua (F.P.): “Ipotizziamo che io mi sbagliassi: voi conservate gli articoli che avete pubblicato, i proclami che loro hanno fatto, a difesa dei proprietari della zona di Collone: perché dopo questa conferenza stampa, non chiedete all’attuale maggioranza di indire un’altra conferenza stampa?

E di chiedere che cosa è stato fatto nei confronti dei proprietari dei terreni di Collone…

Ve la dico io una cosa: mi risulta – “e non vi sto dicendo nulla di particolare” – che un noto professionista di Acquaviva delle Fonti, un certo avvocato Laera – “si dice in giro” – si sia servito del mio amministrativista per convocare i proprietari dell’area SIC, per intraprendere una azione legale contro la Regione Puglia. Questo si dice in giro.”

Il parere dell’amministrativista è stato bocciato in Consiglio, anche se afferma Pistilli: “l’avvocato Carlo Laera, giustamente come noto professionista, vuole difendere i proprietari della zona di Collone.”

All’ex-sindaco risulta l’avv. Laera simpatizzante dell’attuale amministrazione, e afferma: “Perché non andate a chiedere all’avvocato Laera cosa sta facendo per le zone di Collone? E se non ha fatto nulla, perché non ha fatto nulla?”

Ai proprietari della zona SIC, Pistilli comunica: “Innanzittutto di prendere atto che sono stati completamente turlupinati dall’attuale amministrazione. E lo devono dire pubblicamente questo: perché, all’epoca, io sono stato sbeffeggiato, ostracizzato, vituperato da questa città. Per il problema del piano regolatore. Eppure gli atti sono nel cassetto della Regione dal lontano 2006.

Io non ho mai capito perché un piano regolatore approvato nel 2006 è arrivato al Comune di Acquaviva delle Fonti soltanto nel 2010, novembre 2010.”

E dalla Commissione interistituzionale “sono nate delle associazioni” (F.P.).

Conclude l’ex-sindaco: “Oggi io vorrei sapere innanzitutto cosa stanno facendo questi del Comune che hanno promesso in campagna elettorale di difendere i proprietari della zona di Collone.

In secondo luogo, io consiglierei loro di associarsi seriamente, con la “esse” maiuscola, e di intraprendere una azione legale congiunta con i proprietari interessati: perché la Regione Puglia ha preso un grosso abbaglio. Amenochè non ammetta che tutta la curvatura individuata sulla zona di Collone è stata spesa per realizzare un monoblocco. Ed è una cosa differente: perché un monoblocco ha un tipo di individuazione completamente differente da quello da civile abitazione o da uso alberghiero.”

 

   

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